Hurriti


Popolo non semita che documenti dalla fine del 30 millennio segnalano in avanzata dalle regioni dello Zagros verso la Mesopotamia e lungo il Tigri. Cf. ancora alcuni documenti anteriori alla terza dinastia di Ur (2070-1960) quali la tavoletta di Samarra e specialmente dalla nomenclatura dei primi Re della dinastia stessa. Vero so il 1700 a. C. ci informano dell'attività hurrita testi religiosi di Mari, dove per la prima volta Hur-ri ricorre come designazione di popolo. Tra il 1700 e il 1500 l'influenza hurrita deve aver registrato la massima pressione: dopo questa epoca infatti, i H. dominano in Mesopotamia e Assiria dove hanno fondato il grande impero di Mitanni (v.) e ridato vita all'antico centro di Nuzu (v). Anche in Asia Minore (Boghaz-koy), in Siria (Ras Shamra), in Palestina (Tell-Ta'annek), la presenza dei H. è abbondantemente documentata. In Egitto all'epoca della 18a dinastia la designazione Retn.w per la Palestina e Siria viene sostituita dal vocabolo H'rw.
Per quanto non sia evidente una stretta relazione tra H. e Hyksos, è però degno di nota il fatto che dopo l'invasione di questi, i territori a sud di Karkemis fino all'Egitto sono inondati da nomi hurriti e indoeuropei.
Quanto alla loro razza, antiche raffigurazioni egiziane (19a dinastia) ce li presentano di tipo armenoide brachicefalo; ovunque però tra i H. è notata la presenza di elementi indoeuropei rappresentanti ordinariamente la classe dirigente.
Rilevanti sono le tracce della cultura hurrita. Una caratteristica lingua di tipo ago glutinante, scritta in cuneiforme accadico ci ha dato una letteratura veramente abbondante: a scongiuri, incantesimi (doc. di Mari), testi religiosi di vario genere (doc. di Boghazkoy), documenti d'affari (scoperte di Nuzu), vocabolari (scoperte di Ras Shamra) ecc. si uniscono opere di traduzione specialmente all'epoca d'El-Amarna. Tra queste ultime vanno soprattutto ricordati frammenti dell'epos di Gilgames con vari miti e leggende sumero-accadiche. Nell'epoca d'el-Amarna la cultura hurrita serve mirabilmente a trasmettere all'occidente cultura e religione mesopotamiche: è attraverso i H. che il culto di Etar raggiunge l'Asia Minore e l'Egitto.
La religione hurrita è caratterizzata da un grande sincretismo: i H. che diedero presto al pantheon babilonese il loro Dio Kumarbi, presero a loro volta dèi, miti, leggende ed eroi sumero-accadici. Divinità tipicamente hurrite restano: Tessub, Dio del temporale, raffigurato spesso sul dorso dei due tori Sheri e Hurri; Hepa e Simike, rispettivamente Dio e Dea del sole. Non va poi dimenticata la presenza di divinità indoeuropee adorate dalla classe dirigente.
Il grande influsso culturale e religioso dei hurriti continuò fino a quando l'avanzata dell'Assiria specialmente con Salmanassar I ne bloccò il centro propulsore: l'impero Mitannico; restarono per molto tempo centri hurriti, nella regione nordica dei laghi Urmia e Van.
É stata da tempo agitata la questione se i H. siano in relazione con i Horites della Bibbia (Gen. 14, 6; 36, 20.29 s.; Deut. 2, 12.22). Dopo gli studi dello Speiser, rileva W. F. Albright, va ormai ritenuto certo che la lingua hurrita fu la primitiva lingua dei Horites biblici.

BIBL. - R. T. O'CALLAGHAN, Aram Naha-raim, Roma 1948, pp. 37-92; G. CONTENAU, La Civilisation des Hittites et des Hurrites du Mitanni, Parigi 1948; ID., in DBs, IV, coll. 128-38; G. FURLANI, La religione degli Hurriti (Subarei, Mitannici), in Storia delle Religioni, P. Tacchi-Venturi, 1, 3a ed., Torino 1949, pp. 241-51.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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