Infanzia


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Si intende per infanzia quel periodo che va dalla nascita fino all'inizio della pubertà. Possiamo dividerla in tre fasi: l'allattamento, che abbraccia il primo anno di vita; la prima infanzia, dai due ai cinque anni; e la seconda infanzia o età scolastica, dai cinque anni fino alla pubertà.

Il periodo dell'allattamento è il periodo che precede il vero sviluppo umano dell'infanzia, in quanto il lattante è privo della facoltà di pensare e di parlare, ed il sistema motorio è ancora molto immaturo. Per questo, il bambino si trova nella dipendenza assoluta rispetto a sua madre. Nel secondo mese, appare il primo sorriso, provocato dalla voce e dall'immagine della madre il più delle volte.

Nel passaggio dal primo al secondo anno, il bambino impara a camminare. Questo progresso, unito a quello del parlare, fa sì che si stacchi dal periodo precedente. Il linguaggio del bambino comincia con monologhi e balbettìi fino a giungere ad una autentica formazione di parole durante il secondo anno di vita, e ciò diviene ancora più ricco e differenziato nel terzo anno.

Si parla della prima età della cocciutaggine, per designare un cambiamento nel comportamento dei bambini. Questo periodo va in media dai due anni e mezzo fino ai tre e mezzo; nelle bambine, appare anche prima. È una mescolanza di ribellione, opposizione e resistenza, che può passare rapidamente ad un atteggiamento di tenerezza, rivolta preferibilmente alla madre.

In questo tempo, col contributo sfavorevole della disposizione e dell'ambiente, si sviluppano le nevrosi infantili, originate da deviazioni dei rapporti affettivi del bambino, soprattutto in quelli che nutre verso la madre. La necessità di un buon rapporto affettivo coi genitori è essenziale tanto quanto il cibo.

Si chiama età del gioco fatto sul serio quello che va dai tre anni e mezzo fino ai cinque e mezzo. I bambini sono ragionevoli; si può conversare con loro; essi si lasciano dirigere con facilità; sono affettuosi e costanti nei loro affetti. Questa è l'età più incantevole dell'infanzia.

Dopo un periodo di crescita nel peso (dal secondo al quarto anno), succede un periodo di crescita in statura (dal quinto al settimo anno). Le estremità si allargano e si irrobustiscono; la muscolatura si accentua. C'è un cambiamento non solo nella forma totale del corpo, ma anche nella proporzione delle differenti sue parti, dando l'impressione di snellezza. Col cambiamento dell'aspetto, avviene anche un'alterazione psichica con aumento dell'emotività.

Al periodo della crescita rapida, succede nel corpo un secondo ingrossamento, mentre nella psiche si stabilisce una nuova calma, in quanto l'emotività non è più così determinante. La fanciullezza media va dai sette ai nove anni. Si ha in essa una minore esaltazione del sentimento e della fantasia, a favore di un predominio sempre maggiore della ragione.

Il periodo tra la fine del cambiamento di aspetto, verso i nove anni, e la pubertà, è chiamato infanzia tardiva. La sua caratteristica è uno sviluppo continuo ed omogeneo. Riguardo al corpo, le caratteristiche si delineano molto di più, come anche il volto, e si ha una maggiore scioltezza di movimenti. Riguardo alla psiche, il bambino giunge alla sua piena compiutezza. Il tratto più caratteristico che lo differenzia dalla prima infanzia è il suo destarsi alla realtà. La capacita di apprendimento del bambino cresce rapidamente durante il periodo scolastico. È evidente che questo fatto si trova in rapporto con la grande capacita di memoria dei bambini.

Aumentano sempre più le differenze tra i due sessi. L'interesse dei bambini è rivolto verso il dominio tecnico del mondo esterno, mentre quello delle bambine è più attratto dai rapporti interpersonali. Le bambine hanno una maggiore ricchezza di linguaggio verbale e mimico, ed una sensibilità estetica piu spiccata.

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Autore: F.J. Calvo
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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