Conflitto


58

Una lettura non idealista della storia mostra questa come uno scenario di conflitti, scontri e divisioni. Il conflitto avviene tra gruppi sociali antagonisti (ricchipoveri) e tra popoli e popoli (rapporti di dominazionesubordinazione).

Il conflitto avviene anche tra differenti razze, per la pretesa superiorità di una razza, quella bianca, sulle altre. Questo dà origine al razzismo o discriminazione razziale che esiste anche oggi in situazioni particolarmente disumane, come la discriminazione dei Negri (Sudafrica, Stati Uniti, ecc.), degli Indi (America Latina), degli Zingari, ecc.

Il conflitto ha luogo sul piano della cultura, per la pretesa superiorità di una cultura, quella occidentale, sulle altre. Si pretende che le differenti culture si sottomettano o si adattino al paradigma della cultura occidentale.

Esiste anche un conflitto tra i sessi, per la pretesa superiorità dell'uomo sulla donna. L'uomo si considera dominante e vede la donna come un essere subordinato e dipendente. Si propende ad assegnare ad ogni persona un ruolo e alcune caratteristiche di comportamento in funzione del sesso.

Il conflitto si presenta a noi, in fin dei conti, come un fatto innegabile che caratterizza i rapporti umani. Si tratta di un'evidenza che si impone per se stessa e che costituisce una smentita ad ogni tentativo di presentare la realtà con toni paradisiaci.

Sono due, fondamentalmente, le interpretazioni sociologiche del conflitto: quella funzionalista e quella critica. Secondo la prima, l'armonia, l'integrazione sociale e il funzionamento equilibrato del sistema costituiscono lo stato normale della società. Ogni individuo o istituzione riceve un posto e alcuni compiti all'interno del sistema da cui non deve uscire. Ciò che è normativo è l'ordine. Secondo questo, il conflitto rappresenta uno squilibrio nel sistema o un disguido che bisogna correggere per riacquistare l'armonia.

L'interpretazione critica ritiene che il conflitto sia uno dei fenomeni sociali fondamentali ed il movente della trasformazione sociale. Il cambiamento e il conflitto non si riducono a semplici deviazioni patologiche della norma, come vorrebbe far credere la sociologia funzionalista. Ciò che è veramente patologico è la rigidezza, l'immobilismo, l'uniformità, il conformismo. Ogni società possiede, in forma latente o palese, elementi di tensione e di conflitto che forniscono la dinamica del cambiamento. Lo scontro di valori e interessi, lungi dall'essere sintomo di malattia, diviene, secondo la teoria critica, un fattore di vitalità sociale e di creatività, oltre ad essere un portatore di energie utopiche.

Bibl. - Gestel Van C., La dottrina sociale della Chiesa, Ed. Città Nuova, Roma, 1965. Girardi G., Marxismo e Cristianesimo, Ed. Cittadella, Assisi, 1966. Midali M., " DonnaUomo (nella Chiesa) " in: Dizionario di Catechetica, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1987, pp. 241-257. Mounier E., Rivoluzione personalista e comunitaria, Ed. Comunità, Milano, 1955. Rosanna E., " DonnaUomo (nella società) ", in: Diz. di Catechetica, pp. 257- 264.




Autore: J.J. Tamayo
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online
Acquista la Bibbia per la Scrutatio dalla Libreria del Santo
LibreriadelSanto.it - La prima libreria cattolica online