Desacralizzazione


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Il termine desacralizzazione significa, etimologicamente, la perdita da parte di qualcosa del suo carattere sacro.

Nella sociologia della cultura, il termine " desacralizzazione del mondo " (Entzauberung der Welt: Max Weber) si riferisce al crescente processo di razionalizzazione delle società moderne, che invade tutte le sfere dell'esistenza. Esso porta alla differenziazione delle varie aree sociali (economia, politica, estetica), in quanto ognuna di esse è dotata di una sua specifica razionalità. Il risultato finale verrebbe ad essere la perdita del carattere numinoso (o sacro) che veniva attribuito a certe realtà mondane nelle società tradizionali: il mondo viene demitizzato, come un semplice oggetto di manipolazione tecnica nelle mani dell'uomo.

Il processo si è compiuto nella civiltà occidentale e sta compiendosi in altre culture; sembra inerente allo sviluppo della tecnica e della scienza.

Le questioni che ulteriormente si pongono sono: questa desacralizzazione del mondo implica senz'altro una impossibilità dell'esperienza religiosa, in quanto scompare l'elemento del sacro in quelle che possiamo chiamare società tecnologiche? (1. Declino della religione). Oppure, in questo modo, l'esperienza religiosa è resa difficile in queste società, perché viene confinata nella sfera del privato, come una pura ricerca individuale di senso per la propria vita? (2. Privatizzazione del religioso). Oppure, provoca spostamenti e nuove modalità nel modo di vivere il sacro, dando origine a forme di esperienza religiosa, pubbliche ? la religione è un fenomeno sociale ?, ma distinte da quelle tradizionali? (Modalità secolare dell'esperienza del sacro).

Le teorie sociologiche sulla secolarizzazione, con schemi differenti, hanno offerto queste interpretazioni del fenomeno (1, 2 e 3). Ognuna di esse può fornire prove empiriche, siano pure parziali. Pertanto, sembra difficile elaborare una teoria sociologica generale delle conseguenze religiose del fenomeno della desacralizzazione del mondo. Con una prospettiva storica maggiore, sembra oggi che ci troviamo in condizione di fare una serie di affermazioni modellate su quello che concerne il cristianesimo occidentale (e più specificamente, europeo; è probabile che il continente americano si presenti con modalità in parte differenti):

a) Il calo delle pratiche religiose e devozionali ispirate ad una mentalità magica e utilitarista; anche se, naturalmente, rimangono sacche di resistenza, dalla mentalità sacra tradizionale, specialmente negli strati popolari.

b) La progressiva emarginazione dell'istituzione religiosa dai ruoli tradizionali di egemonia sociale e culturale: con la conseguente demitizzazione delle forme organizzative e culturali create da essa nella società pre-tecnologica, che vanno sottoposte a processi critici.

c) Il calo dei condizionamenti sociali tradizionali che sostenevano il senso di appartenenza all'istituzione religiosa: con la correlativa emancipazione dei comportamenti.

Un problema dibattuto si riferisce alla sorte della religiosità di molti individui e gruppi umani, dopo il declino della modalità mondano sacrale dell'esperienza religiosa. Si tratta, cioè, delle possibilità sociali di un'esperienza secolare del sacro. A questo riguardo, bisogna dire:

? Va esclusa qualsiasi forma di automatismo evolutivo. Ciò vuol dire che, all'esperienza religiosa mondano-sacrale, succedono, spontaneamente, o forme secolariste (prive di interessi religiosi, irreligione, ateismo), o forme di esperienza secolare del sacro (indicative di una religiosità più purificata e più trascendente).

? Fattori decisivi per orientare nell'uno o nell'altro senso il cambiamento religioso, possono essere: il grado di sacralizzazione delle realtà mondane (quanto è maggiore e tanto più si può prevedere una perdita globale dell'esperienza religiosa); la rapidità del cambiamento desacralizzante (quanto più è rapido e tanto più difficile è il passaggio verso forme secolari dell'esperienza del sacro, centrate sulla persona umana come immagine del divino, e nei simboli originari della tradizione cristiana); il livello di preparazione culturale e di modellazione genuinamente esperienziale-religiosa della gente interessata (quanto è maggiore e tanto più probabile è l'evoluzione verso nuove forme per esprimere questa religiosità); infine, l'atteggiamento globale dell'istituzione religiosa (quanto più è resistente ad ogni cambio e tanto più diminuirà la sua capacità di inculturare la fede).

Bibl. - Acquaviva S., L'eclissi del sacro nella società industriale, Ed. Comunità, Milano, 1971. Bellah R.N., Al di là delle fedi. Le religioni in un mondo post-tradizionale, Ed. Morcelliana, Brescia, 1975. Berger P., Il brusìo degli angeli, Ed. Il Mulino, Bologna, 1969. Milanesi G., Sociologia della religione, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1973. Mircea Eliade, Il sacro e il profano, Ed. Boringhieri, Torino, 1969.



Autore: J. Martínez Cortés
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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