Veglia prolungata


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I. Nozione. Usiamo il termine nel senso comune di stare svegli e non in quello metaforico o liturgico; nemmeno vogliamo intendere l'assenza di sonno.

Fuori della patologia, la v., o privazione prolungata del sonno, può derivare da cause ascetiche o da cause mistiche.

II. Sul piano spirituale. L'aspetto ascetico si verifica in persone così impegnate nella disciplina interiore da raggiungere una profonda unificazione e pace. Si riscontra pure in chi è dotato di struttura psicofisica eccezionale, con superiori capacità di concentrazione. Anche un buon autocontrollo può, all'occorrenza, giustificare la v. Tale persona riesce a imporre al proprio organismo una particolare intensità di riposo con conseguenti ritmi veloci di recupero delle energie. Anche una malattia fisica o stati emozionali o disposizioni naturali possono provocare " veglie " che si protraggono per più mesi.1

Ma il fatto che situazioni del genere si verifichino anche in soggetti carenti di significativi rapporti con Dio e di scarsa o nessuna vita religiosa, dice che esse, di per sé, non hanno alcuna valenza mistica.

Questa, invece, deriva dalla comunicazione delle " grandezze di Dio " e dal suo desiderio: " Passai senza sonno le notti, simile al passero solitario sui tetti ".2 L'amore-desiderio tiene desta la persona in effusioni rigeneranti che producono un profondo riposo affettivo.3 Tuttavia, su di una natura umana non ancora pienamente disposta ad accoglierlo, l'amore esercita violenza, l'affatica e logora.4 Per tale motivo la " veglia " non può protrarsi troppo a lungo.

III. Discernimento del fenomeno. Pur non sottovalutando l'ambiguità del fenomeno per la carenza di elementi che ne possano far discernere le cause naturali e quelle soprannaturali, sembra opportuno ricordare che, di solito, nella contemplazione infusa mistica transitoria i sensi sono sospesi e che ogni fenomeno mistico trova il suo riscontro autentico in una crescita della carità e in una testimonianza escatologica che presuppone la vita nello spirito.

Note: 1 N. Irala, Il controllo del cervello, Roma 1971, 157; 2 Teresa d'Avila, Vita, 20,10; 3 Id., Fondazioni, 2,4; 1,8; Lettera del giugno 1570, 3: attende con desiderio il riposo notturno per starsene in intimità con Gesù nella solitudine. Lettera del 10 febbraio 1577, 8: non riesce a dormire nonostante faccia ogni sforzo possibile; 4 Giovanni della Croce, Cantico spirituale, 39,14.

Bibl. J. Aumann, Teologia spirituale, Roma 1991, 511-512; A. Farges, Les phénomènes mystiques, II, Paris 1923, 308-309; N. Irala, Il controllo del cervello, Roma 1971, 157; I. Rodríguez, s.v., in DES III, 2614; A. Royo Marin, Teologia della perfezione cristiana, Roma 19656, 1107-1109.




Autore: C. Zorzin
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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