Rendimento di grazie


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Il rendimento di grazie è una forma di preghiera che accentua l'espressione della gratitudine degli uomini per i favori elargiti da Dio. L'orientamento può essere egocentrico (gratitudine per i benefici ricevuti) o altruista (gioia per la perfezione e la bontà di Dio). Intimamente unito alla preghiera di lode, il rendimento di grazie non è in contrasto con la preghiera di domanda: anzi, ne è un complemento necessario in quanto manifesta la valorizzazione ammirativa del credente per i doni ricevuti dal Signore. Presente in un modo o nell'altro in tutte le religioni, la preghiera di ringraziamento, chiamata anche di benedizione, costituisce una caratteristica importante della fede d'Israele e rappresenta il punto culminante della preghiera cristiana. Infatti, senza dimenticare la necessità della preghiera di domanda e di intercessione, il popolo d'Israele amava la preghiera di rendimento di grazie con cui proclamava le meraviglie operate da Dio, ed esprimeva la sua fiducia nella continuità della protezione divina e la riconoscenza che ne derivava. Molti salmi cantati così spesso dagli Israeliti, sono inni di ringraziamento che ricordano i grandi interventi salvifici di Dio nella storia ed invitano tutti i popoli a riconoscere la potenza di Dio. Il popolo d'Israele usava in certe occasioni, ma soprattutto nei pasti e in determinate riunioni di culto, le cosiddette benedizioni (berakot) in cui si proclamava benedetto (cioè, degno di lode e di gratitudine) il Signore per la sua bontà e per i suoi doni, come, per esempio, nella formula che accompagnava il primo calice e la frazione del pane nei pasti solenni: " Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, re dell'universo, che ci dài il frutto della vite. Benedetto... che fai produrre alla terra il pane ". C'è da notare che di solito la benedizione si conclude con una supplica affinché l'opera ricordata giunga a suo compimento.

La preghiera cristiana si colloca in questa linea in cui prevale la dimensione di rendimento di grazie, propria della preghiera ebraica. Così, per esempio, il " Padre nostro " contiene già, sotto forma di supplica, un orientamento fondamentale verso il rendimento di grazie. Però, è nella preghiera cristiana per eccellenza, la cosiddetta preghiera eucaristica (eucaristia significa appunto: rendimento di grazie) della Messa dove con la massima chiarezza si nota questo carattere. La sua sintesi strutturale è questa: " Rendiamo grazie a Dio, perché ha compiuto meraviglie per noi, tra cui la principale è stata quella di consegnare il proprio Figlio per la nostra salvezza. Noi, ricordando questo prodigio, chiediamo al Padre che mandi il suo Spirito sulle nostre offerte perché le trasformi nel Corpo e Sangue di Cristo, ed in questo modo, possiamo fare l'offerta santa a beneficio nostro e per la gloria di Dio ". Tutte le altre preghiere cristiane di benedizione e di consacrazione contengono anche questo aspetto eucaristico. A loro volta, tutte le preghiere di domanda hanno pure un orientamento verso il rendimento di grazie.

Praticamente, dagli inizi del secolo VII, la Chiesa romana fece uso di un testo unico per la preghiera eucaristica che si impose presto in tutto l'Occidente. Questa antichissima tradizione non rispecchiava, però, la prassi della Chiesa primitiva né delle liturgie orientali che fino ai nostri giorni hanno conservato una maggior ricchezza e varietà di preghiere eucaristiche o anafore (parola greca che significa: preghiera che accompagna l'oblazione o offerta e che in Oriente indica quello che nella Messa romana è chiamato canone). Il Concilio Vaticano II dispose l'introduzione nella liturgia romana di nuovi testi per la preghiera eucaristica. Questi, con una struttura e con un contenuto sostanzialmente identici, mettono in evidenza modelli molto ricchi di rendimento di grazie.

Bibl. - L. Bouyer, Eucaristia. Teologia e spiritualità della preghiera eucaristica, Elle Di Ci, Leumann (Torino), ; L. Deiss, La Cena del Signore, Ed. dehoniane, Bologna, 1977; L. Donghi, La spiritualità della celebrazione eucaristica, Opera Regalità, Milano, 1988; J.A. Jungmann, Missarum sollemnia, Ed. Marietti, Casale M., ; M. Magrassi, Vivere l'Eucaristia, Ed. La Scala, Noci, ; I. Schuster, Liber Sacramentorum, 3 voll., Ed. Marietti, Casale M., 1963-1967; C. Vagaggini, Il senso teologico della liturgia, Ed. Paoline, Roma, .




Autore: J. Llopis
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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