Percezione


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La percezione è un processo complesso col quale si codificano, si organizzano e si interpretano i dati sensoriali, in rapporto con le esperienze precedenti del soggetto. Ciò indica che nella percezione intervengono il passato, il presente ed il futuro del soggetto, oltre agli stimoli esterni capaci di suscitarla. La percezione è in rapporto con l'affettività, con la motivazione, con le capacità e con le funzioni conoscitive come l'immaginazione e l'intelligenza. Nell'attività percettiva, sono implicate le proprietà fisiche degli stimoli e del sistema nervoso dell'individuo che percepisce, ma anche il suo ambiente e le esperienze precedenti.

Ciò che captiamo è una prospettiva sensoriale del mezzo, quello che chiamiamo " mondo percepito "; non è qualcosa di interamente oggettivo, ne interamente idealizzato: è piuttosto qualcosa di immaginato o di reinventato da noi.

Dalle analisi effettuate sulla percezione come funzione, si distinguono quattro dimensioni fondamentali.

La qualità percettiva: si chiamano così le differenti classi di percezioni che incidono sull'essere umano. Ognuna di esse corrisponde a differenti sistemi anatomofisiologici.

L'intensità percettiva è il maggiore o minore grado di potenza con cui appare la funzione percettiva.

Il tono affettivo della percezione è associato coi vissuti sentimentali che ci vengono richiamati, ottenendo Ccsì che le nostre percezioni siano in qualche modo significative.

Il contenuto senso-percettivo: con la percezione, otteniamo l'informazione, che è la conseguenza dell'elaborazione e della successiva integrazione dei dati sensoriali con l'intervento della coscienza.

Le " leggi della percezione " si riferiscono agli aspetti figurali del tema nella sua modalità visiva. Le più significative sono: l'articolazione della percezione in figura e sfondo; quelle che alludono alle proprietà delle totalità figurali e quelle che precisano le condizioni di raggruppamento degli stimoli in figure.

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Autore: M. N. Lamarca
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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