Pianificazione pastorale


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Pianificare significa letteralmente: tracciare piani, cioè, immagini grafiche, modelli numerici o schemi verbali. Nelle scienze sociali e morali, equivale a progettare un modulo di lavoro, che comprende obiettivi, conoscenza della realtà, inventario di mezzi e formulazione di strategie. In un senso ampio, pianificare significa: tracciare piani o fare una determinata politica. La pianificazione è essenziale per qualsiasi attività.

L'azione pastorale, come ogni azione, ha bisogno di un progetto operativo, o piano concreto di attuazione che riunisca in un modo dinamico tutti i compiti che intervengono nel processo dell'azione. Ogni progetto emerge dalla stessa azione, quando si mettono a confronto i vari compiti e si connettono fra di loro. Tuttavia il progetto, anche se in un primo tempo viene dedotto dalla realtà, viene poi riformato o rimodellato con una serie di conoscenze o interpretazioni per cui, a sua volta, ritorna ad orientare l'azione. Il progetto è fondamentale nel rapporto dialettico tra teoria e prassi.

La pianificazione pastorale comprende varie tappe. La prima si basa sull'analisi dei fatti, permanenti o passeggeri. Esige la conoscenza della storia recente, i condizionamenti economici, le correnti culturali, i movimenti politici, i fattori sociali e le ideologie. L'azione pastorale richiede che si esamini la realtà con uno sguardo cristiano, specialmente evangelizzatore. In secondo luogo, si devono stabilire gli obiettivi o descrivere le finalità, a breve, medio, o lungo termine.

In terzo luogo, bisogna organizzare l'azione all'interno di un modello " partecipativo-gruppale ", in armonia con la comunione, la collegialità e la servizievolezza della Chiesa. Infine, si deve valutare periodicamente e criticamente l'azione.

La cosidetta pastorale d'insieme, o organica, non sorge, naturalmente, da una semplice pianificazione, ma dall'unione delle azioni differenti e complementari che ci sono nella base. Oggi, sono assolutamente necessarie nella Chiesa la partecipazione e la corresponsabilità, in uno stile democratico e con un taglio autocritico. Alle volte, si ha l'impressione che si sta iniziando sempre daccapo perché manca una pianificazione continuata. Altre volte, si avverte la noia in riunioni preparate male di cui, certe volte, non si conosce la finalità. Infine, c'è spesso un'assenza di disciplina , necessaria per smussare le asprezze, per promuovere il dialogo, per accettare il pluralismo, ecc. La riunificazione dell'azione pastorale esige mobilità, creazione di gruppi strutturati, interscambio di esperienze, convivenze revisionate, accettazione di responsabilità personali, solidarietà per superare le opinioni proprie, ecc. Evidentemente, non possiamo dimenticare una serie di obiettivi pastorali, imprescindibili quando si sta per procedere alla pianificazione: sensibilità nei riguardi della situazione, coscientizzazione personale, evangelizzazione e educazione della fede, opzione per i poveri e gli emarginati, formazione di comunità e di gruppi, celebrazioni vive e presenza attiva dei cristiani per trasformare il mondo.

Bibl. - Aa.Vv., Da massa a popolo di Dio, Ed. Cittadella, Assisi, 1981. Birzea C., Gli obiettivi educativi nella programmazione, Ed. Armando, Roma, 1981. Midali M., " Progettazione pastorale ", in: Dizionario di pastorale giovanile, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1989, pp. 785-793.



Autore: C. Floristán
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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