Missione della Chiesa


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La missione della Chiesa costituisce la sua stessa identità e si stabilisce in maniera parallela alla sua presa di coscienza ecclesiale. Nello stesso modo con cui Gesù si vede in funzione del Regno di Dio e la sua identità personale si inserisce all'interno della sua missione salvifica, così avviene anche con la Chiesa: essa prende progressivamente coscienza delle sue differenze nei riguardi di Israele e del suo imperativo missionario: il passaggio ai pagani e la rottura con l'ebraismo costituiscono un momento decisivo ecclesiale e missionario. I cristiani vedono in questa rottura una dinamica che si inserisce in quella di Gesù e che li distingue essenzialmente da Israele. Possiamo parlare della ecclesiogenesi come di un'espansione missionaria. La Chiesa si apre pienamente ai popoli pagani senza negare la sua missione tra gli Ebrei. Si pone fine così alla prima fase del cristianesimo in quanto sètta giudaica e nasce un'entità religiosa chiaramente differenziata.

La seconda fase dell'espansione ecclesiale e missionaria è quella della società greco-romana. Sorge la Chiesa cattolica come sintesi della storia biblica e del lògos greco. La missione è vissuta come inculturazione mentre sorgono comunità occidentali ed orientali nell'impero. La Chiesa ritiene di essere il " terzo popolo " di Ebrei e di pagani; la missione è l'evangelizzazione della società e l'integrazione nel dialogo fede- cultura. La missione è inerente alla strutturazione interna. Vengono assimilati molti elementi socio-culturali che si incorporano alla fede.

Questo schema continua nel Medioevo di fronte all'invasione dei Barbari, combinando l'inculturazione e la cristianizzazione in una missione che non cessa di essere evangelizzatrice e civilizzatrice. La Chiesa, nella sua duplice versione latina (occidentale) e bizantina (orientale), comprende le missioni nell'Oriente dell'Europa, nell'Asia Minore e poi nelle nuove terre americane e negli altri continenti, unendo la cristianizzazione con l'incorporazione culturale. Possiamo parlare di colonizzazione ecclesiastica: non si tratta di impiantare il cristianesimo in popoli diversi per far sorgere altre Chiese e potenziare nuove forme di cristianesimo, ma si vogliono soltanto incorporare i nuovi popoli alla propria Chiesa. Non si trasmette il messaggio cristiano affinché ogni popolo lo accolga e ne venga inculturato, ma si impone una liturgia, una disciplina e un modello ecclesiale già esistenti con elementi della cultura colonizzatrice (spesso con la lingua, il diritto e la gerarchia dei colonizzatori). L'unico tentativo moderno di rompere questo schema è stato il conflitto dei riti malabarici, in cui sì cerco di creare un rito cinese e indù autoctoni all'interno dell'unica chiesa cattolica. Questo tentativo fu soffocato da Roma. Sorse così una Chiesa cattolica , cioè, universale per la sua espansione mondiale (sfruttando l'egemonia dei popoli europei), ma che propose il modello occidentale (un modello particolare) come universale.

Una terza fase è quella che ha avuto inizio con il Concilio Vaticano II. Da una parte, si prende coscienza del fatto che le vecchie cristianità europee sono diventate paesi di missione. Si passa così da un cristianesimo tradizionale e da una pastorale di conservazione ad una ristrutturazione missionaria della Chiesa. Si abbandona la teologia del " potere di missione ", propria dell'epoca pre-conciliare, che pone il centro della missione nella gerarchia ed incorpora il laicato subordinato all'apostolato gerarchico (Azione Cattolica). Si sottolinea, invece, la vocazione di tutti fondata sulla consacrazione battesimale (AG 1). La Chiesa si libera a poco a poco dalle teorie riguardanti la potestà diretta e indiretta del Papa nell'ordine temporale e prende le distanze dal modello di cristianità e di stato confessionale.

Sorge così un nuovo progetto evangelizzatore con la partecipazione del clero e del laicato, e con una dinamica di solidarietà coi poveri e di lotta contro l'ingiustizia. La missione è vista come liberazione integrale e promozione dell'uomo, difesa dei diritti umani, e testimonianza evangelica. È una missione meno impositiva e più dialogica, meno spiritualista e più incarnata, meno proselitista e più testimoniante. Però, sussiste anche uno schema missionario più tradizionale e più dogmatico, che preferisce al dialogo la condanna del mondo, che accentua gli aspetti negativi e le calamità invece di aprirsi ai lati positivi della cultura. Questi tali vedono nella cristi attuale una sconfitta del cristianesimo anziché una possibilità storica di evangelizzazione. Essi contrappongono una cultura della credenza a quella della non credenza con un invito alla disciplina e alla omogeneità come nell'epoca pre-conciliare. I due modelli sussistono nel post-concilio, e l'opzione per uno di essi sarà determinante per il futuro.

Nello stesso tempo, si apre una terza fase missionaria: le Chiese della periferia sorgono con grande vitalità e cercano un cristianesimo non europeo, nuove forme di inculturazione non occidentali e un processo pedagogico che permetta loro a poco a poco di fare le proprie esperienze culturali ed evangelizzatrici. Il cristianesimo latino-americano ha già cominciato a far sentire la sua personalità; la Chiesa d'Africa sogna un concilio pan-africano; in Asia, si ripropongono i vecchi problemi affrontati nei riti malabarici. Appare un nuovo modello di Chiesa cattolica più pluralista, in cui l'Europa viene ad essere una regione del cristianesimo, ma non necessariamente il suo centro o il suo unico modello. Si rende possibile una cattolicità realmente universale con diverse liturgie, discipline, teologie e canoni che rispondano alla pluralità dei popoli che la compongono.

Bibl. - Aa.Vv., Missiologia oggi, Roma, 1985. Dianich S., Chiesa in missione. Per una ecclesiologia dinamica, Ed. Paoline, Cinisello B., 1985. Gallo L., Una Chiesa al servizio degli uomini. Contributi per una ecclesiologia nella linea conciliare, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1982.



Autore: J.A. Estrada
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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