Corpo di Cristo


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La grande affermazione di san Paolo riguardo alla Chiesa è che essa è il corpo di Cristo. Partendo da questa metafora del corpo, san Paolo intende la Chieste la vita dei credenti nel corpo ecclesiale. Nella lettera ai cristiani di Roma, Paolo li esorta a conservare l'unità, e nel fare questo, ricorda loro questa idea: " Come in un solo corpo abbiamo molte membra e queste membra non hanno tutte la medesima funzione, così anche noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in Cristo " (Rm 12,4-5). La stessa idea è svolta nella prima lettera ai Corinzi, quando Paolo esorta i cedenti alla solidarietà nella partecipazione all'Eucaristia (1 Cor 10,16-17). L'insegnamento è ancora più chiaro al capitolo 12, dove san Paolo raccomanda ai Corinzi di osservare il buon ordine e l'armonia nelle assemblee (1 Cor 12,12-13; cf 14-20.20-25.27). Nella lettera agli Efesini, san Paolo afferma che Dio ha costituito Cristo " capo della Chiesa, la quale è il suo corpo " (Ef 1,23). C'è, però, da chiedersi: in ordine a che cosa Paolo fa questa affermazione? Lo fa per parlare della riconciliazione tra pagani ed Ebrei " in un solo corpo " (Ef 2,16). Lo fa per parlare della sorte toccata ai pagani, di essere stati " chiamati, in Cristo Gesù, a partecipare alla stessa eredità, a formare lo stesso corpo " (Ef 3,6). Lo fa per parlare dell'unità dei cristiani in " un solo corpo, un solo Spirito " (Ef 4,4) e del corretto ordine di tutti i membri della Chiesa " al fine di edificare il corpo di Cristo " (Ef 4, 12-16). Per questo, quando l'autore della lettera agli Efesini esorta i cristiani ad avere buoni rapporti coi familiari, ricorda loro Cristo " capo della Chiesa..., salvatore del suo corpo " (Ef 5,23). Infine, nella lettera ai Colossesi, l'idea di Cristo, " capo del corpo, cioè della Chiesa " (Col 1,16), si pone in relazione stretta con la permanenza dei cristiani in una sola fede (Col 1,23), col patire per gli altri (Col 1,24), con l'unione fra tutti i cristiani, superando pratiche estranee (Col 2,16-19), e con la pace che deve regnare fra tutti , " perché ad essa siete stati chiamat in un solo corpo " (Col 3,15).

Tutto ciò significa che i testi che si riferiscono alla teologia del corpo di Cristo sono testi di esortazione, in cui si ricorda ai cristiani i loro doveri ed obblighi, affinché rimangano nella fede, nell'unità, nell'impegno cristiano. Pertanto, non si tratta di testi puramente dottrinali, in cui si espone una teoria astratta sulla Chiesa.

D'altra parte, sembra abbastanza chiaro che Paolo abbia preso la metafora del corno dalla letteratura del suo tempo, sia latina che greca. Ora, in quella letteratura, si voleva esprimere, con la metafora del corpo, l'unità, l'ordine e l'armonia che dovevano regnare tra tutti i cittadini. Pertanto, la metafora del corpo vuole esprimere Qualcosa di molto concreto. Si riferisce ai rapporti di alcuni credenti con altri. Vuol dire che nella Chiesa, ogni membro ha il suo compito ed il suo carisma, ma in modo che tutti devono guardare al bene degli altri.

La teologia della Chiesa come corpo di Cristo fu svolta soprattutto da Pio XII, nell'enciclica Mystici Corporis (anno 1943). Con questa teologia, si intendeva superare l'idea della Chiesa come pura società esterna e visibile, prescindendo dalla sua natura profonda che è di ordine mistico e spirituale. Nello stesso senso, il Concilio Vaticano II espone anch'esso la ricca teologia ecclesiale del corpo di Cristo (LG 7) per dedurne che la Chiesa è ad un tempo visibile e spirituale, di modo che la sua natura profonda non si può ridurre al solo concetto di società perfetta (LG 8), ma il suo destino nel mondo è lo stesso di quello di Cristo, suo capo: " Come Cristo ha compiuto la redenzione attraverso la povertà e le persecuzioni, così pure la Chiesa è chiamata a prendere la stessa via per comunicare agli uomini i frutti della salvezza " (LG 8). In questo modo, si poneva fine al trionfalismo ecclesiale, e veniva aperto il cammino ad una ecclesiologia più evangelica e più radicata nelle realtà terrestri.

Tuttavia, proprio quando Pio XII pubblicava la sua enciclica sul Corpo di Cristo, la teologia cominciava ad orientarsi verso un altro cammino che sembrava più fecondo: quello della Chiesa come Popolo di Dio. Di fatto, fu questa dimensione che prevalse nel Concilio Vaticano II (LG 9 ss).

Bibl. - Congar Y., Un popolo messianico. La Chiesa sacramento di salvezza. La salvezza e la liberazione, Ed. Queriniana, Brescia, 1976. Forte B., La Chiesa della Trinità. Saggio sul mistero della Chiesa comunione e missione, Ed. Paoline, Cinisello B., 1995. Lubac H. De, Meditazione sulla Chiesa, Ed. Paoline, Milano, , pp. 153-162. Ratzinger J., Il nuovo Popolo di Dio, Brescia, 1971. Schlier H., Corpo di Cristo, in: Aa.Vv., Mysterium Salutis, 7, Ed. Queriniana, Brescia, 1972, pp. 185- 191.




Autore: J.M. Castillo
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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