Veronica Giuliani (Santa)


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I. Cenni biografici e scritti. Il 27 dicembre 1660, in casa Giuliani, a Mercatello sul Metauro nell'entroterra pesarese, nasce la settima figlia, che nel battesimo riceve il nome di Orsola. Due sorelle non sopravvivono; anche la mamma ben presto lascia la famiglia, ma prima della morte affida le figlie alle cinque piaghe del Signore. A Orsola, che ha appena sette anni, tocca in sorte quella del costato, e questo diventa quasi un segno profetico per quella che sarà poi tutta la sua vita.

A diciassette anni Orsola, che è una ragazza vivace, espansiva e molto corteggiata, vince le ultime resistenze del padre ed entra nel monastero delle clarisse cappuccine a Città di Castello e qui assume il nome di Veronica. Di giorno in giorno crescerà nell'essere come la donna che, non riportata nei Vangeli ma viva nella tradizione, durante il viaggio al Calvario si avvicina a Gesù per confortarlo nell'asciugargli il Volto coperto di sangue, sputi e polvere, coperto delle ferite che sfigurano la bellezza della creatura fatta a " immagine e somiglianza di Dio ". Per V. non ci sarà impresso il Volto su un candido lino, ma lei stessa assumerà i tratti di " vera icona " di Gesù.

Tutta la vita di V., che si chiuderà il 9 luglio 1727 a Città di Castello, sarà un crescere nell'assimilazione, non alla croce, ma al Crocifisso, a Colui che è andato sulla croce e che, risorto, è il vivente per sempre e per il quale non è assurdo giocare tutta la propria vita.

Per conoscere e penetrare nell'esperienza mistica di V., la strada più semplice e sicura è andare direttamente ai suoi scritti: alle circa ventiduemila pagine del suo Diario, scritto giorno per giorno a partire dal 1693, alle Relazioni autobiografiche, alle Lettere e alle Poesie, accessibili in edizioni complete e in estratti.

II. Esperienza mistica. V. risente logicamente dell'ambiente in cui nasce e vive, della sua famiglia, della formazione e spiritualità dei confessori e direttori spirituali, della storia civile ed ecclesiastica del suo secolo, dei fenomeni del giansenismo e del quietismo, dei libri che legge: ma tutto questo è solo il paesaggio, il luogo, lo sfondo in cui avviene l'incontro: l'incontro che dà senso alla sua vita, dove importante è solo la persona amata. Si scopre in V. una donna innamorata che si lascia " condizionare " solo dallo Sposo, Gesù, il Crocifisso risorto. E docile ai direttori spirituali che, tra l'altro, le impongono di scrivere il diario e le memorie autobiografiche; è sottomessa alle autorità ecclesiastiche, alle sue superiore, alle monache consorelle, ma... non ne è mai succube, accetta anche le ingiustizie, ciò che con ragionamento, secondo la mentalità del mondo, è controsenso, non per debolezza o incapacità di reazione: basterebbero alcune frasi del Diario a dimostrarci il contrario. Ad esempio, quando è tormentata da una connovizia, scrive: " ...Mi sentivo crepare lo stomaco dalla violenza... " o " nel mio interno quanto contrastavo per vincermi... ", ma perché il suo cuore possiede il Tesoro unico, è in comunione con lui ed è da lui posseduta.

Gesù, suo Maestro e Sposo, le parla in modo straordinario, spesso con segni particolari, ma è fondamentale cogliere come questi modi straordinari scaturiscano dall'ordinario contatto quotidiano con la Parola di Dio attraverso i salmi e le letture della liturgia quotidiana, da come si snoda il mistero di Cristo nell'anno liturgico, da quella preghiera vitale continuata anche fuori dal coro nelle occupazioni quotidiane, dai sacramenti, in particolare dalla confessione e in modo eminente dall'Eucaristia a cui, secondo l'usanza del tempo, non poteva partecipare ogni giorno, ma che desiderava sempre ardentemente.

Questo permette di scoprire sempre più una V. incentrata nel mistero pasquale, nel vivere in pienezza l'iniziazione cristiana che si può riassumere nel paolino: " Non sono più io che vivo è Cristo che vive in me " (cf Gal 2,20); anche il suo " patire " e " gioire nel patire " e " voler patire ", non esprimono masochismo, ma semplicemente un essere una " sola cosa " con il Signore Gesù, " carne della sua carne, osso delle sue ossa ". Si comprende così che il " matrimonio mistico " non è un qualche cosa di aereo, ma entra nella concretezza feconda della vita.

Attraverso le pagine del Diario si scopre come, proprio perché tutta dello Sposo Gesù, V. sia la " donna per gli altri ", la missionaria, la riparatrice o come ella si definisce la " mezzana ", colei che si mette in mezzo, che sta sulla porta, perché chi arriva lì non vada alla perdizione, ma riceva la " buona notizia " della salvezza. Le mura della clausura non costituiscono impedimento per sentire i palpiti del mondo con tutti i suoi problemi e affanni e donarsi a quanti vivono, operano, soffrono. Nella pratica del suo agire per gli altri dimostra come il " cuore non tolleri clausure ", ma si allarghi e spazi negli orizzonti stessi di Dio per essere come lui misericordiosi.

Voler portare nel proprio corpo le " stimmate ", la passione di Gesù non è un anacronismo, un fenomeno strano, ma è aver capito come " Gesù si sia caricato di tutti i nostri mali "; e allora chi, come lei e come dovrebbe essere di ogni battezzato, vive in Cristo, in forza dell'iniziazione cristiana, si fa carico di tutte le ferite dell'umanità (anche se non le vede con gli occhi di carne sul proprio corpo...) e si presenta al Padre, come Gesù, nella veste del Servo sofferente dalle cui piaghe tutti sono guariti. Si può dire che la caratteristica nota cristiana della " passione " di V. sia quella del volto gioioso, del calore umano e della misericordia verso il prossimo, della serenità profonda di chi sa con certezza che Gesù è il risorto, è il vivente che non muore più.

Accostarsi a V. è, in fondo, vederla come la discepola che in tutto segue la sorte del Maestro: importante è questo annuncio di sequela del Maestro con cuore da innamorata, e può capirla solo chi è in questa sintonia. I modi concreti di manifestazione di questo incontro sono poi diversi per ogni persona.

Una chiave particolare per comprendere l'esperienza mistica di V. è quanto dice a proposito dell'Eucaristia, una vera esperienza di contatto col fuoco dello Spirito, di quel " carbone acceso " che entra in noi quando ci accostiamo alla mensa eucaristica, che ci " trasfigura " e ci rende come Gesù, il Figlio diletto, offerta gradita al Padre nello Spirito. L'esperienza eucaristica comunicata da V. manifesta una sintonia formidabile con sublimi testi di omelie e inni di grandi Padri orientali. Leggiamo ad esempio: " Mi sentii tutta ardente; abbruciavo e non vedevo fuoco, sentivo come consumarmi, e non sapevo come. Tutto ciò mi staccava da tutto: davami solo brama di amare Iddio. Altro non mi ricordo che io andassi dicendo se non che queste precise parole: o Amore, o Amore! e più volte replicavo: o Amore! "

Tutto ciò permette di definire la sua esperienza interiore come mistica della riparazione, attraverso cui ella si offre a Dio come vittima di espiazione per la salvezza degli uomini.

Non va dimenticata la familiarità con gli abitanti della Gerusalemme del cielo e in particolare con Maria, che si rivela come compagna di viaggio, consigliera, stimolo e modello nell'accogliere Gesù, soprattutto nel momento della sua " Ora ", e vivere di lui, per lui e con lui e giungere all'immersione nella lode della Trinità.

Una prova della solidità del cammino e della vita mistica di V. è data anche dagli attacchi del maligno che abilmente s'infiltra, ma che " nel Nome di Gesù ", nella ricerca costante del " progetto di Dio ", viene smascherato e messo in fuga.

Bibl. Su Veronica Giuliani esiste una produzione immensa di scritti, dalle biografie che si sono succedute a partire dal 1776 fino ai nostri giorni, agli studi su vari temi e tappe della sua esperienza mistica. Due biografie, tra le ultime, si presentano fresche nel linguaggio, capaci di rendere attuale e viva oggi questa figura di donna " cristiana " nel senso pieno della parola: Fernando da Riese Pio X, Santa Veronica Giuliani, Padova 1985, con tavole fuori testo, ricca e aggiornata bibliografia; R. Bistoni, Santa Veronica Giuliani, Perugia 1995. Lexicon cappuccinum, Roma 1951, 1801-1803; Felix a Mareto, Bibliographia vitae et operum sanctae Veronicae Giuliani, in Collectanea Franciscana, 31 (1961), 463-555. Studi: M. Baldini (cura di), Veronica Giuliani " Sola con Dio solo... Pensieri mistici, Roma 1992; G. Barone, s.v., in WMy, 511; F. Campanile, Bibliografia analitica generale su Veronica Giuliani, Messina 1986; Felice da Mareto, s.v., in BS XII, 1050-1056; C. Gatti, Gli scritti di santa Veronica Giuliani: il dramma di un'anima religiosa, in Giornale storico della Letteratura Italiana, 72 (1922), 161-212; L. Iriarte, s.v., in DSAM XVI, 473-483; Id., Santa Veronica Giuliani. Experiencia y doctrina mística, Madrid 1991; C. Lucchetti, Itinerario mistico di santa Veronica Giuliani, Siena 1983; Id., Ascesa spirituale e misticismo di santa Veronica Giuliani. Dagli inizi all'unione trasformante, Città di Castello (PG) 1983; Metodio da Nembro, s.v., in DES III, 2630-2633; Id., Misticismo e missione di santa Veronica Giuliani, Milano 1962; R. Piccinelli, La teologia della croce nell'esperienza mistica di S. Veronica Giuliani, Assisi (PG) 1988; L. Radi, S. Veronica Giuliani e la mistica dell'espiazione, Assisi (PG) 1997.




Autore: G. Oberto
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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