Catechesi


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Il sostantivo catechesi non si trova nel Nuovo Testamento. È un termine che è stato elaborato più tardi (probabilmente nel secolo II), dal verbo katekèin. Questo verbo si trova nel N.T. col significato di informare, istruire... (cf At 21,21.24; 18,25; 1 Cor 14,19...). È un verbo usato all'interno di un contesto significativo in cui ne appaiono altri, come insegnare (didàskein), trasmettere (paradidònai), conversare (omilèin)... L'alternanza di katekèin con questi verbi ci dà un primo orientamento sul significato cristiano di catechesi. Infatti, tutti questi verbi sono riferiti a persone che hanno aderito al messaggio cristiano. Non si tratta di persone che, per la prima volta, vengono a contatto con la Parola viva di Dio, che è Gesù Cristo. Quando si tratta di questi ultimi destinatari, il N.T. ricorre ad altri verbi, come: evangelizzare, annunciare, proclamare, dare testimonianza...

Lungo i secoli, la Chiesa ha saputo distinguere e rispettare sempre nella teoria e abbastanza spesso anche nella pratica la differenza tra l'annuncio di Gesù Cristo ai non cristiani e la presentazione del Signore ai credenti cristiani.

Similmente, la Chiesa ha cercato in tutti i tempi di distinguere la catechesi da qualsiasi altra attività svolta all'interno della comunità cristiana.

Quali sono le note specifiche della catechesi? Possiamo condensarle in questa formula: la catechesi è l'iniziazione orale congiunta e ordinata a tutti gli aspetti della vita cristiana che deve conoscere il credente che ha aderito a Gesù Cristo.

Le ultime parole ( "che deve conoscere il credente che ha aderito a Gesù Cristo ") segnano la distanza netta che esiste rispetto ai destinatari della prima predicazione (i non cristiani) e la seconda predicazione (i credenti cristiani) a cui è rivolta la catechesi.

Con le parole " a tutti gli aspetti della vita cristiana ", si indica lo schema universale dei campi presi in considerazione dalla catechesi. Mediante la catechesi, il cristiano principiante è introdotto nella conoscenza dei misteri della salvezza, delle celebrazioni liturgiche e dello stile di vita individuale e sociale che deve caratterizzare la comunità dei credenti in Gesù Cristo.

Ricordiamo a questo riguardo la struttura di qualsiasi catechismo. Nei catechismi appaiono sempre, con queste od altre espressioni, queste tre parti: ciò che il cristiano crede (dogma), ciò che spera (culto), e ciò che compie (morale). Come si vede, si tratta di un orizzonte completo, universale, tridimensionale, che abbraccia tutti gli ambiti della vita.

Questa ampiezza integrale di visuali distingue la catechesi da altre attività intraecclesiali che si fissano unicamente in una delle dimensioni dell'esistenza umana, e non nelle tre congiuntamente come fa la catechesi. In questo modo, non si può considerare propriamente come catechesi un corso di teologia fondamentale che cerca prima di tutto di rendere ragione della nostra religione; neanche le riunioni di preghiera che attendono preferibilmente alla dimensione cultica della vita; né la campagna assistenziale contro la fame che risponde direttamente ad una esigenza della vita sociale.

Ampiezza non è, però, sinonimo di approfondimento. Nella catechesi, la cui ampiezza è totale, non si approfondiscono le tre suddette dimensioni (conoscitiva, cultica e prassica) oltre il livello elementare. La catechesi si limita ad iniziare oralmente, a situare fondamentalmente il catechizzando in queste tre dimensioni.

Tenendo conto del grado elementare di approfondimento che la catechesi comporta, non dobbiamo confonderla con altre modalità di educazione della fede che, in maniera globale o unidimensionale, superano di gran lunga le esigenze fondamentali del cristiano. Ecco alcuni esempi di queste modalità che non devono essere identificate con la catechesi: l'insegnamento teologico (dogma), la pratica devozionale del sacramento della riconciliazione (culto), l'impegno missionario (morale)...

Infine, la catechesi è una iniziazione orale congiunta e ordinata. Tutti i catecheti sono d'accordo sul carattere sistematico che deve apparire in campo catechistico. Sono, però, divisi sul criterio che deve guidare l'ordine espositivo del messaggio cristiano.

Ce ne sono che sostengono un ordine articolato seguendo la norma dottrinale. I catechismi costituiscono un ricco campionario di questo tipo di catechesi marcatamente dogmatico, intellettuale.

Altri propendono per una strutturazione catechistica in funzione della realtà simbolica della liturgia. I vari sacramenti diventano così la fonte ed il culmine dell'azione catechistica. Il risultato è una catechesi dal colore cultico, contemplativo, mistico, che si vive in molte nostre parrocchie.

Altri catecheti prendono come criterio ordinatore del processo catechistico la vita di Gesù, i suoi atteggiamenti e le sue azioni.

Questo tipo di catechesi - catechesi testimoniale, storica, prassica trova la sua giustificazione più convincente negli stessi vangeli canonici. In primo luogo, la semplice esistenza dei vangeli ha come causa generante la vita di Gesù. I vangeli riferiscono l'esperienza umana di Gesù di Nazaret. Le confessioni di fede e il culto eucaristico e sacramentale che si trovano nei vangeli sgorgarono dalla vita, morte e risurrezione esistenziali di Gesù. In secondo luogo, da un punto di vista formale, la vita di Gesù è anche il perno ordinatore di quanto Dio ci comunica nei vangeli. Lo schema redazionale dei vangeli si attiene allo schema narrativo della biografia del Figlio di Maria.

Nella catechesi del nostro tempo di netta e progressiva secolarizzazione, si sente più che mai la necessità di sistemare la catechesi partendo dal nucleo testimoniale dell'esperienza umana di Gesù, subordinando ad essa le ineludibili esigenze dottrinali e sacramentali. Si osserva anche al giorno d'oggi più che nel passato che il carattere testimonale cristiano, che abbiamo sottolineato come il massimo criterio ordinatore della catechesi, si affaccia come interpellante negli altri elementi, oltre all'elemento già segnalato della programmazione del piano di studio, che intervengono nel processo catechistico. Così, per esempio, si insiste sull'importanza che hanno per i catechizzandi il riferimento e la partecipazione graduale in comunità che vivono veramente la fede cristiana in pienezza. Similmente, il senso globale della vita ed il comportamento concreto dei catechisti hanno un'incidenza di dimensioni colossali nella formazione dei catechizzandi. Nei riguardi degli stessi catechizzandi, non si parla tanto di insegnamento, di dottrina... quanto piuttosto di iniziazione, di formazione, di educazione, di progressi del cristiano novizio nella fede: sono tutte espressioni che Ci fanno subito pensare ad un rinnovamento totale della persona e della vita dei catechizzandi...

Bibl. - Alberich E., " Catechesi ", in: Dizionario di catechetica, Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1987, pp. 104-108. Idem, Catechesi e prassi ecclesiale, Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1982. Audinet J, " Catechesi, Catechismo, Catechetica ", in: Sacramentum mundi, 2, Ed. Morcelliana, Brescia, 1974, 71-82. Giovanni Paolo II, Catechesi tradendae, Esortazione Apostolica (16.10.1979). Puccinelli M., La catechesi nel nostro tempo, Ed. AVE, Roma, 1980. Riva S., Corso di catechetica, Ed. Queriniana, Brescia, 1982. Van Caster M., Le strutture della catechesi, Ed. Paoline, Roma, 1971.




Autore: E. Malvido
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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