Confermazione


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La confermazione è il secondo sacramento dell'iniziazione cristiana. Viene conferita con l'unzione del crisma sulla fronte e con l'imposizione della mano, accompagnata dalle parole prescritte nei libri liturgici. Queste, nel rito romano, in seguito alla riforma del Concilio Vaticano II, sono: " Ricevi il sigillo del dono dello Spirito Santo ". La confermazione imprime il carattere e non si può ripetere. I suoi effetti principali consistono in un arricchimento del dono dello Spirito Santo e in un vincolo più perfetto con la Chiesa. Così, il battezzato-confermato rimane destinato ad essere testimone di Cristo e a diffondere e difendere la fede.

Sorta per l'evoluzione dei riti post-battesimali, la confermazione adottò lineamenti differenti in Oriente, dove non fu mai separata dal battesimo. In Occidente, invece, la sua amministrazione rimase riservata al vescovo. Così, progressivamente venne a distanziarsi dalla celebrazione battesimale in quei casi, sempre più frequenti, in cui la presenza del vescovo non era possibile. L'ordine tradizionale per la recezione dei sacramenti dell'iniziazione cristiana è il seguente: battesimo- confermazione-eucaristia. Però, finì per diventare pratica comune il differire la celebrazione della confermazione, per quelli che erano stati battezzati da bambini, ad un'età più avanzata: alle volte, si amministrava prima della prima comunione, e altre volte, dopo.

Il Vaticano II dispose una riforma del rito della confermazione " perché apparisca più chiaramente la sua intima connessione con tutta l'iniziazione cristiana " (SC 71). Così, le disposizioni liturgiche vigenti stabiliscono la celebrazione continuata del battesimo, della confermazione e della eucaristia nell'iniziazione cristiana degli adolescenti e degili adulti. La legislazione ha reso anche più flessibile l'amministrazione della confermazione riservata al vescovo. Però, egli continua ad essere il ministro originario (LG 26).

La confermazione è caratterizzata dal suo rapporto con il dono dello Spirito Santo. Ciò non significa, però, che solo questo sacramento comunichi lo Spirito Santo. Il cristiano ha già ricevuto il battesimo " con lo Spirito Santo " (Mc 1,7). Il battesimo è, infatti, la nuova nascita " da acqua e da Spirito " (Gv 3,5). Non ci si deve lasciare imprigionare dal seguente dilemma: o lo Spirito Santo interviene nel battesimo o non interviene. Nel primo caso, la confermazione è inutile; nel secondo, è invece assolutamente necessaria. Si deve piuttosto tenere presente che non c'è nessuna opposizione tra i due sacramenti, ma continuità e sviluppo di uno stesso processo di santificazione. Lo Spirito Santo è dato nel battesimo e fa del neo-battezzato un vero cristiano, capace di entrare nel Regno di Dio. Però, lo Spirito Santo, senza che per questo il battesimo risulti insufficiente o abbia solo una efficacia negativa, è dato anche nella confermazione, che fa del battezzato un cristiano perfetto e adulto, da non intendersi in senso psicologico. Tra il battesimo e la confermazione, c'è un legame ed una continuità. Non si tratta di un unico sacramento, poiché la nuova donazione dello Spirito e la grazia propria dello sviluppo e dell'abilitazione per la missione ecclesiale giustificano l'esistenza di un secondo sacramento dell'iniziazione, differente pur esserlo complementare, del battesimo. Qui, come in molti altri aspetti della vita umana e cristiana, sembra necessaria l'espressione della struttura bipolare di ogni processo vitale: nascita-crescita, seme-frutto, inizio-pienezza.

Come complemento del battesimo, la confermazione esprime anche l'incorporazione del cristiano nella comunità dei credenti. Oggi, si insiste sulla necessità dell'intervento della comunità locale tanto nella preparazione dei candidati alla confermazione, quanto nella celebrazione del sacramento. Fino a poco tempo fa, l'amministrazione della confermazione riservata al solo vescovo poteva, sì, aiutare a comprendere l'importanza della chiesa diocesana, ma di fatto, provocava una eccessiva concentrazione di confermanti ? poiché solo di quando in quando il vescovo poteva accudire alle parrocchie ?, o una sensazione di solennità puramente esterna. In questo senso, è molto utile l'allargamento delle facoltà di confermare, quantunque questa facoltà rimanga ancora troppo affidata ai soli " incaricati " ufficiali ed importanti. Converrebbe rivedere questo punto, tenendo presente che è la comunità concreta, coi suoi dirigenti, quella che di fatto e di diritto accoglie gli iniziati nella vita cristiana e celebra con loro i sacramenti. L'amministrazione della confermazione dovrebbe pertanto spettare al responsabile diretto della comunità: ciò renderebbe più evidente il vincolo della confermazione con tutta l'iniziazione cristiana.

L'età più indicata per la confermazione continua a suscitare polemiche dai toni alle volte molto forti. Coloro che sostengono la celebrazione della confermazione in piena adolescenza o all'inizio dell'età giovanile sono mossi soprattutto da preoccupazioni pastorali: così, verrebbe celebrato un rito capace di esprimere e di consacrare la partecipazione pienamente responsabile dell'adolescente o del giovane nella vita della Chiesa. Questo rito potrebbe assicurare certe realtà nella vita della Chiesa, come una presa di coscienza della propria fede, una responsabilizzazione personale, un impegno di perseveranza nella pratica della vita cristiana. Tuttavia, i motivi di tipo teologico-liturgico (invocati affinché non si rompa la sequenza battesimo-confermazione- eucaristia e affinché non si differisca la confermazione dopo la prima comunione) sembrano essere più forti di quelli che sono di tipo puramente psicologico-pastorale. Le preoccupazioni pastorali ricordate sopra potrebbero trovare una soluzione in altri modi, soprattutto mediante una valorizzazione di quelle forme normali di culto che esprimono la fede e l'impegno cristiano. La legislazione attuale stabilisce: " Il sacramento della confermazione venga conferito ai fedeli all'incirca all'età della discrezione, a meno che la Conferenza Episcopale non abbia determinata un'altra età o non vi sia il pericolo di morte, oppure, a giudizio del ministro, non suggerisca diversamente una grave causa " (CIC c. 691). La maggior parte delle Conferenze Episcopali sembrano propendere per l'età della confermazione tra i dodici e i quattordici anni.

Bibl. - Aa.Vv., I Sacramenti dell'iniziazione. Aspetti catechetici e celebrativi, Ed. Vita Pastorale, Alba, 1991. Bouhot J.P., La Confermazione sacramento della comunione ecclesiale, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1970. Bulckens J., " Confermazione ", in: Dizionario di Catechetica, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1987, pp. 167-170. Falsini R., " Confermazione ", in: Nuovo Dizionario di Liturgia, Ed. Paoline, Roma, 1984 , pp. 269-294. Ferraro G., Dottrina della liturgia sui sacramenti della fede, Ed. dehoniane, Roma, 1990. Gerardi R., Rinati nell'acqua e nello Spirito, battesimo e confermazione, Ed. dehoniane, Napoli, 1982. Ruffini E., Il battesimo nello Spirito, battesimo e confermazione nell'iniziazione cristiana, Ed. Marietti, Torino, 1975. " Rivista di Pastorale Liturgica ", n. 112-113 (1962): questo numero è dedicato all'intera problematica, teologica e pastorale, della Confermazione.




Autore: J. Llopis
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)