Vita umana


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La vita umana si impone all' esperienza come la cosa previa: per questo, la vita è un fatto ed un valore fondamentale, è conferma e segno dei valori umani. La vita è un valore pre-morale che diviene anche morale quando è inserito nel mondo della persona libera e responsabile. La preferenza della vita: la vita è la pre-ferenza etica; di qui, occupa il primo posto nell'ambito morale; di qui, la sua importanza quando si tratta di formulare le esigenze etiche dell'agire umano.

La morale classica formulava il valore della vita partendo dall'assoluto morale, dalla sacralizzazione e dalla inviolabilità. La giustificazione proveniva dall'essere un bene personale (perciò proibizione del suicidio e dell'omicidio diretti), un bene della società (uccidere è agire contro la giustizia), e un dono di Dio a cui appartiene la vita e che la pone nelle nostre mani perché abbiamo da amministrarla. Questo schema ha il suo fondamento su un modello antropologico che sa di formalismo e di ambiguità. Favorisce molte " eccezioni ". Le più importanti sono: la liceità di uccidere per legittima difesa, la pena di morte, l'uccisione del nemico nella " guerra giusta ", la morte del tiranno usurpatore, il suicidio e l'aborto indiretti. Ciò veniva " giustificato " in base a princìpi astratti: l'abuso dell'accumulo di potere in mano all'autorità pubblica, la manipolazione e la strumentalizzazione sociopolitica e religiosa della persona; inoltre, l'incoerenza morale che affermava il valore assoluto ed inviolabile della vita, ma trovava motivi per giustificare le " eccezioni " segnalate e perfino la tortura.

Questo schema non risponde all'antropologia di oggi che vede l'uomo come il soggetto ultimo delle decisioni morali ed il protagonista della propria vita. Oggi, l'affermazione classica dell'inviolabilità è tradotta come il " diritto inviolabile di ogni persona alla sua autodeterminazione, anche quando si tratta della vita ". Le formulazioni normative sul valore di ogni vita umana vanno impostate in termini positivi verso la vita, non in termini negativi; vanno fondate sul valore assoluto della persona, sulla solidarietà e sulla coerenza etica. L'opzione per la vita va molto più in là della semplice difesa: esige la promozione e lo sviluppo di tutte le sue qualità per umanizzarla al massimo.

Queste esigenze chiedono di superare il formalismo e di fare passi ulteriori a favore di ogni vita umana: partendo dal valore biologico, dobbiamo arrivare al rispetto, all'uguaglianza e alla dignità di tutte le persone. Di qui, dobbiamo passare al compito morale di potenziare la qualità della vita e all'impegno per umanizzare al massimo tutte le dimensioni della vita umana. Occorre anche che venga introdotta la razionalità nei giudizi etici, superando le impostazioni pre-scientifiche e pseudo-religiose che sono più propense alle emozioni viscerali che non alla responsabilità dell'uomo.

La fede cristiana illumina il valore della vita e della dignità della persona con l'apertura a Dio, chiamato " amante della vita " (Sap 11, 26) e con l'apertura a Cristo vivo. La risurrezione di Cristo afferma la vita in pienezza e condanna le strutture che portano alla morte: la violenza, la condanna ingiusto, il rifiuto dei poveri e degli innocenti, ecc. Lo Spirito che vive in noi ci spinge all'amore e alla costruzione di comunità che scommettono per la vita, per la fratellanza e la solidarietà, specialmente verso i nemici, gli affamati, i carcerati...

L'affermazione della vita come preferenza etica non elimina il conflitto. La morale classica cercò di risolverlo ricorrendo al principio del duplice effetto e del volontario indiretto. Oggi, il problema è impostato come conflitto di valori. La soluzione del conflitto chiede, per questo, rispetto per la libertà e per la responsabilità, criteri pienamente morali; chiede l'affermazione del primato dell'uomo come soggetto personale delle proprie decisioni morali. Collocare il valore della vita e il conflitto nell'ambito della libertà umana responsabile non è qualcosa di arbitrario, né di soggettivo, né un'evasione dai criteri morali: è invece il segno degli atteggiamenti fondamentali che garantiscono la vicenda morale umana. Può darsi che non tutti i conflitti vengano risolti, ma si introducono comunque dei criteri maggiormente validi di quelli precedenti dove la persona non era considerata come un soggetto autonomo.

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Autore: M. Gómez Ríos
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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