Cura d'anime


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L'espressione cura d'anime, traduzione del latino cura animarum, equivale all'azione pastorale. Presenta, però, la particolarità di conservare il sapore di spiritualismo platonico, nel senso che si tratta della cura delle anime (non delle persone), di fronte al peccato e alla grazia, nella prospettiva delle realtà ultime: morte, giudizio, inferno e paradiso. Si tratta della salvezza dell'anima. D'altra parte, il primo termine di questa espressione, cioè, la parola cura, è giunto a designare il sacerdote, incaricato come guida o custode delle anime. I mezzi di salvezza di questa concezione pastorale sono stati visti unicamente come mezzi spirituali, all'interno del campo liturgico, devozionale o sacramentale. Si spiega così la quasi ossessione dei sacerdoti per battezzare quanto prima i bambini privi dell'uso di ragione e per amministrare l'unzione degli infermi a moribondi che hanno già perduto i sensi.

La Bibbia ci parla della sollecitudine che Dio ha per l'uomo tutto intero, per la società nella sua totalità e per la natura nella sua pienezza. Nella sua azione pastorale, Cristo non è " re delle anime ", ma signore delle persone; si occupa della guarigione dei corpi e della moltiplicazione dei pani.

Inoltre, " l'anima umana ", venga designata in questo o in un altro modo, è divenuta recentemente un tema centrale, grazie al contributo delle scienze dello spirito e del progresso della psicologia e della psicanalisi, con le loro cure e terapie. Ciò significa che la Chiesa deve aver cura dell'uomo intero (non solo delle anime): è questo un servizio di speranza, che non si oppone alle " speranze ", ma le assume e le trascende.

Infine, l'espressione pastore delle anime, applicata al ministero ordinato, non è esatta. Da una parte, dà l'impressione che solo il sacerdote sia responsabile della comunità dei fedeli, come se i laici fossero oggetto e non soggetto dell'azione della Chiesa. D'altra parte, si può intendere erroneamente il servizio della Chiesa come un'azione transitiva rivolta all'uomo, considerato spesso come un " gregge ". In sintesi: non è accettabile oggi l'espressione cura d'anime come sinonimo di azione pastorale in forza dell'unico soggetto esplicitato (il prete: in spagnolo, cura) e in forza dell'obiettivo manifesto: le anime.

Bibl. - Flick M. - Alszleghy Z., L'uomo nella teologia, Ed. Paoline, Codena, 1972. Moeller Ch., Il rinnovamento della dottrina sull'uomo, in: Aa.Vv., Teologia del rinnovamento, Ed. Cittadella, Assisi, 1969, op. 175214. Molari C., La fede e il suo linguaggio, Ed. Cittadella, Assisi, 1972.

L'osservazione vale solo per la lingua spagnola, in quanto cura in castigliano significa anche: prete, parroco (N.d.T).




Autore: C. Floristán
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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