Glossa


È la spiegazione breve di una parola o di una frase della Sacra Scrittura. *** nel greco classico = lingua (membro) e linguaggio. Presso i grammatici posteriori g. sono le parole antiquate o oscure o straniere bisognose di schiarimento; contemporaneamente questo stesso schiarimento fu detto g. o glossema. Presso i Latini g. ritenne il senso di breve spiegazione di parole oscure: «G. est unius verbi vel nominis interpretatio ut catus i. e. doctus» (Alcuino). Tale rimase il senso comune della voce g. anche nelle lingue moderne (cf. it. chiosa, chiosare). Nel medioevo g. indicò ogni specie di brevi spiegazioni alla Bibbia dedotte soprattutto dai ss. Padri. Queste si ponevano o in margine al testo sacro (glosse marginali) o tra le linee (glosse interlineari) o più raramente in calce. La più celebre g. marginale (detta "Ordinaria" per l'uso continuo e citata con l'appellativo di "Autorità") è quella attribuita finora a Walafrido Strabone Abate di Reichenau (849), ma che recenti studi critico-storici hanno restituito ad Anselmo di Laon (1117), lo stesso autore della "g. interlinearis : Essa più che a dar l'esegesi letterale mirava a servire la teologia; essa divenne il pane quotidiano dei teologi del medioevo; il luogo biblico degli scolastici; strumento di lavoro per la riflessione del teologo sul dato biblico. Dominò dal sec. XII al XVI.
Nel linguaggio della critica testuale g. indica una interpolazione al testo, sia sacro che profano.
[S. R.]

BIBL. - J. DE GHELLINCK, Le mouvement theologique du XII siècle, 2a ed., Bruges 1948, pp. 104.12:. G. PERRELLA, Introduzione generale a S. Bibbia, 2a ed., Torino 1952, pp. 304, 314.


Autore: Padre Santino Raponi
Fonte: Dizionario Biblico diretto da Francesco Spadafora
Visite: 73