kerigma


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Con questo termine (in greco: Kerýsso = annuncio), si intende l'annuncio apostolico nei primi tempi del cristianesimo. La critica pone oggi un'attenzione speciale nel considerare la sua incidenza ed il suo contenuto. Si sa, infatti, che, dopo l'esperienza della Pentecoste, i primi discepoli cominciarono col proclamare semplicemente le loro esperienze personali infervorate dal loro incontro col Risorto. Il nucleo della loro predicazione non poteva essere più semplice: " Gesù è risorto! " Questa convinzione ebbe la forza non solo di sostenere il cristianesimo, ma anche di introdurlo negli ambienti più ostili: infatti, andava crescendo il numero dei credenti. L'unico dogma kerigmatico era la risurrezione di Gesù (1 Cor 15,14.17). Su di essa, la nuova fede pose la sua base. Di fatto, gli apostoli acquisirono un impegno esistenziale con Gesù solo quando questi, dopo la sua risurrezione, penetrò nel loro intimo, porgendo loro una convinzione ancorata nella vita e non limitata a puri concetti. Per vari anni, i predicatori kerigmatici si limitarono a presentare agli altri questa esperienza vitale che il Risorto aveva infuso in loro.

Molti si meravigliano nel vedere come, all'inizio del cristianesimo, bastava accettare la risurrezione di Gesù per essere membri attivi della comunità. Era così facile essere cristiani? Così sembra. Però, in realtà, la cosa era più complessa. Di fatto, la risurrezione di Gesù doveva essere accettata non solo con l'adesione mentale, ma con tutta la vita. Per questo, era richiesto di condurre l'esistenza personale su parametri " resurrezionisti " e questi esigevano il primato dell'amore, la pace, la giustizia e la concordia tra gli esseri umani. Vivere secondo questo programma era l'equivalente di vivere secondo il vangelo. Chi si comportava così era già un credente di cuore. Quando poi ciò era ammesso in forma ufficiale, ricevendo il battesimo come rito di appartenenza, si passava alla fase dell'istruzione catechetica (didakè). Il kèrigma aveva la finalità di sfidare i non credenti affinché, accordandosi al ritmo della risurrezione, adeguassero la loro esistenza al progetto di Gesù, e questo permetteva loro di condividere la nuova fede cristica.

Bibl. - Forte B., Gesù di Nazaret, storia di Dio, Dio della storia, Ed. Paoline, Roma, 1982, pp. 133-156. Grasso D., L'annuncio della salvezza, Napoli, 1965. Latourelle R., " KèrigmaCatechesiParenesi ", in: Dizionario di Teologia fondamentale, Ed; Cittadella, Assisi, 1990, pp. 627-629. Rahner K., La salvezza nella Chiesa, Roma-Brescia, 1969. Serenthà M., Gesù Cristo ieri oggi e sempre. Saggio di cristologia, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1991, pp. 23-53.




Autore: A. Salas
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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