Canto


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L'uso del canto nelle celebrazioni liturgiche risale ai primi tempi del cristianesimo, come appare da vari testi neotestamentari: " ... Cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali " (Col 3,16). " Intrattenendovi a vicenda con salmi, inni, cantici spirituali, cantando e inneggiando al Signore con tutto il vostro cuore " (Ef 5,19). " Chi è nella gioia salmeggi " (Gc 5,13). Con questo, la Chiesa primitiva seguiva l'usanza del culto ebraico, in cui il canto occupava un posto di primo piano, tanto negli atti rituali del tempio quanto nelle celebrazioni sinagogali e perfino in quelle domestiche.

Di fronte a quelli che ritengono il canto religioso un semplice ornamento, superficiale e secondario della preghiera, e contro quelli che addirittura pensano che possa essere di ostacolo al raccoglimento richiesto da ogni preghiera, la Chiesa ha sempre incoraggiato il canto liturgico. Il Concilio Vaticano II afferma: " Il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della Liturgia solenne " (SC 112). L'introduzione al libro della Liturgia delle ore dice a sua volta: " Nella celebrazione della Liturgia delle Ore il canto, dunque, non si deve considerare come un certo ornamento che si aggiunge alla preghiera quasi dall'esterno, ma piuttosto come qualcosa che scaturisce dal profondo dell'anima che prega e loda Dio e manifesta in modo pieno e perfetto il carattere comunitario del culto cristiano " (Princìpi e Norme per la Liturgia delle Ore, n. 270).

Il canto, infatti, esprime e realizza gli atteggiamenti interni degli oranti; è un linguaggio universale, uno dei segni usati dagli uomini con la massima naturalezza per manifestare i loro dolori e le loro gioie, le loro sconfitte o i loro successi. Il canto ha una forza di espressione che molte volte arriva dove non può arrivare la parola dasola. Inoltre, il canto dice non solo quello che si sente, ma nutre anche l'atteggiamento spirituale che è la fonte di tutti i sentimenti. Il canto favorisce anche l'unanimità di coloro che cantano e, in questo modo, contribuisce a fare comunità e a rafforzare i vincoli che legano i membri di un gruppo. Il canto crea un'atmosfera di sintonia; è un segno di solidarietà e di comunione che varca le barriere dell'età e delle culture. Il Concilio Vaticano II dice che le finalità della " Musica sacra " sono principalmente due: esprimere più dolcemente la preghiera e favorire l'unanimità dei partecipanti alle azioni liturgiche (cf SC 112).

Quantunque si possa cantare in qualsiasi celebrazione liturgica, è tuttavia nella Messa e nella Liturgia delle Ore che il canto è soprattutto usato. Non tutti i canti hanno la stessa importanza: alcuni hanno un valore in se stessi (il sanctus della Messa, il salmo responsoriale, i salmi e i cantici della Liturgia delle Ore, ecc.); altri canti, invece, servono solo per accompagnare un'azione liturgica (le antifone d'ingresso, di offertorio e di comunione, l'Agnus Dei). Un caso speciale è costituito dal canto delle letture e delle orazioni solenni. Nell'antichità, questo era il modo normale di leggere e di proclamare a voce alta. Oggi, il canto può essere sostituito da una lettura semplice, potenziata, se è il caso, da sistemi di altoparlanti.

Riguardo al testo dei canti, la tradizione attribuisce una grande importanza a quelli che sono tratti direttamente dalla Bibbia (soprattutto i Salmi). Non si escludono, però, altre composizioni (inni, antifone, responsori, ecc.) sia antiche che moderne purché esprimano un vero senso liturgico (cf SC 121). Si possono ritenere forme di canto liturgico anche le brevi acclamazioni con cui l'assemblea risponde al saluto dei ministri o manifesta la sua adesione alla Parola di Dio o ratifica le orazioni del presidente. L'acclamazione più importante è l'Amen che dalla liturgia ebraica passò senza essere tradotta nel Nuovo Testamento e si trova in tutte le liturgie cristiane.

Bibl. - Aa.Vv., La musica nel rinnovamento liturgico, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1966. Costa E. jr. " Canto e musica ", in: Nuovo Dizionario di Liturgia, Ed. Paoline, Roma, 1984, pp. 198-219. Gelineau J., Canto e musica nel culto cristiano, Ed. Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1963. Idem, Evoluzione verso forme nuove nel canto e nella musica liturgica, in: " Concilium ", 2(1970), pp. 52-64. Stefani G., L'espressione vocale e musicale nella liturgia, Elle Di Ci, Leumann (Torino), 1967.




Autore: J. Llopis
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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