Grazia


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La teologia della grazia è un esempio importante dello sviluppo dottrinale nella Chiesa: giunse piuttosto tardi a questo termine, anche se ha espresso fin dai suoi inizi realtà consapevolmente vissute. La parola gratia è la traduzione latina del greco kàris, termine già usato nella versione biblica dei LXX per tradurre l'ebraico hèn che significa esattamente il favore verso qualcuno. Generalmente, nell'AT, il favore di Dio verso i suoi eletti è accompagnato da una compassione quasi materna, e si manifesta nel suo amore misericordioso e poi nella sua fedeltà. Nel NT, il termine kàris, denso di tutti questi significati, è usato soprattutto da san Paolo per indicare il complesso della " economia " nuova instaurata da Cristo, sulla base del perdono elargito all'umanità peccatrice con la sua morte. Però, questo aspetto negativo è completato con un aspetto positivo inseparabile da esso: l'adozione che ci fa figli di Dio, in Cristo risorto, nello Spirito Santo.

Pochi temi teologici come quello della grazia hanno subito tanti danni per la zavorra delle dottrine eterodosse nel corso dei secoli. Infatti, in nessun altro tema troviamo tante dispute, condanne, eresie. Già questo manifesta l'importanza che per l'esperienza cristiana ha avuto la riflessione sulla grazia. Si pretese e si cercò di penetrare nel mistero con grande impegno personale. In fondo, si trattava della realtà più decisiva per l'esistenza umana, della sua salvezza o rovina.

Lo studio di queste dispute non può e non deve rimanere un campo esclusivo degli storici. È necessario scoprire e ricuperare la dimensione esistenziale soggiacente alle articolazioni teoriche, spesso astratte e di comprensione difficile per la mentalità di oggi. Per questo motivo, i teologi contemporanei non concentrano tanto la loro riflessione sul già conosciuto e meditato quanto sul riflettere e dire quello che, fondamentalmente, era in causa in ciò che era già pensato, saputo e detto dalla tradizione teologica. Quello che ieri era messo in questione, come lo è oggi e lo sarà sempre, è la presenza di Dio ed il suo amore nel mondo e la corrispondente esperienza di tutto ciò.

Il risultato dell'incontro di Dio con l'uomo è la bellezza, la gratuità e la bontà che si riflettono in tutta la creazione e, in un modo speciale, nel complesso della vita umana e della storia. La grazia significa la presenza di Dio nel mondo e nella storia.

Grazia significa anche apertura dell'uomo a Dio, capacità di entrare in rapporto con l'infinito e di stabilire un dialogo che conquista progressivamente l'umanità e la premia con la deificazione.

La grazia è sempre un incontro, in una autocomunicazione di Dio che si dà all'uomo, e dell'uomo che si dà a Dio. La grazia è, per sua natura, rottura di mondi chiusi su se stessi; è relazione, esodo, comunione, incontro e dialogo, apertura e uscita, storia di due libertà e incrocio di due amori.

Per questo, la grazia parla di riconciliazione tra il cielo e la terra, tra Dio e l'uomo, tra il tempo e l'eternità. La grazia è più che il tempo, più che l'uomo, più che la storia. È sempre questo più che ha luogo, in una gratitudine inattesa e insospettata.

Dio Padre si autorealizza incessantemente e per tutta l'eternità come mistero che si autocomunica come Figlio e come Spirito Santo. Creando il mondo, Dio prolunga la sua comunicazione e donazione in forme mondane. Dopo avere creato il mondo, Dio penetra più profondamente in esso con la sua inattesa sovrabbondanza di amore e di autodonazione, con l'incarnazione di Cristo Gesù: " Apparvero la bontà di Dio, salvatore nostro, e il suo amore per gli uomini " (Tt 3,4). Dio stesso può essere definito come " grazia ", perché è sempre comunicazione, amore e simpatia per quanti sono differenti da Lui. Non si tratta di una qualità di Dio, ma dell'essenza di Dio stesso. Dio non ha la grazia: è la grazia (L. Boff).

Bibl. - Beni A., " Grazia ", in: Nuovo Dizionario di Teologia, Ed. Paoline, Cinisello B., , pp. 593-606. Flick M. - Alszeghy Z., Il vangelo della grazia, Libreria Editrice Fiorentina, Firenze, 1964. Forte B., L'eternità nel tempo. Saggio di antropologia ed etica sacramentale, Ed. Paoline, Cinisello B., 1993. Rahner K., Saggi di antropologia sacramentale, Ed. Paoline, Roma, 1965. Sanna I., L'uomo via fondamentale della Chiesa, Ed. dehoniane, Bologna, .




Autore: E. Vilanova
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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