Gruppo


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Esistono molte definizioni di gruppo, quasi tante quanti sono gli studiosi che trattano questo tema. Qui, intendiamo per gruppo due o più persone che sono in interazione fra di loro. Questa interazione è rivolta ad un oggetto determinato che si vuole raggiungere con determinati mezzi, con il riconoscimento di determinate norme e con una divisione di ruoli. Si possono considerare vari gradi di intensità nell'interazione, da un grado di intensità massima nel matrimonio, fino al grado di intensità di un gruppo i cui membri si incontrano raramente. All'essenza del gruppo, corrisponde la coscienza del " noi ". Nella misura in cui questo è sentito, i membri del gruppo sono portati non solo a condividere le norme e gli obiettivi del gruppo, ma anche i suoi atteggiamenti, cioè, si pensa, si sente e si agisce al modo proprio del gruppo. Generalmente, l'individuo non conserva rigidamente nel gruppo le sue opinioni e i suoi comportamenti, ma cerca di adattarsi alle norme che in esso sono in vigore.

Però, non si deve esagerare su questo influsso del gruppo nel senso di un conformismo. Il gruppo può essere considerato come un mezzo di manipolare gli altri, ma può essere anche una salvaguardia contro l'influsso costante verso il conformismo a cui da tutte le parti è sottoposto l'individuo.

L'appartenenza ad un gruppo ci fa adottare modelli stereotipi, cioè, immagini tipo " cliché " che riassumono i sentimenti di un gruppo su un altro gruppo sotto la forma di un'opinione semplicista per nulla oggettiva.

Il gruppo mostra la tendenza alla coesione e alla interdipendenza, alla istituzionalizzazione e alla durata. Questa tendenza si scontra con forze opposte che generano le tensioni di gruppi. L'individuo diviene spesso dipendente dal gruppo per la necessità di essere riconosciuto, per essere accettato, o perché teme di rimanere isolato. Nei gruppi ideali, c'è un equilibrio tra la sociabilità (noi) e l'individualità (io).

I gruppi possono dividersi in primari e secondari. I gruppi primari sono sempre ridotti e si caratterizzano per i legami personali, affettivi, che si stabiliscono tra i membri. I gruppi secondari o organizzazioni, sono sistemi sociali che funzionano in quanto sono retti da istituzioni all'interno di un pezzo di realtà sociale. I rapporti fra gli individui sono spesso freddi, impersonali e formali.

È conveniente distinguere tra gruppi di appartenenza e gruppi di riferimento. Un gruppo di appartenenza è quello in cui un individuo si trova fisicamente in un tempo determinato. Si chiama, invece, gruppo di riferimento quello con cui uno si sente identificato per i suoi valori e le sue norme, e questo in un modo più o meno consapevole, senza che sia necessaria la sua presenza fisica. Evidentemente, il gruppo di appartenenza può coincidere con quello di riferimento. Il fatto di orientarsi verso gruppi di riferimento estranei può dar luogo a frequenti conflitti all'interno del gruppo di appartenenza.

I gruppi religiosi, secondo A. Godin, presentano due pericoli:

Il primo è l'esaltazione affettiva che trasforma il gruppo in una sètta, con le sue caratteristiche di esoterismo del linguaggio, con un fervore poco discreto e con l'esigenza latente e tirannica di conformismo. Si fa del gruppo un idolo, in una esperienza accattivante, a cui si sacrifica spesso la libertà.

Il secondo pericolo è la dipendenza passiva, in cui l'idolo è il capo del gruppo. Tutti i metodi basati sull'ascendente personale del capo, nella dipendenza passiva dei membri, nel culto della personalità, non portano alla maturità delle forze psichiche dei membri del gruppo, allo sviluppo della libertà, condizione per una maturità religiosa.

Bibl. - De Vita R., Piccoli gruppi e società in trasformazione, Ed. Angeli, Milano, 1978. Fallico A., Gruppi ecclesiali e impegno politico, Ed. Marietti, Torino, 1976. Godin A., La vita di gruppo nella Chiesa, Pubblicazioni Religiose, Trento, 1971. Olmsted M., I gruppi sociali elementari, Ed. Il Mulino, Bologna, 1970. Tonelli R., " Gruppo ", in: Dizionario di Catechetica, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1987, pp. 319-322.



Autore: F.J. Calvo
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)