Movimenti apostolici


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Verso la fine degli anni '30, la gerarchia cattolica si rese conto dell'isolamento della Chiesa nel mondo politico, sociale e culturale contemporaneo e costatò che le pie associazioni erano insufficienti. Di fronte ad una militanza laica e perfino laicista, sorse una militanza cattolica. Per questi motivi, nacque l'Azione Cattolica. Di fronte alla scarsità di sacerdoti o per la loro eccessiva segregazione, la Chiesa sentì il bisogno di associazioni di laici che difendessero gli interessi della Chiesa e l'aiutassero nella sua missione.

I militanti laici apparvero, con una teologia ed una spiritualità proprie, nello sviluppo missionario dei movimenti apostolici che sorsero nella Chiesa al termine della seconda guerra mondiale. Il fondamento teologico fu fornito da Y. Congar nel 1953 (Per una teologia del laicato) e da G. Philips nel 1954 (Missione dei laici). Queste due opere ispirarono il capitolo IV della Lumen Gentium e il decreto sull'Apostolato dei laici. Il laico dei movimenti apostolici è il credente che liberamente e consapevolmente assume le virtualità sacramentali dell'iniziazione cristiana (relazione con Cristo), la partecipazione al ministero cristiano (relazione con la Chiesa) e vive impegnato nella società in varie situazioni laicali, dando testimonianza nella società (relazione con il mondo). Solo quando si dà importanza al laicato, sorge la possibilità del militante dei movimenti apostolici come dirigente che si dedica al lavoro apostolico, svincolato alle volte da qualsiasi altro lavoro professionale.

La missione dei movimenti apostolici acquista un nuovo rilievo quando si percepisce l'importanza dell'evangelizzazione, la creazione di comunità e l'impegno per la liberazione. Due tratti fondamentali caratterizzano i militanti dei movimenti apostolici: la loro fede personale ed il loro impegno politico. La fede del militante non si riduce ad una semplice risposta personale a Dio, ma è una dedizione alle esigenze del Regno di Dio. L'impegno del militante per le realtà temporali, nel mondo socio-politico, e in fin dei conti, politico, è qualcosa di più di un lavoro, di un compito o di una faccenda. È l'accettazione deliberata, è un impegno cosciente, è l'esigenza etica di lavorare per gli altri e per la società affinché venga qui e ora il Regno di Dio.

Il Concilio Vaticano II sancì uno stile di militanza già esistente, nel riconoscere il compito dei laici nella Chiesa, il suo carattere secolare nel mondo, la sua autonomia nelle organizzazioni apostoliche. Ha riconosciuto i laici responsabili del Popolo di Dio, con i vescovi, i presbiteri e i religiosi.

Però, poco tempo dopo la celebrazione del Concilio, ci fu la crisi della militanza classica cristiana, derivata dalla crisi dell'Azione Cattolica. Alla luce dei nuovi orientamenti ecclesiologici del Concilio, i movimenti apostolici non ammettevano più una sottomissione totale, senza nessuna autonomia, alla gerarchia ecclesiastica, soprattutto quando questa si mostrava reticente all'impegno politico dei laici, sensibili ai movimenti sociali di liberazione.

I movimenti apostolici sono oggi molto differenti da quelli di vent'anni fa. In primo luogo, c'è stato il passaggio di molti militanti dal campo religioso a quello politico. Nelle prime fasi della militanza, la fede fu per molti la causa o il movente dell'impegno, per il fatto di avere scoperto il messaggio sociale del vangelo, la radicalità di Gesù di Nazaret, il rapporto del Regno di Dio con la società, la situazione ingiusta dovuta alla trasgressione dei diritti umani, l'opzione preferenziale per i poveri.

Il calo dei movimenti apostolici comportò una diminuzione di militanti cristiani. Apparve un nuovo tipo di laico attivo nelle comunità di base. Questi laici, assieme a sacerdoti pienamente solidali col popolo e con religiose impegnate evangelicamente nei rioni poveri, diedero origine ad un altro tipo di militanza cristiana, meno organizzata, maggiormente indipendente dalla gerarchia, più vicina al popolo e in sintonia coi movimenti di liberazione.

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Autore: C. Floristán
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)