Omelia


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La parola greca omilìa (in latino: sermo) equivale a conversazione o comunicazione religiosa di tipo familiare, a differenza del sermone, o predica (in latino: oratio) che significa: discorso oratorio. Fin dall'antichità classica, furono distinti due tipi di comunicazione verbale: uno, proprio dell'agorà (piazza o tribuna), di carattere rettorico; l'altro, caratteristico dell'ambiente domestico, di stile familiare. L'omelia, intesa come predicazione liturgica, ha sempre fatto parte del culto cristiano fin dalla più remota antichità, sia nelle riunioni dei catecumeni che nelle assemblee eucaristiche. La tentazione dell'omelia è sempre stata quella di imitare la rettorica, specialmente quando la predicazione venne separata dalla liturgia a partire dal secolo XIII. Con la riforma liturgica instaurata dal Concilio Vaticano II, è stato affermato: " Si raccomanda vivamente l'omelia, che è parte dell'azione liturgica; in essa, nel corso dell'anno liturgico, vengono presentati, dal testo sacro, i misteri della fede e le norme della vita cristiana... " (SC 52).

L'omelia può essere definita, stando ai testi conciliari, come una parte del ministero della parola e della liturgia, rivolta ai membri dell'assemblea, in forma di proclamazione delle meraviglie della storia della salvezza, ossia del mistero di Cristo, ispirata dai testi biblici, che tiene presente il mistero che viene celebrato e le necessità particolari degli ascoltatori. Il modello di ogni omelia si trova nella predicazione di Gesù nella sinagoga di Nazaret, quando afferma: " Oggi questa Scrittura si è compiuta in voi che ascoltate " (Lc 4,21).

L'omelia comprende tre elementi fondamentali: una lettura biblica (per essa, bisogna studiare la Bibbia), un contesto liturgico (esso esige che si conosca la celebrazione liturgica) e un ambiente sociale (si richiede di osservare la realtà umana). In primo luogo, l'omelia, afferma il documento Partir el pan de la palabra (Condividere il pane della Parola), è al servizio della Parola di Dio, elemento centrale della liturgia. Sebbene essa sia rivolta a convertiti (dall'evangelizzazione) e a catechizzati (dalla catechesi), l'omelia ha una dimensione missionaria e una finalità educativa cristiana. In secondo luogo, l'omelia è a servizio del mistero celebrato, deve mettere in rapporto la liturgia della parola con la liturgia sacramentale, la parola col rito. Di qui, la ricchezza dei lezionari biblici nella celebrazione dei sacramenti. Inoltre, l'omelia deve aver presente l'anno liturgico, ossia la successione delle feste durante l'anno solare per vivere la totalità del mistero di Cristo. Infine, l'omelia è a servizio del popolo di Dio, cioè, applica la parola alla vita.

La predicazione liturgica, pur essendo oggi compito del ministro ordinato (presbitero o diacono), o di chi presiede la celebrazione, esige la collaborazione dell'assemblea, almeno nella sua preparazione. La riunione preparatoria dell'omelia comincia con l'esegesi dei testi biblici, specialmente del vangelo. Nello stesso tempo, si tiene presente una realtà umana, con l'intento di illuminare la vita partendo dalla parola. In alcuni casi, l'omelia può essere più induttiva o derivata dalla Scrittura; in altri, può essere più deduttiva o derivata dai fatti umani. In qualsiasi caso, la predicazione liturgica richiede una certa pianificazione.

Non è facile predicare bene. Sono molte le critiche mosse dai laici alle omelie, o perché sono astratte e campate in aria, o perché non implicano una dimensione di fede, o perché non dicono nulla. In alcuni casi, è assente la prospettiva biblica; in altri si osserva vanamente la dimensione sociale. Comunque, il ministero dell'omelia è oggi un ministero cristiano fondamentale.

Bibl. - Aa.Vv., Manuale della predicazione, Ed. dehoniane, Bologna, 1975. Deiss L., Celebrare la Parola, Ed. Paoline, Cinisello B., 1992. Della Torre L., " Omelia ", in: Nuovo Dizionario di Liturgia, Ed. Paoline, Roma, 1984, pp. 923-943. Grasso D., La predicazione alla comunità cristiane, Ed. Paoline, 1969. Maldonado L., La predicazione, Ed. Queriniana, Brescia, 1973.




Autore: C. Floristán
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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