Storia della salvezza


53

La riflessione teologica del popolo eletto ha sempre interpretato i suoi eventi storici come eventi salvifici. Con ciò, riteneva che il cammino del popolo veniva guidato direttamente da JHWH che prometteva una liberazione piena, secondo i suoi disegni ed Egli avrebbe compiuto i suoi impegni contratti con l'alleanza del Sinai. Non solo, ma nel riflettere sulle sue origini, il popolo ritenne che l'azione divina fosse iniziata nell'istante stesso della creazione dell'uomo e della donna e che gli Ebrei, attraverso i loro alberi genealogici molto complessi, fossero imparentati con la prima coppia. Questa convinzione, che era frutto della visione mitica della storia, permise di vedere anche negli avvenimenti più banali l'intervento provvidenziale di Dio. A Lui si doveva soprattutto la liberazione dalla schiavitù egiziana, il viaggio attraverso il deserto, la conquista della terra promessa, l'instaurazione della monarchia, l'invio dei profeti e soprattutto la provvidenza sovrana con cui Dio difendeva il suo popolo dai pericoli provenienti dalle nazioni vicine. In tutto ciò, gli Ebrei vedevano la presenza provvidenziale di Dio, che reggeva le sorti del suo popolo per salvarlo da tutti i pericoli che lo circondavano.

La storia della salvezza venne dunque elaborata in base ad una interpretazione religiosa dei fatti. Anche quello che incideva sul fattore politico e sociale era ritenuto una mediazione di nessi divino-umani che mantenevano sempre viva la speranza del popolo eletto. Esso nutriva la speranza che, in un futuro più o meno remoto, JHWH sarebbe intervenuto in modo decisivo nella storia umana per togliere il potere ai nemici del suo popolo e per instaurare un regno di pace, di concordia e di amore, che avrebbe accolto soltanto coloro che prima avevano servito Dio fedelmente. Visto così, si pensava che in qualche modo l'agire divino avrebbe toccato tutta l'umanità che rimaneva avvolta nel processo storico-salvifico. Tuttavia, la dottrina-dei profeti contribuì ad avallare la speranza che alla fine dei tempi solo i figli d'Israele avrebbero avuto accesso al sospirato regno messianico, dove sarebbero vissuti senza angustie, affanni e ansie (cf Is 11,1-9).

Così, dunque, la storia salvifica venne ad acquistare una prospettiva escatologica, che l'ebraismo tardivo trasformò in apocalittica, esprimendo in modo cifrato la sua ossessione di svelare i segreti del futuro per sapere in qual momento concreto la storia del popolo eletto si sarebbe convertita in una genuina forza salvifica. Per questo, si rendeva imprescindibile la venuta dell'atteso Messia, a cui sarebbe spettato il compito di inaugurare un regno paradisiaco. In un primo tempo, si pensò che sarebbe stato composto da tutti i figli d'Israele, ma la purificazione teologica modificò l'idea fino a sostituirla con un'altra molto più realista: avrebbero fatto parte del regno unicamente quelli che sarebbero rimasti fedeli a JHWH. L'appartenenza al popolo ebreo cessò, pertanto, di essere garanzia di salvezza. Questa richiedeva una fedeltà incondizionata ai disegni divini e in concreto agli impegni dell'alleanza sinaitica.

La presenza di Gesù segna un passo avanti nella concezione della storia della salvezza. Gesù, riallacciandosi alle tradizioni profetiche e apocalittiche dell'ebraismo, concentra tutto il suo messaggio intorno al Regno (basilèia), il cui ingresso esige una conversione totale (metànoia) agli interessi di Dio. Partendo dai due concetti, Gesù formula un progetto di vita da cui risulta che la salvezza ha già fatto irruzione nella storia (Lc 17,21), essendo Gesù il suo punto centrale (Lc 16,16-17). Pertanto, la rivelazione neotestamentaria modifica sostanzialmente il concetto di storia della salvezza, in quanto cessa di proiettarsi verso il futuro per agganciarsi nel presente. Così intese la comunità cristiana partendo dall'esperienza pentecostale. Certo, nel presente continua a imperversare il peccato; c'è ancora molto da fare per raggiungere quello che Gesù vuole per il Regno (basilèia). Eppure, questo si incarna negli esseri umani in proporzione della loro lotta per sradicare l'ingiustizia dal mondo e instaurare il regno di pace e di amore che tutta la tradizione biblica presenta come la grande mèta a cui tendere. La storia della salvezza è cominciata, dunque, con la storia del popolo eletto e continua il suo cammino mediante coloro che, fedeli al progetto di Gesù, lottano per un mondo migliore in conformità al messaggio del vangelo. Solo questi adeguano la loro esistenza al concetto biblico di salvezza.

Bibl. - Balthasar H.U. von, Teologia della storia, Ed. Morcelliana, Brescia, 1966. Cullmann O., Cristo e il tempo, Ed. Il Mulino, Bologna, 1965. Daniélou J., Saggio sul mistero della storia, Ed. Morcelliana, Brescia, 1963. Surgy P. De, Le grandi tappe del mistero della salvezza, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1963. Vagaggini C., " Storia della salvezza ", in: Nuovo Dizionario di Teologia, Ed. Paoline, Cinisello B., , pp. 1559-1583.



Autore: A. Salas
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
Acquista la Bibbia per la Scrutatio dalla Libreria del Santo
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online