Privatizzazione della religione


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Il termine privatizzazione della religione può essere considerato:

a) sul piano ideologico, come l'aspirazione di una determinata filosofia sociale, il laicismo, che ritiene la religione una faccenda strettamente privata, e si sforza di eliminare ogni influenza religiosa sulla vita pubblica (cf Laicismo);

b) sul piano storico e sociologico, come una delle conseguenze della modernizzazione delle società ? processo di secolarizzazione (cf Secolarizzazione). Qui, noi ci limitiamo a questo secondo aspetto.

I processi di modernizzazione sociale comportano una progressiva " desacralizzazione del mondo " (Weber). Questa è la conseguenza dello sviluppo di vari tipi specifici di razionalità: razionalità economica, politica, scientifico-tecnologica. Le realtà di questo mondo appaiono come semplici oggetti di manipolazione da parte dell'uomo e sono prive di qualsiasi carattere " sacro ". Mancando queste manifestazioni del sacro, la religione tende a scomparire dalla vita pubblica delle società moderne, che sarebbero essenzialmente secolari.

Però, siccome la religione è un " dato antropologico ", consostanziale all'uomo, essa non scompare totalmente (questa sarebbe la versione estremista delle teorie sulla secolarizzazione), ma rimane confinata nella sfera della vita privata, come una ricerca di senso per l'esistenza: religione privatizzata.

L'espressione si presta a gravi ambiguità. Possiamo distinguere vari sensi;

1. Le istituzioni pubbliche diventano a-confessionali (secolarizzazione istituzionale, o laicità, dello Stato, come principio organizzativo. Questa laicità va distinta dal laicismo come filosofia sociale).

2. I comportamenti sociali pubblici si rendono indipendenti dalle norme religiose (secolarizzazione normativa).

3. La religione tende a disistituzionalizzarsi. Ciò vuol dire: il vincolo del soggetto ? credente ? con l'istituzione religiosa tende a diminuire, e perfino a sciogliersi (" cristianesimo senza Chiesa "). Rimarrebbe nell'individuo l'aspirazione a dare alla sua vita un senso trascendente, ma sganciato dal fattore istituzionale o dall'aggregamento comunitario.

4. La religione è vista secondo una definizione funzionale: come una ricerca individuale di valori " supremi " (non necessariamente trascendenti) che unifichino e diano senso alla propria esistenza privata (valori etici, estetici, ecc.).

Su queste diverse forme di privatizzazione della religione, c'è da dire:

1. La secolarizzazione delle istituzioni pubbliche è un fatto negli stati moderni dell'Occidente cristiano. Però, questo non implica la scomparsa di qualsiasi tipo di influsso religioso nelle faccende pubbliche. Questo influsso è possibile mediante gli atteggiamenti del credente. A questo riguardo, bisogna distinguere tra sfera pubblica e sfera comunitaria.

In una società pluralista, l'intervento della religione nelle istituzioni pubbliche non è funzionale; però, la religione esercita un'influenza nella sfera comunitaria, come fenomeno sociale, e può configurare l'opinione pubblica che a sua volta influisce sulle istituzioni pubbliche.

2. Riguardo alla secolarizzazione normativa, questa può intendersi:

a) Come la necessità di un'etica civile, in una società pluralista. Questa etica può e deve essere partecipata dai credenti, e può perfino venire rafforzata da motivazioni religiose (anche se, per carenze nella pedagogia religiosa, non è stato così varie volte).

b) Può essere intesa come l'indipendenza, nella pratica, dei comportamenti generali collettivi degli orientamenti religiosi. Questa è una conseguenza ineludibile in una società pluralista, composta di credenti e di non credenti.

c) Ancora: può essere vista come l'indipendenza dei comportamenti collettivi dei credenti riguardo alle norme dell'istituzione religiosa. La sua legittimità sarà allora in funzione della legittimità della norma (che può variare; può essere perfino una indebita estrapolazione: un pronunciamento sull'aborto non è la stessa cosa del " voto cattolico ". Questo fenomeno non può essere considerato specificamente moderno.

3. Riguardo al fenomeno del " cristianesimo senza Chiesa " e dei sostituti funzionali della religione, bisogna dire che sono fenomeni sociali variabili e difficili da quantificare, quando si tratta di precisare l'orientamento globale di una società. Dipendono anche, in gran parte, dall'atteggiamento dell'istituzione religiosa e dalla sua capacità di inculturazione della fede nelle nuove circostanze.

Questo complesso di osservazioni limita la capacità interpretativa della " privatizzazione della religione ", come teoria sociologica generale, per rendere conto della complessità del cambiamento religioso in una società che diventa moderna. Comunque, la sua esistenza è indiscutibile come fenomeno parziale, nei paesi europei. Nel continente americano, anche all'interno della civiltà occidentale in strati culturali diversi, l'impostazione è notevolmente differente.

Bibl. - Acquaviva S.S., L'eclissi del sacro nella civiltà industriale, Ed. Comunità, Milano, . Acquaviva S.S. - Guizzardi G., La secolarizzazione, Ed. Il Mulino, Bologna, 1973. Burgalassi S., Il comportamento religioso degli Italiani, Ed. Vallecchi, Firenze, 1969. Luckmann TH., La religione invisibile, Ed. Il Mulino, Bologna, 1969. Rosanna E., Secolarizzazione o transfunzionalizzazione della religione, PAS, Verlag, Zurigo, 1973.




Autore: J. Martínez Cortés
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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