Azione cattolica


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L'Azione Cattolica nacque nel 1928, per volere di Pio XI, come " partecipazione dei laici all'apostolato gerarchico ", dando una nuova struttura alle organizzazioni cattoliche di laici già esistenti. Il fine dell'Azione Cattolica si identificò con quello della gerarchia, per proteggere l'apostolato dei laici italiani dalle eventuali rappresaglie del fascismo totalitario. D'altra parte, sulla fine degli anni '20, sorsero in Francia ed in Belgio nuovi movimenti di apostolato specializzati in ambienti sociali, senza le difficoltà politiche della dittatura italiana. Il primo movimento, che fu anche quello più famoso, fu la JOC (Gioventù Operaia Cattolica), fondata nel 1925 da J. Cardijn.

All'inizio del laicato cristiano associato, la Chiesa optò per l'organizzazione e per la mobilitazione dei cattolici per fare fronte alle aggressioni provenienti da alcuni movimenti sociali di emancipazione e dalle correnti laiciste. Il laicato cattolico organizzato fu inteso, al suo inizio, come battaglione d'assalto o come truppa specializzata, sotto il controllo della gerarchia. Al posto di " partecipazione ", Più XII usò il termine " collaborazione ", in quanto l'apostolato dei laici non equivale ad un accesso dei laici nella gerarchia. L'A.C., secondo il discorso di Pio XII nel II Congresso Mondiale del 1957, " riceve il mandato dalla gerarchia, ma non il monopolio dell'apostolato libero ".

L'A.C. spagnola ha percorso, secondo M. Benzo, tre tappe. La prima corrisponde ad una " pastorale di segregazione " (Chiesa ripiegata, mentalità difensiva) ed equivale ad una " lega di laici per difendere i diritti della Chiesa ".

Già nel 1926, il Cardinale Reig stese i Princìpi e Basi dell'Azione cattolica spagnola, con l'intento di fondere in un " organismo nazionale unico " le organizzazioni cattoliche esistenti, sull'esempio italiano dei " quattro rami ", o Azione Cattolica generale (unitaria e ordinata). La Conferenza dei Metropoliti approvò nel 1931 alcune " Nuove Basi per la riorganizzazione dell'Azione cattolica spagnola ", con una Giunta Centrale " e alcune istituzioni collegate (Casa dell'Assistente, Scuola per Propagandisti, ecc.).

La seconda tappa, posteriore alla guerra civile di Spagna (1936-1939), corrisponde ad una " pastorale di autorità ", in un ambiente nazionalcattolico e trionfalista, in sintonia con la vittoria franchista. Il Cardinale Gomà, per mezzo dello Statuto del 1939, riorganizzò in modo generale e completo l'A.C. sul modello fondamentale " parrocchiale e diocesano ".

La terza tappa comincia negli anni'50 e corrisponde ad una " pastorale di testimonianza ". Lo Statuto dell'A.C. spagnola del 1959 si ispira al modello franco-belga, caratterizzato da movimenti apostolici (specializzazione per ambienti), dalla formazione per l'azione, dall'accettazione dei metodi " verificare-agire ", dalla revisione di vita, dall'uso della " inchiesta- campagna ", ecc. La JOC fece parte dell'A.C. spagnola nel 1956. Seguì poi l'HOAC, e più tardi la JEC (studenti), la JIC (industriali) e la JARC (agricoltori). La nascita di questi movimenti produsse un notevole progresso nell'organizzazione e nell'attività dei laici che scoprirono molto presto le ingiustizie della dittatura franchista e svilupparono una nuova concezione dell'impegno cristiano. D'altra parte, era evidente l'opzione per la democrazia in tutte le organizzazioni cattoliche internazionali. Subito sorsero tensioni e difficoltà. L'ecclesiologia e la teologia del laicato, promosse da Congar, Rahner, Schillebeecks, Chenu, Philips, ecc. tra il 1950 e il 1960, sostennero la pastorale dei movimenti apostolici e influirono sul Vaticano II.

L'enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII e il Concilio spinsero i laici verso l'impegno temporale e verso l'accettazione di posizioni politiche più avanzate. Il Vaticano II diede un'attenzione speciale all'A.C. nel documento sull'apostolato dei laici (N.20). L'A.C. sorge per iniziativa della gerarchia; le altre associazioni di laici hanno invece origine dall'iniziativa dei laici stessi, sia pure col consenso dell'autorità ecclesiastica e sono " autonomi ". L'obiettivo dell'A.C. è globale, mentre le altre associazioni hanno fini " parziali ". Nell'A.C., i dirigenti sono eletti con l'intervento della gerarchia, a differenza delle altre associazioni che hanno " elezioni libere ". Infine, l'A.C. è sempre " confessionale ", poiché ha sempre una " struttura ecclesiastica ".

Una quarta tappa inizia con le Giornate Nazionali dell'Escorial (Luglio 1966), da cui inizia la crisi dell'A.C. (1966-1968). I movimenti apostolici vengono accusati, secondo M. Benzo, di non assecondare la pastorale della gerarchia, di avere disertato la parrocchia, di essere eccessivamente terrenisti, nettamente minoritari, di utilizzare certi metodi complicati e di non contribuire alla comunione nella Chiesa. In ultima analisi, non rispondevano al concetto classico di " partecipazione all'apostolato della gerarchia ". Specialmente grave era l'accusa di " terrenismo ". Ricordiamo che in quegli anni la teologia politica europea e la teologia della liberazione latino-americana, con l'appoggio posteriore della Conferenza di Medellín (1968), dell'Assemblea congiunta spagnola (1971) e della Conferenza di Puebla (1979) contribuirono a sviluppare il tema dell'impegno dei cristiani per la trasformazione della società, all'interno di una visuale liberatrice, nella linea dei valori del Regno, partendo dall'opzione per i poveri.

I nuovi statuti dell'A.C. spagnola, approvati dall'episcopato sulla fine del 1967, non contribuirono a rasserenare il clima. Mancò il dialogo e la comprensione. Ci fu da una parte la tutela eccessiva della gerarchia, e dall'altra, l'ansia di autonomia del laicato. Così, s'indebolirono tutti i movimenti apostolici. Nel 1972, la XVII Assemblea Plenaria dell'Episcopato Spagnolo approvò gli Orientamenti pastorali sull'apostolato dei laici, con l'intento di ristabilire la fiducia perduta e iniziare una nuova fase dell'A.C. Questi Orientamenti furono completati da un documento intitolato L'apostolato dei laici in Spagna, edito nel 1974. In seguito, si lavorò per redigere alcune nuove basi dell'A.C. spagnola. In relazione col Sinodo dei Vescovi sui Laici, la Commissione Episcopale dell'apostolato dei laici ha pubblicato un documento dal titolo: Il laico nella Chiesa e nel mondo.

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Autore: C. Floristán
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)


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