Predicazione


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In senso generico, la predicazione è l'annuncio pubblico della parola di Dio, fatto in forma di discorso dai ministri autorizzati, col fine di portare gli uditori a ricevere in un modo consapevole e libero il messaggio della salvezza e costruire e far crescere la Chiesa. Ci sono vari tipi di predicazione, a seconda principalmente della situazione degli uditori nei riguardi della fede e dell'appartenenza alla comunità cristiana: la predicazione missionaria o evangelizzatrice (chiamata kerigmatica), che si rivolge a coloro che ancora non credono, affinché si convertano ed accettino la fede; la catechetica che espone ai credenti in modo sistematico tutto il contenuto dottrinale e morale della fede già accettata; quella liturgica, o omiletica, che spiega la parola di Dio proclamata nella liturgia e ricava da essa applicazioni concrete per la vita dei membri della comunità; la predicazione parenetica, che esorta continuamente i membri della Chiesa a conservare la fede e a praticare la vita cristiana.

Il Codice di Diritto Canonico dà molta importanza alla predicazione, e dice a questo riguardo: " Dal momento che il popolo di Dio viene radunato in primo luogo dalla parola di Dio vivente, che è del tutto legittimo ricercare dalle labbra dei sacerdoti, i sacri ministri abbiano grande stima della funzione della predicazione, essendo tra i loro principali doveri annunciare a tutti il Vangelo di Dio " (CIC c.762). Dice inoltre: " I laici possono essere ammessi a predicare in una chiesa o in un oratorio, se in determinate circostanze lo richieda la necessità... " (c. 766).

" È diritto dei Vescovi predicare dovunque la parola di Dio, non escluse le chiese e gli oratori degli istituti religiosi di diritto pontificio, a meno che il Vescovo del luogo in casi particolari non lo abbia negato espressamente " (c. 763). " I presbiteri e i diaconi godono della facoltà di predicare dovunque, da esercitare con il consenso almeno presunto del rettore della chiesa:.. " (c. 764). I laici, come abbiamo visto, possono essere ammessi a predicare in una chiesa o oratorio, anche se l'omelia propriamente detta rimane riservata al sacerdote e al diacono (c. 766, 767).

Riguardo al contenuto della predicazione, il CIC segnala, prima di tutto, " ciò che è necessario credere e fare per la gloria di Dio e per la salvezza degli uomini " (c. 768 § 1). Poi, " impartiscano ai fedeli anche la dottrina che il magistero della Chiesa propone sulla dignità e libertà della persona umana, sull'unità e stabilità della famiglia e sui suoi compiti, sugli obblighi che riguardano gli uomini uniti nella società, come pure sul modo di disporre le cose temporali secondo l'ordine stabilito da Dio " (c. 768 § 2). Quindi, la predicazione cristiana può e deve parlare di tutto, purché tutto si riferisca al fine supremo della gloria di Dio e alla salvezza degli uomini. Riguardo poi al modo, il Diritto Canonico dice: " La dottrina cristiana sia proposta in modo conforme alla condizione degli uditori e adattato alle necessità dei tempi " (c. 769). Perciò la Chiesa si preoccupa anche di assicurare la predicazione non solo nelle chiese, ma anche in altri luoghi, e, essenzialmente, attraverso i mezzi moderni di comunicazione sociale come, per esempio, la radio e la televisione (cf CIC c. 772).

Le norme canoniche parlano anche della necessità di organizzare di quando in quando " quelle predicazioni che denominano esercizi spirituali e sacre missioni, o altre forme adattate alle necessità " (CIC c. 770). Inoltre " i pastori delle anime, soprattutto i Vescovi e i parroci, siano solleciti che la parola di Dio venga annunciata anche a quei fedeli, i quali per la loro condizione di vita non usufruiscono a sufficienza della comune e ordinaria cura pastorale o ne sono totalmente privi " (CIC c. 771 § 1). " Provvedano pure che l'annuncio del Vangelo giunga ai non credenti che vivono nel territorio, dal momento che la cura delle anime deve comprendere anche loro, non altrimenti che i fedeli " (c. 771, § 2). La Chiesa deve essere sempre fedele a queste parole di san Paolo: " Come invocheranno colui nel quale non hanno creduto? Come crederanno in colui del quale non hanno sentito parlare? Come ne sentiranno parlare senza qualcuno che lo annunzi? E come lo annunzieranno, se non sono stati inviati?... La fede viene dall'ascolto e l'ascolto viene dalla parola di Cristo " (Rm 10,14-17).

Bibl. - Della Torre L., La predicazione dei laici. Comunicazione della fede e nuovi ministeri della Parola, Ed. Queriniana, Brescia, 1978. Deiss L., Celebrare la Parola, Ed. Paoline, Cinisello B., 1992. Maldonado L., La predicazione, Ed. Queriniana, Brescia, 1973.




Autore: J. Llopis
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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