Tabernacolo


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È una piccola edicola chiusa in cui si colloca e si conserva il Santissimo Sacramento, cioè, le specie consacrate che non sono state consumate nella comunione dei fedeli. Nei primi tempi del cristianesimo, il tabernacolo aveva nomi diversi ed anche forme diverse (alcune piuttosto strane, come le cosiddette " colombe eucaristiche "). Il tabernacolo poteva essere collocato sopra l'altare, incastrato nel muro dell'abside, o in sacristia. Durante il pontificato di Paolo V, divenne obbligatorio fissarlo sull'altare.

Le norme attuali sono espresse nel Rito della Comunione fuori della Messa e culto eucaristico (Libreria Editrice Vaticana, Ristampa 1994), dove si dice: " La santissima Eucaristia si custodisca in un tabernacolo solido, non trasparente e inviolabile. Di norma ci sia in ogni chiesa un solo tabernacolo o posto sopra un altare o collocato, a giudizio del1'Ordinario del luogo, fuori di un altare, ma in una parte della chiesa che sia davvero nobile e debitamente ornata " (RCCE n. 10). Si stabilisce inoltre: " La presenza della santissima Eucaristia nel tabernacolo venga indicata dal conopeo o da altro mezzo idoneo, stabilito dall'Autorità competente. Secondo la tradizione, arda sempre davanti all'altare una lampada a olio o un cero, segno di onore reso al Signore " (n. 11).

Facendosi eco di vari testi del Magistero (soprattutto dell'istruzione Eucharisticum Mysterium del 15 Maggio 1967), il documento citato ricorda: " Scopo primario e originario della conservazione della Eucaristia fuori della Messa è l'amministrazione del Viatico; scopi secondari sono la distribuzione della comunione e l'adorazione di nostro Signore Gesù Cristo, presente nel Sacramento " (n. 5). Poi, aggiunge: " La conservazione delle sacre specie per gli infermi portò infatti alla lodevole abitudine di adorare questo celeste alimento riposto e custodito nelle chiese: un culto di adorazione che poggia su valida e salda base, soprattutto perché la fede nella presenza reale del Signore porta naturalmente alla manifestazione esterna e pubblica di questa stessa fede " (n. 5).

I fedeli sono soliti manifestare questa fede con una pia pratica conosciuta sotto il nome di " visita al Santissimo Sacramento ".1 Per favorire questa pia pratica, il documento raccomanda: " I pastori provvedano che le chiese e gli oratori pubblici nei quali, secondo le norme del diritto, si conserva la santissima Eucaristia, restino aperti ogni giorno e nell'orario più indicato, almeno per qualche ora, in modo che i fedeli possano agevolmente trattenersi in preghiera dinanzi al santissimo Sacramento " (n. 8).

Bibl. - Martimort A.G., La Chiesa in preghiera. Introduzione alla liturgia, Ed. Desclée, Roma, Parigi, Tournai, 1966, pp. 505-514. Righetti M., Manuale di storia liturgica, 4 voll., Ed. Ancora, Milano, 1964-1969. " Rivista Liturgica ", 1(1980): Il culto eucaristico fuori della Messa.




Autore: J. Llopis
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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