Peccato


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Il peccato, alla luce della Bibbia, è rottura con Dio, col fratello bisognoso e con se stessi. Peccare equivale a rompere l'alleanza, a tradire l'amore e ad estraniarsi dalla comunità dei fratelli. Secondo Gesù, pecca chi non vive l'alleanza o secondo le esigenze del Regno di Dio. In ultima istanza, il peccato è l'opposto dell'amore. È un male, un rapporto negativo con Dio (opposizione al Regno) e col fratello (corruzione dell'uomo).

Il peccato è nella radice del comportamento, nel nucleo centrale della persona, in ciò che la Bibbia chiama cuore. Così, l'omicidio inizia con l'odio interno, l'adulterio con lo sguardo impuro, il giuramento falso con la parola mendace. Secondo san Paolo, Adamo rappresenta il ritratto della condizione peccatrice dell'uomo, poiché col primo essere umano, il peccato è entrato nel mondo come una potenza malefica. Cristo è colui che ci libera da ogni peccato. Secondo san Giovanni, il peccato del mondo risiede nell'ostilità verso Dio, manifestata nella menzogna al posto della verità, nell'omicidio al posto della vita, nelle tenebre al posto della luce.

Nella società d'oggi, c'è uno spostamento del peccato più che una perdita del senso del peccato. Ciò è dovuto all'evoluzione dei costumi, alla secolarizzazione generalizzata, all'importanza che hanno oggi le strutture sociali, alla diffusione dei dati psicologici, all'influenza dei mezzi di comunicazione che relativizzano tutto, al discredito di certe pratiche religiose rituali. Viviamo in una società estremamente permissiva. Nello stesso tempo, però, questa situazione contribuisce a respingere un falso concetto di peccato ed aiuta perfino a riscoprirlo con un nuovo senso partendo da una prospettiva personalista e sociale, battesimale ed ecclesiale.

Non dimentichiamo che il peccato ha una natura religiosa, oltre che una dimensione morale. Non è una semplice colpa contro la propria coscienza né una pura colpa contro la legge. E' un debito rispetto alle esigenze di Dio, di Gesù Cristo, dello Spirito Santo e del vangelo. E' un attentato contro il Regno di Dio, una mutilazione degli impegni battesimali. Abbiamo spesso collocato il peccato in una sfera legalista o morale (non religiosa), su un piano individuale (non comunitario), in un contesto sessuale (non sociale), sotto una morale di atti negativi (non di atteggiamenti positivi).

In breve: il peccato inteso in senso cristiano è una infedeltà, una ingiustizia di fronte agli impegni battesimali, una mancanza di fede nei riguardi del Regno di Dio. Esso è dunque un rifiuto di Dio che è amore, una rottura della solidarietà fraterna, un'autodistruzione personale.

Bibl - Ghidelli C., Peccato dell'uomo e misericordia di Dio, Ed. Paoline, 1963. Grasso C., Confessare il peccato, celebrare il perdono, Ed. Marietti, Torino, 1982. Haering B. , Il peccato in un'epoca di secolarizzazione, Ed. Paoline, 1973. Lafranconi D. , " Peccato ", in: Nuovo dizionario di teologia morale, Ed. Paoline, Cinisello B., , op. 895-914. Libano J.B., Peccato e opzione fondamentale, Ed. Cittadella, Assisi, 1977. Porro C., Peccato e riconciliazione, Ed. Piemme, Casale N., 1983. Vidal M., L'atteggiamento morale: Morale fondamentale, Ed. Cittadella, Assisi, 1976.



Autore: C. Floristán
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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