Patristica


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Nel secolo XVI, si chiamava teologia patristica lo studio delle dottrine dei periodo dei Padri della Chiesa. Oggi, il termine patristica è usato correntemente come sostantivo ed è sinonimo di " patrologia ". Quest'ultimo termine significa lo studio della letteratura cristiana antica, cioè, lo studio della vita, degli scritti e della dottrina dei Padri della Chiesa (questa parola apparve nel secolo XVII).

Secondo alcuni, il concetto di Padre della Chiesa proviene dalla teologia dogmatica e sorse dalla necessità dell'argomento della tradizione, usato dai cattolici. Questa concezione era favorita dal fatto che il titolo di " Padre della Chiesa " era riservato agli scrittori di sicura ortodossia, santi, riconosciuti dalla Chiesa e appartenenti all'antichità cristiana. Questi quattro criteri sono stati impugnati frequentemente. C'è chi rifiuta la valutazione di un autore dal punto di vista di una ortodossia definita un secolo dopo. Come esempio, si cita Origene che in vita fu celebrato come rappresentante della dottrina della Chiesa, e poi fu condannato come eretico, per cui non ha diritto al titolo di " Padre della Chiesa ".

Di solito, si fa una divisione tripartita della patristica:

a) il periodo che va dagli inizi fino al Concilio di Nicea (325);

b) il periodo della massima fioritura fino al Concilio di Calcedonia (451);

c) il periodo del tramonto fino a Isidoro di Siviglia (636) e san Giovanni Damasceno (749?).

Sebbene la patristica sia enormemente pluralista (tra i Padri Greci e i Padri Latini, per esempio, ci sono notevoli differenze), c'è un comun denominatore nel fatto che non comprende solo un aspetto intellettuale e critico, ma anche uno spirituale e sapienziale: la teologia è un dono della grazia che purifica lo spirito. Non si tratta, dunque, di una conoscenza puramente nozionistica, ma di una conoscenza inserita in un contesto umano più ampio, che termina nella beatitudine e nella perfezione globale dell'uomo.

Questa visuale onnicomprensiva tiene presente anche l'elemento concettuale, discorsivo, argomentativo, qualche volta anche polemico. Però, questo elemento (anche se è prevalente in alcuni scritti) viene assunto in un contesto più ampio: quello della teologia come gnosi-sapienza. Grazie ad essa, l'uomo non è solo dotto, ma anche pio, ed il teologo rende testimonianza della sua convinzione esistenziale che viene espressa in forma di confessione, di predicazione, ecc.

L'esito di questo orientamento è dovuto alla fedeltà dei Padri alla Scrittura. Difatti, la teologia dei Padri è sempre alimentata dalla Scrittura, non solo nei commenti e nei sermoni, ma anche nelle opere sistematiche. Il giudizio sulla esegesi dei Padri deve considerare molti aspetti e non può dimenticare la diversità nell'uso dei vari sensi biblici (letterale, tipologico, allegorico, tropologico, anagogico). Nonostante le imperfezioni filoiogiche o critiche dell'esegesi dei Padri, possiamo ammirare la maniera unitaria e teologica con cui leggono la Scrittura alla luce della " economia " divina.

La teologia patristica è una, nella misura in cui non è dissociata nelle varie discipline teologiche. In questo modo, il considerare questa teologia interpella il teologo d'oggi non solo perché si riferisce al problema ermeneutico, ma anche per quanto riguarda l'unità della teologia.

Anche nei Padri, viene posto il problema del rapporto tra fede e ragione, tra autorità e ragione, tra teologia e filosofia. Quest'ultima relazione non suppone la questione di una filosofia cristiana in margine alla teologia, ma esige che si sappia giudicare una filosofia formatasi fuori dell'ambito della rivelazione e le conseguenze dell'assimilazione del pensiero filosofico in teologia. Il modo di pensare dei Padri circa la filosofia è molto vario: non tutti sono disposti a ritenerla una preparazione evangelica. Generalmente, l'uso della filosofia è molto eclettico. Tuttavia, in alcuni, come in sant'Agostino, gli elementi filosofici ricevono una trasformazione originale. Anche se l'eclettismo è imperfetto circa l'aspetto scientifico, esso esercitò comunque una funzione storica in quanto permise l'ingresso della filosofia nella teologia.

Bibl. - Altaner B., Patrologia, Ed. Marietti, Casale M., . Bosio G. - Dal Covolo E. - Maritano M., Introduzione ai Padri della Chiesa, 5 voll., Ed. SEI, Torino, 1990-1996. Quasten J., Patrologia, Ed. Marietti, Torino, 2 voll., 1969. Simonetti M., La letteratura cristiana antica greca e latina, Firenze, 1969.




Autore: E. Vilanova
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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