Astinenza


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In generale, l'astinenza è la privazione volontaria di qualche tipo di cibo o bevanda, con finalità molto varie. Quando viene fatta con intento penitenziale, l'astinenza costituisce uno degli atti tipici di mortificazione della tradizione ascetica del cristianesimo, soprattutto l'astinenza da cibi a base di carne e di estratti di carne, mentre non è escluso l'uso di uova e di condimenti grassi. Questo tipo di astinenza è stato oggetto per molti secoli di una minuziosa regolamentazione canonica e liturgica. Questa, insieme alle regole sul digiuno, fu modificata per disposizione del Concilio Vaticano II. Secondo le prescrizioni dell'attuale CIC, contenute nei canoni 1249-1253 e valide per la Chiesa Latina, " si osservi l'astinenza dalle carni o da altro cibo, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, in tutti singoli i venerdì dell'anno...; l'astinenza e il digiuno, invece, il mercoledì delle Ceneri e il venerdì della Passione e Morte del Signore nostro Gesù Cristo " (c. 1251). " Alla legge dell'astinenza sono tenuti coloro che hanno compiuto il 14o anno di età; alla legge del digiuno, invece, tutti i maggiorenni fino al 60o anno iniziato "! (c. 1252). Da parte loro, le Conferenze Episcopali possono determinare con maggiori particolari l'osservanza del digiuno e dell'astinenza e possono indicare altre forme di penitenza, soprattutto opere di carità ed esercizi di pietà che sostituscano in tutto o in parte l'astinenza e il digiuno. L'obbligo dell'astinenza nei venerdì dell'anno obbedisce all'antichissima usanza di dedicare quel giorno della settimana al ricordo della passione e morte di Cristo. Lo stesso motivo spiega ovviamente l'astinenza del venerdì santo, mentre quella del mercoledì delle Ceneri si deve al fatto che quel giorno costituisce l'inizio del tempo penitenziale per eccellenza: la Quaresima. L'astinenza non va vista come una versione cristiana dei tabù religiosi alimentari: infatti, secondo il vangelo, sono " mondi tutti gli alimenti " (Mc 7,19). L'astinenza è un modo di esprimere lo spirito di penitenza e un'occasione per praticare la carità, secondo la massima patristica: " Ciò di cui ci si priva diventi cibo per il povero ".



Autore: J. Llopis
Fonte: Dizionario sintetico di pastorale (Casiano Floristan - Juan Josè Tamayo)