Greco (biblico)


Col nome di *** "comune" o *** si designa la lingua greca postclassica, usata dal tempo di Alessandro (ca. 330 a. C.) fino al periodo bizantino, diffusa si da Alessandria di Egitto in tutto il mondo ellenistico e romano. È la lingua della conversazione e delle relazioni commerciali, impiegata in ambienti popolari non letterati e puristi, ed anche nelle diverse forme della produzione letteraria ellenistica (iscrizioni, lettere private, opere storiche), ed uniforme per tutto il mondo ellenico, benché non sia scevra da variazioni provinciali.
La lingua letteraria del sec. I a. C., nello sforzo di imitazione degli antichi modelli attici, si differenziò sempre più da quella popolare, che seguì una propria linea evolutiva verso il greco moderno. La koinè si formò sulla base dell'attico, di cui conservò per lo più fonologia e flessione; la scelta dell' a e della n, il vocalismo di certe voci, i casi di aspirazione, la declinazione e la coniugazione. L'influenza dorica fu minima o nulla; abbondante invece fu l'influenza ionica, soprattutto nel vocabolario. Il g. della versione del V. T. dei LXX e quello del Nuovo Testamento è questo g. "comune", così come era parlato e scritto negli ambienti popolari. Nel g. biblico, soprattutto in quello del N. T., sono riscontrabili tre tendenze. Una tendenza a maggior espressività per controbilanciare il progressivo indebolimento dell'espressività della lingua: l'uso delle preposizioni in luogo dei casi semplici; la frequenza dei pronomi; le preposizioni impropriamente dette invece di quelle semplici; frequente premessa dell'articolo all'infinito; le negazioni enfatiche; i participi "grafici"; l'uso frequente della coniugazione perifrastica; *** ed *** in luogo dell'infinito; forme piene e forti di vocaboli. L'altra tendenza è alla maggior semplicità ed uniformità ed è dovuta al carattere popolare, ostile alle sottigliezze e complicazioni. Si ha perciò grande predilezione della coordinazione al posto della subordinazione; l'uso del participio assoluto anche dove la classicità lo rifiuterebbe; la preferenza per il discorso diretto anche quando si è incominciato con quello indiretto; la confusione tra gli elementi affini: accusativo partitivo invece di genitivo partitivo; preposizioni statiche invece di quelle dinamiche e viceversa (*** = ***); pluralità invece di dualità; scambio fra i vari pronomi, fra voce attiva e media nei verbi, fra finalità e consecuzione. Altre uniformità si dànno nella declinazione dei nomi e nella coniugazione dei verbi.
La terza tendenza è l'influsso della lingua ebraica. È l'originalità del g. biblico nei riguardi della koinè, dovuta al fatto che tale g. fu utilizzato per tradurre originali semitici (LXX e fonti aramaiche del Nuovo Testamento) oppure allo spirito semitico degli autori. I LXX presentano ebraismi secondari: l'uso immoderato di forme, locuzioni, frasi certamente greche ma la cui frequenza non si spiega se non per la coincidenza con l'ebraico; e presentano soprattutto ebraismi primari, consistenti in forme non della koinè, che derivano dall'ebraico originale. I principali semitismi, frequenti soprattutto negli scritti del N. T., sono: *** davanti al predicato, al posto del semplice accusativo; il nominativo al posto del vocativo; il genitivo ebraico al posto dell'aggettivo; *** col genitivo per indicare qualsiasi relazione; l'uso sociativo e strumentale della preposizione ***; il grado positivo al posto del comparativo e superlativo; la frequenza dei pronomi; la ripetizione dei pronomi dopo, il relativo; il sostantivo "anima" invece del pronome riflessivo; la frequenza eccessiva della costruzione perifrastica; *** premesso al discorso diretto; *** con valore gerundivo: *** premesso ad un giuramento e ad una interrogazione diretta.

BIBL. - J. VERGOTE, in DEs, III, coll. 1320-69: F. M. ABEL, Grammaire du g. b., Parigi, 1927: F. ZORELL, Lexicon graecum N. T., 2a ed. Parigi 1931; A. BOATTI, Gramm. del g. del Nuovo Testamento, I-II 3a ed., Venezia 1392; F. BLASS - A. DEBRUNNER, Neutestamentliche Grammatik, 7a ed., Gottinga 1943; M. ZERWICK. Graecitas biblica exemplis illustratur, 2a ed., Roma 1949; G. BONACCORSI, Saggi di filosofia. neotestamentaria, 2 voll., Torino 1950.

Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
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