Weil Simone


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I. Vita e opere. Scrittrice e pensatrice francese, nasce a Parigi il 3 febbraio 1909. Ebrea di famiglia borghese, educata nell'agnosticismo, si dichiara nel 1938 cristiana, ma per solidarietà ai più poveri, gli increduli, quindi per vocazione, decide di non ricevere il battesimo. Secondo quanto afferma G. Hourdin,1 pare, però, che pochi giorni prima di morire si sia fatta battezzare da un'amica. Nel 1934-1935 insegna filosofia, ma lascia l'insegnamento per lavorare come operaia nelle officine Renault, per condividere, in fabbrica, la condizione degli operai. Nel 1936 combatte a fianco dei repubblicani spagnoli durante la guerra civile. Gracile, malaticcia, sofferente, muore consumata dalla tisi, a soli trentaquattro anni, nel 1943, ad Ashford, in Inghilterra.

Oltre agli articoli pubblicati su varie riviste durante la sua vita, i suoi scritti, per lo più appunti, lettere, pagine di diari e pensieri, sono stati editi postumi con i seguenti titoli: La connaissance surnaturelle (CS), Paris 1950; La condition ouvrière (CO), Paris 1951; Cahiers I (CI), Paris 19511, 19702, Lettre à un religieux (LR), Paris 1951; Cahiers II (CII), Paris 19531, 19722; Attente de Dieu (AD), Paris 1966; Intuitions pré-chrétiennes (IPG), Paris 1967; Pensées sans ordre concernent l'amour de Dieu (PSO), Paris 1962; La pesanteur et la grace (PG), Paris 1969; L'Enracinement (E), Paris 1970; Écrits de Londres (EL), Paris 1957 Ecrits historiques et politiques, Paris 1960.

II. Esperienza mistica. " Cristo è disceso e mi ha presa " (AD 45). W., agnostica, dopo l'esperienza spirituale del Portogallo (1936) e di Assisi (1937), da Solesmes (1938) in poi, " subisce " - passività mistica - la " costrizione ", l'" impresa " di Cristo che la incontra da " persona a persona " (AD 45), senza mediazione di uomini né di concetti né di sforzo ascetico (AD 36). Incontro assolutamente inatteso (AD 45) che ella vive come un essere " violata " (AD 155) e che è, in effetti, una reale esperienza mistica soprannaturale.

Il Cristo che l'ha incontrata è il Cristo crocifisso. " La croce produce su di me lo stesso effetto che su altri produce la risurrezione " (LR 58-59). La croce, per lei centro del cristianesimo, è suprema " contraddizione " (fondo ultimo della realtà e criterio di verità), " sventura " (storica e ontologica) e anche suprema " mediazione ". È distanza infinita tra Dio e Dio (AD 106) e vicinanza infinita. Cristo in croce è lo " sventurato ", contraddizione e mediazione vivente (PSO 114; 89; 120), e " mediazione tra Dio e Dio, tra Dio e uomo, tra uomo e uomo, tra uomo e cose, tra cose e cose " (IPG, 252; CII, 11ss.). La croce è, pertanto, " punto di intersezione tra questo mondo e l'altro " (E 238-239; PG 97-98), perciò luogo di mediazione ove gli estremi irriducibili s'incontrano e la contraddizione si risolve nella suprema armonia. È il dialogo tra Dio e Gesù (AD 103) regalato all'universo. " In principio era la mediazione ", commenta a proposito del prologo giovanneo. Perciò è rivelazione.

L'esperienza mistica di Cristo crocifisso le capovolge non la realtà, ma il punto di vista su di essa, perciò può affermare che la mistica fornisce la chiave di tutte le conoscenze (CS 43).

La " creazione " non manifesta l'onnipotenza di Dio, ma la sua " diminuzione ", perché dietro di essa, affidata dall'Amore al " caso " e alla " necessità " (CII 183-184), egli si ritira e si nasconde, permettendo così all'uomo di esistere e di esistere come un " io " libero. E già passione, svuotamento. Di lì Dio attende l'uomo.

Al movimento di " creazione " l'uomo risponde con la " de-creazione " (PG 41-47) che consiste nel passare dal creato nell'increato seguendo le tappe relative alla discesa di Dio: rinunzia alla forza, distacco, povertà, attenzione, desiderio, amore, morte. Se l'uomo acconsente alla morte, l'io scompare veramente e l'anima può dire: " Io sono Dio crocifisso " (PG 94; AD 62).

L'universo, infinitamente pieno di luce soprannaturale (CII 47) e di simboli, grida di essere letto diversamente (PG 135; 137; CO 356ss.). E un sacramento.

Anche la storia cammina verso Cristo che si è incarnato in tutti i popoli e personalmente in Galilea. Egli è il ponte tra le culture, le razze, le religioni, i tempi.

Nella vita sociale e politica la " forza " ha sradicato l'uomo. Occorre radicarlo di nuovo nella terra, nella famiglia, nella patria e nel soprannaturale (E 370). Il soprannaturale elimina la forza e fa nascere la " compassione ", virtù sociale per eccellenza. Le strutture sociali hanno il compito di sviluppare nell'uomo la facoltà del " consenso " che egli, da solo, eserciterà davanti al mistero. " La prova che uno ha incontrato Dio non sta nel modo di parlare di Dio, ma nel modo in cui parla delle cose terrene " (CS 96).

W. rinunziò alla cattedra di filosofia, si fece operaia e contadina, visse tra digiuni, preghiere e lotte per i poveri, cercando e ricreando le relazioni perdute e attendendo Dio e la morte (CS 257; EL 34; 214; 185-200); e di fatto morì, vivendo la morte mistica, sola, in terra straniera, consumata dal fuoco interiore.

Per la serietà della vita e la ricerca dell'Assoluto, ella è una testimone che ha vissuto in anticipo l'angoscia dei tempi nuovi e ha aperto serie speranze perché si ricucino i tempi e si creino ponti tra i diversi e specialmente tra il naturale e il soprannaturale. Per questo motivo, si propone come esempio di speranza combattiva e di mistica rassegnazione al mistero del dolore necessario, insito in ogni creatura umana.

Note: 1 G. Hourdin, Simone Weil, Paris 1989, 223ss.

Bibl. Opere: Oeuvres complètes, 7 voll. annunciati (sono apparsi solo i voll. I e II), Paris 1950-51. In italiano le opere di Simone Weil sono in corso di pubblicazione per i tipi della editrice Adelphi: sono già apparsi i Quaderni (voll. 4) ed altre opere. Studi: F. Castellana, Simone Weil, la discesa di Dio, Napoli 1985, con vasta bibliografia; A.A. Devaux, s.v., in DSAM XVI, 1346-1355; G.P. Di Nicola - A. Danese, Simone Weil. Abitare la contraddizione, Roma 1991; G. Fiori, Simone Weil. Une femme absolue, Paris 1987; G. Hourdin, Simone Weil, Paris 1989; G. Kahn (cura di), Simone Weil: philosophe, historienne et mystique. Paris 1978; I. Kælin, L'expérience mystique de Simone Weil et la foi théologale, in Aa.Vv., Réponse aux quéstiones de S. Weil, Paris 1964; G. Kempher La philosophie mystique de S. Weil, Paris 1978; S. Pétrement, La vie de Simone Weil, Paris 1973; E. Salmann, s.v., in WMy, 517-518.




Autore: F. Castellana
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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