Catecumenato


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I punti di interesse circa il catecumenato sono i seguenti: 1) L'identità del catecumenato; 2) a che cosa deve iniziare propriamente; 3) gli aspetti di pedagogia catecumenale; 4) le fasi o tappe del processo di iniziazione.

1) Quando ebbe origine il catecumenato, esso costituì un'attività pastorale di netto carattere catechetico, con cui si aiutavano quelli che si erano convertiti da poco tempo a passare da una fede iniziale ad una fede adulta. Questo intento evangelico, e non le derivazioni ritualiste che in seguito l'accompagnarono, appare oggi come l'aspetto più originario dell'istituzione catecumenale.

Perciò il catecumenato va inteso oggi come un processo di assimilazione del messaggio cristiano, orientato a trasformare la vita del credente. Il catecumenato è contrassegnato da alcune tappe che stimolano la crescita verso la maturità cristiana e predispongono, a poco a poco a vivere comunitariamente la fede.

Catecumeno al giorno d'oggi può essere colui che si trova in ricerca, colui che decide di rivedere il suo modo passivo di credere e si mostra disponibile ad assumere il fatto cristiano in un modo molto più consapevole e personale, colui che non si chiude nel proprio egoismo o isolamento, ma che cerca il modo di integrarsi in una comunità cristiana che lo stimoli a vivere i valori radicali del vangelo di Gesù.

2) I passi di iniziazione cristiana descritti nel racconto dei discepoli di Emmaus (Lc 24,13-35) indicano quali debbono essere ancor oggi le esperienze cristiane fondamentali e nucleari a cui si debbano iniziare. Esse sono: " ucire da Gerusalemme " e mettersi " in cammino " (v. 13), come espressione di lasciare le proprie sicurezze, spostarsi e lanciarsi alla ricerca di qualcosa di nuovo e sorprendente; occorre anche il dialogo su Gesù di Nazaret, partendo da quanto è accaduto in quei giorni (vv. 19-24), chiarito ed illustrato con l'aiuto delle Scritture (v. 27), intensificato con l'accoglienza dello sconosciuto (v. 29) e che porta a riconoscerlo chiaramente e ad aderire entusiasticamente alla sua persona nel gesto sacramentale (v. 31). Si deve dire lo stesso della forte esperienza religiosa fatta dai pellegrini, il che li portò a narrare agli altri quello che avevano visto e udito (v.35). Questo viene ad attestare come la maturità della fede suscita inevitabilmente lo spirito di missione. Infine, c'è da sottolineare l'incorporazione alla comunità (punto di riferimento), come risulta dal fatto che quei due viandanti già catechizzati si affrettarono a riunirsi con gli Undici e con gli alri che erano a Gerusalemme (v. 33).

3) La pedagogia catecumenale dovrà essere quella che meglio si addice al dinamismo proprio della fede, quella che meglio favorisce nel soggetto lo sviluppo di atteggiamenti credenti , quella che meglio elargisce agli educatori-catechisti gli orientamenti e i criteri con cui possano spingere e dare dinamicità al processo di maturità della fede.

Stando così le cose, il primo atteggiamento che dovrà essere provocato nei catecumeni sarà un atteggiamento di implicanza personale, con un linguaggio vivente e comunicativo, che sfoci in un apprendimento pratico dei valori evangelici (AG 14), cosicchè la fede e la vita non camminino separatamente, ma siano concordi. Ciò vuol dire che la fede deve riuscire a costituire il principio unificante e totalizzante della esistenza. Tutto ciò mira a raggiungere una formazione cristiana integrale.

Da parte dell'educatore, occorrerà che egli insista sulla pratica di una pedagogia di accoglienza e di accompagnamento, mentre deve sforzarsi di servire da riferimento positivo e attraente della comunità che lo manda e di cui deve considerarsi fedele trasmettitore delle esperienze comunitarie.

4) L'iniziazione cristiana va intesa come un processo che deve rispondere al ritmo di maturità vitale del soggetto credente e alla ricchezza di aspetti in cui la fede ha bisogno di essere compresa e assunta. Come tappe di questo processo, se ne segnalano di solito tre: quella precatecumenale, di preparazione o di convocazione, orientata a suscitare in quelli che sono giunti di recente un atteggiamento di conversione sincera e a destare in essi l'interesse per prendere il cristianesimo veramente sul serio; la tappa di catecumenato propriamente detta, la cui finalità principale è quella di disporre i soggetti ad un'esperienza profonda di fede, in parte come risultato della loro disposizione di ricerca e di apertura al dono di Dio, e in parte anche come frutto della testimonianza di fede trasmessa dai cristiani che accanto ad essi li accompagnano; un'ultima fase, di durata più breve, segnata da momenti decisivi, intende portare i soggetti al riconoscimento esplicito di Gesù come Signore della loro vita, e all'accettazione del messaggio evangelico come perno della loro vita. Sono ormai veri discepoli di Cristo e membri di una comunità cristiana. Questa è la fase delle opzioni: opzione di fede e di appartenenza ad una " comunità concreta ed immediata " (La catequesis de la comunidad, 253).

Bibl. - Alberich E., " Catecumenato moderno ", in: Dizionario di Catechetica, Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1987, pp. 136-139. Bourgeois H., Saranno cristiani? Prospettive catecumenali, Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1982. Floristán Samanes C., Il catecumenato, Ed. Paolino, Alba, . Groppo G., " Catecumenato antico ", in: Dizionario di Catechetica, pp. 133-136. Lodi E., " Iniziazione-Catecumenato ", in: Dizionario teologico interdisciplinare, II, Ed. Marietti, Torino, 1977, 290-299. Movilla S., Dal catecumenato alla comunità, Ed. Cittadella, Assisi, 1983. Zevini G., Il cammino neocatecumenale, in: A. Favale (ed.), Movimenti ecclesiali contemporanei, LAS, Roma, 1983, pp. 235-265.




Autore: S. Movilla
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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