Regno di Dio


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Il centro della predicazione di Gesù è il suo insegnamento sul Regno di Dio (Mc 1,14-15). La buona novella, il vangelo di Gesù, è il suo messaggio sul Regno. Il termine Regno (in ebraico: malkut) ha un senso dinamico, per cui dire che Dio regna è lo stesso che dire: Dio è re. Pertanto, si realizza il disegno di Dio, si compie la volontà di Dio, perché questa è la caratteristica del re, secondo il concetto antico di regalità. Però, questo in che cosa consiste più specificamente? Secondo i concetti dell'AT, esisteva in Israele una corrente di pensiero secondo cui si aspettava la venuta di un re che avrebbe stabilito qui in terra l'ideale della vera giustizia (Sal 44; 72; Is 11,3-5; 32,1-3.15-18). Ma di quale giustizia si trattava? Non si trattava della giustizia nel senso del diritto romano: dare ad ognuno il suo. La giustizia del re, secondo il concetto di Israele, consisteva nel difendere efficacemente ciò che non può difendersi da sé. Quindi, la giustizia consisteva, per Israele, nella protezione che il re dava, o doveva dare, agli inermi, ai deboli e ai poveri, alle vedove e agli orfani (Sal 72,1-4.12-14). Per questo, quando Gesù dice nella sua predicazione che il Regno di Dio è vicino, Egli vuol dire che finalmente si sta affermando la condizione bramata da tutti gli scontenti della terra: la situazione in cui si realizzerà la giustizia, cioè, la protezione e l'aiuto per chiunque non è capace di difendersi, per tutti i diseredati delle terra, per i poveri, gli oppressi, i deboli, gli emarginati e gli indifesi. Per questo, si comprende come, nella predicazione di Gesù, è detto che il Regno è per i poveri (Lc 6,20), per i fanciulli (Mc 10,14), per i piccoli (Mt 5,19), e, in genere, per tutti coloro che la società emargina e disprezza.

Infine, che cosa significa tutto ciò? È chiaro che qui è descritto quello che potremmo chiamare l'ideale di una nuova società. Una società degna dell'uomo, in cui finalmente si stabiliscono la fraternità, l'uguaglianza e la solidarietà fra tutti. Una società, inoltre, in cui se c'è qualche privilegiato, questo è proprio il debole e l'emarginato, colui che non può difendersi da sé.

Però, non si deve pensare che il Regno di Dio si riduca ad un semplice progetto di giustizia sociale. Esso va molto più in là di tutto questo, poiché raggiungerà la sua pienezza solo nell'al di là, quando Dio sarà tutto in tutte le cose. Inoltre, il Regno di Dio suppone ed esige la conversione, il cambiamento di mentalità e di comportamenti (Mc 1,15 e par.), l'adesione incondizionata al messaggio di Gesù (Mc 4,3-20 e par.), e, in questo senso, l'interiorità.

Allora, da quanto si è detto fin qui, si deducono alcune conseguenze:

1) Il Regno di Dio non si riferisce all'idea nazionalista che avevano gli Ebrei, soprattutto i più fanatici, come gli zeloti e i sicari. Il Regno di Dio non si identifica con nessun nazionalismo politico.

2) Il Regno di Dio non consiste nemmeno in una situazione imposta con la forza delle armi o col potere dell'esercito.

3) Il Regno di Dio non può essere il risultato di un'applicazione letterale della legge religiosa: su questo punto, Gesù deluse i suoi uditori Ebrei.

4) Il Regno di Dio non è nemmeno il risultato di una pratica fedele ed osservante delle opere religiose: il culto, la pietà, i sacrifici. Gesù non intende questo nella sua predicazione. Appunto perché non è nulla di tutto questo, il Regno di Dio è, in ultima istanza, la " buona novella " per i poveri, per coloro che soffrono, per i perseguitati e per gli emarginati.

Da quanto si è detto, si può vedere come il Regno di Dio sia più ampio della Chiesa: esso, cioè, non coincide coi limiti sociologici della Chiesa- istituzione, ma li oltrepassa. Il Regno di Dio si realizza in tutti gli uomini e in tutte le donne che cercano sinceramente l'ideale di società voluta da Gesù, sia essa dentro o fuori della Chiesa. La Chiesa ha la missione e il compito fondamentale di predicare il Regno e di renderlo presente mediante comunità di credenti che si mettano sul serio a realizzare il progetto di Gesù.

Bibl. - Filthaut T., Il Regno di Dio nell'insegnamento catechistico, Ed. Paoline, Alba, 1963. Fusco V., Parola e Regno, Ed. Morcelliana, Brescia, 1980. Jeremias J., Teologia del Nuovo Testamento, Ed. Paideia, Brescia, 1971. Panimolle S.A., " Regno di Dio ", in: Nuovo Dizionario di Teologia Biblica, Ed. Paoline, Cinisello B., 1988, pp. 1296-1322. Schnackemburg R., Signorìa e Regno di Dio. Uno studio di Teologia biblica, Ed. Il Mulino, Bologna, 1976.



Autore: J.M. Castillo
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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