Apocalissi apocrife


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Scritti di genere apocalittico che, imitando l'Apocalisse canonica di san Giovanni, vennero attribuiti a diversi apostoli. Il loro numero fu ridotto e fu riconosciuta l'esistenza solo delle seguenti: 1. Apocalisse di Pietro:- redatta fra il 125 e il 150 e considerata da alcuni autori, come Clemente di Alessandria, un libro canonico, benché egli specificasse che " qualcuno di noi non vuole che sia letta in chiesa "-, fu inclusa nel Frammento Muratoriano e venne comunque utilizzata nel V secolo durante la liturgia del Venerdì Santo in alcune chiese della Palestina. Il testo completo fu scoperto nel 1910 in una traduzione etiopica. 2. Apocalisse di Paolo:- scritta in greco fra il 240 e il 250, quasi sicuramente in Egitto, il che ne spiegherebbe la conoscenza da parte di Origene-. Non ci è giunta la versione originale bensì una revisione del testo greco realizzata alla fine del IV secolo. Sembrerebbe che voglia narrare le visioni di Paolo delle quali abbiamo notizia in 2 Cor 12,2. Nella descrizione dei condannati all'inferno vengono nominati diversi membri del clero e vi si dice, inoltre, che di domenica le pene vengono mitigate. Questi due aspetti vennero raccolti da illustri autori medioevali come Dante. 3. Apocalisse di Stefano: non ne sappiamo nulla tranne che fu condannata nel Decreto Gelasiano. Quasten l'ha identificata con la relazione sul ritrovamento delle reliquie di santo Stefano composta dal sacerdote Lucio verso il 415, ma tale accostamento è sicuramente erroneo. 4. Apocalisse di Tommaso: composta alla fine del IV secolo in greco o latino, venne scoperta nel 1907 in un manoscritto di Monaco. Il suo contenuto è di stampo gnostico-manicheo e venne utilizzato dai priscilliani. In Inghilterra era già conosciuta prima del IX secolo. 5. Apocalisse di Giovanni: esistono due apocalissi apocrife attribuite all'autore di quella canonica. La prima segue molto da vicino il testo biblico ed è incentrata sulla fine del mondo e sulla descrizione dell'Anticristo. La seconda, pubblicata da F. Nau a partire da un manoscritto parigino, contiene un dialogo fra Giovanni e Cristo inerente alla celebrazione della domenica, al digiuno, alla liturgia e alla dottrina nella Chiesa. 6. Apocalissi della Vergine: sono le più tardive e sicuramente legate al periodo medievale. In esse si narra come la Vergine abbia ricevuto rivelazioni sulle sofferenze dei condannati all'inferno e come interceda per costoro. La sua fonte principale sembra ritrovarsi nelle leggende relative all'Assunzione.



Autore: Cèsar Vidal Manzanares
Fonte: Dizionario di Patristica (Cèsar Vidal Manzanares)


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