Libertà


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La libertà nell'AT si esprime nel modo migliore nelle opzioni fondamentali a cui l'uomo deve rispondere come singolo e come membro di un popolo (Gs 24,14 ss; 1 Re 18,21; Sir 15,14-17; Dt 30,15-19; ecc.). La libertà è, prima di tutto, un prendere decisioni. L'individuo deve superare tutti i problemi importanti che gli si presentano e prendere la decisione che gli sembra più pertinente. Il fatto di prendere decisioni consiste, allora, nel valutare i dati che agiscono a favore dell'individuo e che lo rendono capace di fare una scelta indovinata. Il fondamento della libertà non è altro che la razionalità.

In qualsiasi decisione, ognuno si incontra con due classi di premesse condizionanti: le premesse di fatto (che necessitano della verifica empirica per stabilire il loro valore) e le premesse di valore (non soggette a questo tipo di verifica). Le premesse di valore fanno riferimento ai fini trascendentali della persona, mentre le premesse di fatto si riferiscono ai mezzi.

Le premesse non sono date " da sé ". Il soggetto le ha ricevute attraverso trasmissioni orali e non orali dai genitori, dagli educatori, dalla cultura e dalla società a cui appartiene, e tutto questo, all'interno della propria storia personale. Queste premesse sono condizionate dalle capacità, dalle abitudini, dalle motivazioni, dagli emozioni e dai riflessi, più o meno inconsci, che determinano automaticamente l'agire dell'individuo ed il suo atto di libera scelta, oltre al numero di conoscenze e di informazioni fondamentali di cui dispone.

Se guardiamo la libertà dal punto di vista delle decisioni, possiamo dire che la scelta avviene sempre sulla base di un modello limitato, semplificato e approssimativo della libertà. In questo senso, quando uno prende una decisione sulla base di alcune premesse parziali, non può perseguire una decisione ottima, ma soltanto una decisione soddisfacente.

Dal punto di vista della fede, la libertà del cristiano viene arricchita dall'intervento dello Spirito di Gesù, Egli può influire sulle nostre decisioni, portando nuovi dati. Lo Spirito non solo rende possibile una conoscenza più chiara della realtà, ma diventa per il credente una forza psichica agente. Infatti, " dove c'è lo Spirito del Signore, c'è libertà " (2 Cor 3,17).

In fondo a tutti i sistemi di morale, da Aristotele, Platone e sant'Agostino, passando per san Tommaso e gli Scolastici, è soggiacente la preoccupazione, più pratica che teorica, circa la responsabilità dell'uomo nel suo agire nel mondo. Però, è soprattutto a partire dal secolo XVIII, come conseguenza della Rivoluzione francese (1789), quando la libertà vuole essere vissuta come un diritto di fronte a tutti, perfino del potere, che la libertà appare centrale nella vita dell'uomo.

La libertà appartiene essenzialmente alla persona. Di più: solo nella libertà si costituisce la persona. Nella libertà come capacità di autodefinirsi e auto-determinarsi, scopriamo una duplice dimensione:

1) quella che si chiama " libertà da ", e

2) quella che si chiama " libertà per ".

La " libertà da " è la libertà per decidere senza ostacoli. Essa coincide con l'autonomia della persona di fronte a qualsiasi specie di coercizione esterna. La " libertà per " si riferisce alla capacità della persona per quanto riguarda lo sviluppo delle proprie potenzialità. Essa viene inquadrata nei coordinamenti storici, nell'appartenenza ad una comunità ad una determinata cultura e nel proprio ambiente vitale.

La " libertà da ", che può essere considerata come libertà naturale, si fonda sulla natura razionale dell'uomo. Consiste nella consapevolezza della propria autonomia di fronte al cosmo e all'ordine naturale, il che rende possibili le decisioni personali partendo dal " libero arbitrio ".

La " libertà per " è vissuta in una comunità con un certo grado di organizzazione. In questo senso, la libertà, in quanto autodeterminazione, si vede limitata, ritagliata dalle altre libertà singole. La mia libertà finisce dove comincia la libertà degli altri. Questa regola generale viene specificata mediante le leggi morali e giuridiche destinate a salvaguardare il bene comune. In questo modo, la libertà singola deve essere soggetta a norme di comportamento per evitare che entri in conflitto con le altre libertà. La libertà individuale si vede limitata tanto dalle norme etiche quanto da quelle giuridiche, ma nello stesso tempo, è rafforzata da esse.

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Autore: J. Moya
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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