Democrazia


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La democrazia, come suggerisce l'etimologia, consiste nel trasferire la sovranità dalla persona fisica del monarca alla persona morale del popolo. Alla famosa frase attribuita a Luigi XIV, " lo Stato, sono io ", il popolo, nella rivoluzione francese, ha risposto: " Lo Stato, sono io ". In alcuni piccoli cantoni svizzeri, dove lo scarso numero dei problemi da risolvere rendono la cosa possibile, il popolo sovrano si governa da sé riunendosi periodicamente in assemblea (democrazia diretta). Però, negli altri casi, i cittadini hanno optato per eleggere alcuni di loro perché governino a nome loro (democrazia rappresentativa). In una democrazia, tutti i cittadini che hanno raggiunto l'età maggiorenne, senza distinzione di razza, di religione, di condizione economica, di sesso, ecc; hanno il diritto di esprimere col voto il loro parere eo di eleggere chi lo esprimerà per loro negli organi di governo.

Pertanto, anche nelle democrazie esistano governanti e governati, ma la loro condizione è molto diversa da quella che è vigente nei regimi assolutisti. Nelle democrazie, i governanti non lo sono per natura, ma unicamente perché il popolo ha voluto affidare loro questa compito, e lo devono esercitare nel tempo e nelle condizioni determinati dal popolo. Di fatto, nella democrazia, il popolo non concede mai ai suoi governanti tutte le attribuzioni che assegnavano a se stessi i monarchi assoluti: il popolo sa che " il potere corrompe e il potere assoluto corrompe assolutamente " (Lord Acton). Sono cinque i limiti principali che il popolo sovrano suole fissare al potere dei governanti:

a) La divisione di poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario), in modo che gli uni possano controllare gli altri;

b) la sottomisione dei governanti al diritto;

c) la possibilità di revocare la concessione del potere, anche prima di concludere il periodo previsto inizialmente, qualora i governati si dimostrassero corrotti o semplicemente incapaci;

d) la pubblicità delle loro azioni per rendere possibile il controllo del popolo. Infatti, gli autentici democratici non delegano mai completamente l'esercizio del potere ai rappresentanti che hanno eletto;

e) in alcuni paesi, esiste, infine, la figura del Garante del popolo: la sua missione è quella di proteggere i cittadini da eventuali azioni amministrative arbitrarie.

Tra i vantaggi della democrazia, dobbiamo dire che si tratta dell'unico mezzo non violento per regolare gli antagonismi che esistono in qualsiasi società. Come ha scritto Bobbio, " è democratico colui che cerca di risolvere una controversia, non sopprimendo l'avversario, ma cercando di Convincerlo. Se poi non riesce a convincerlo, stabilisce un accordo basato su un compromesso. Quando questo è difficile, occorre il parere della maggioranza. È un criterio puramente quantitativo, se si vuole, ma è sempre meglio contare le teste anziché tagliarle ".

Naturalmente, né la Sacra Scrittura né i Santi Padri poterono pronunciarsi sulla democrazia che spuntò molti secoli dopo. Però, sia la Scritture che i Padri affermano l'uguaglianza degli esseri umani: questo equivale ad affermare indirettamente che nessuno può governare gli altri se essi non gli affidano questo compito. E, di fatto, questa fu, in forma già esplicita, la dottrina della Scolastica (ad eccezione del secolo XIX). Questa è oggi la dottrina ufficiale della Chiesa (Enciclica Pacem in terris, n. 52; GS 75).

Bibl. - F. Ba, " Democrazia ", in: Enciclopedia Italiana Treccani, XII, pp. 591-596. Maritain J., Cristianesimo e democrazia, Milano, 1950. Matteucci N., " Democrazia ", in: Enciclopedia Filosofica, I, Venezia-Roma, 1957, coll. 1460-1469. Messineo A., " Democrazia ", in: Enciclopedia Cattolica, IV, Città del Vaticano, 1950, coll. 1399-1406.




Autore: L. González-Carvajal
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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