Van Der Meer De Walchren Pieter


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I. Vita e opere. Nasce nel 1880 in Olanda da una famiglia protestante liberale. Diventa presto con-fondatore di un'associazione di studenti marxisti. Si laurea in filosofía e in lettere e diventa giornalista. Incontra Christine, giovane pittrice belga, di famiglia cattolica anticlericale. Tutti e due sono agnostici. Si sposano a Bruxelles e nasce il primo figlio. Sono felici. Amano viaggiare. Il loro mondo? Pittori, romanzieri, musicisti, filosofi e poeti. Tutti e due sono innamorati dell'arte. Tutti e due inquieti: cercano disperatamente un senso da dare alla loro vita. Si trasferiscono a Parigi. La loro felicità non li soddisfa pienamente. Sentono di essere fatti per qualcosa di più grande. L'idea che il loro amore umano possa avere fine è per loro intollerabile. " Abbiamo vissuto, Christine ed io, ore di angoscia estrema pensando che solo l'assurdo poteva essere il fondamento dell'esistenza. Ma allora, che ne sarà del nostro amore? Il vero amore umano non sopporta nessun limite, nessuna misura. L'amore esige tutto, vuole l'infinito... ".

Anche Christine ha fame di verità: " Siamo due esseri sperduti nell'immensità... Viviamo, sì, io non so scrutare l'abisso di questa parola: vivere... Vivere, perché? ".

Sarà la sincerità del loro amore ad incamminarli verso Dio. Bussano alla porta di Léon Bloy e rimangono sconvolti dalla sua fede virile e dal suo ideale di santità. " Amico mio - dice l'anziano scrittore cattolico - voi siete nell'errore perché non siete nella Chiesa ". Consiglia loro di leggere alcune biografie di mistici. Un anno dopo, Pieter e il figlio Pieterk chiedono il battesimo. Christine ritrova la fede della sua infanzia e tutti e tre imboccano un cammino di fede che, a mano a mano, li porta ad un'autentica vita mistica.

Il culto della grazia, quindi, dell'inabitazione della Trinità nell'anima unita a Dio, fa da fondamento a tutta la loro vita di laici cristiani. " Quanto è bella la nostra vita, meravigliosamente condotta dall'infinita tenerezza di Dio! ". Ed ancora: " Quando si vive con Dio e quando la Trinità divina vive in noi, allora si vive in comunione con tutti gli uomini e con la creazione intera ". " La nostra vita è per noi uno stupore continuo ". Sorge allora in Pieter il desiderio di farsi portatore " della nostalgia di Dio " nel cuore degli uomini.

Brillante e ricercato oratore, scrittore molto apprezzato nel mondo cattolico, ed anche fuori, pubblica ventotto libri. I più conosciuti sono: Giornale di un convertito, Dio e gli uomini, Il paradiso bianco, Incontri, La terra e il Regno, La verità vi renderà liberi, Uomini e Dio.

II. Esperienza mistica. La vita di questi due sposi convertiti è piena della presenza di Dio, perciò è così spiritualmente feconda. Essi incontrano Dio nella preghiera e nella contemplazione, nel dovere di stato e nell'arte, nelle gioie e nei dolori. " Il nostro rapporto con Dio, ecco la sola cosa che importa veramente! Siamo profondamente felici! " E Pieter confida: " Adesso Christine ed io sappiamo per esperienza che il prodigio dell'amore non consiste nell'amare, ma nell'essere amato, nell'essere amabile. Ed è vero non solo per l'amore degli uomini tra di loro, ma anche - e in un senso assoluto - per l'amore di Dio... Mistero formidabile: essere amato da Dio! ".

Conoscono la straziante prova del distacco: Jean-François, il beniamino, e Pieterk, religioso benedettino, muoiono all'improvviso. Anne Marie, l'unica figlia, entra nell'abbazia di Oosterhaut (Paesi Bassi). Pieter e Christine hanno ricevuto molto da Dio e gli hanno dato molto. Decidono, ora, di dargli tutto, cioè di fare il sacrificio della loro vita comune, della loro " beata vita di perfetta pienezza ". Sacrificio eroico, non capito da tutti. La prospettiva di un tale distacco è per loro straziante. Pregano. Insieme recitano il Magnificat. Distribuiscono i loro beni, salutano gli amici sconvolti. Pieter accompagna la sua Christine fino alla clausura dell'abbazia di Solesmes (Francia), poi se ne va, solo, all'abbazia di San Paolo a Oosterhaut. Dopo un anno e mezzo di noviziato, vissuto con un fervore spirituale ammirabile, ma anche con una profonda sofferenza umana, i superiori decidono: " Siete fatti per vivere insieme. Il vostro posto è nel mondo. Ritornate l'uno vicino all'altro ".

Si ritrovano a Parigi, a casa degli amici Maritain. Ricostruiscono il loro focolare. Pieter riprende il suo posto presso l'editrice Desclée de Brouwer. La vita in comune ricomincia nella semplicità e nella gioia. Christine riprende a coltivare fiori e a ricamare. Pieter scrive e fa conferenze. " Gioiamo di quella solitudine a due, piena della presenza di Dio... Ci sforziamo di non lasciarlo mai solo. Siamo profondamente felici ", confida Christine.

Il segreto della loro sovrumana felicità è scoprire e amare la mano di Dio che dirige tutto e tutti. E ciò è loro possibile perché, da autentici mistici, sanno coltivare e contemplare la presenza di Dio nelle profondità della loro anima.

Alla morte di Christine (1953), Pieter ritorna all'abbazia di Oosterhaut ove è ordinato sacerdote nel 1956. E comincia per lui un nuovo e lungo periodo di contemplazione e di intenso apostolato. Muore nel 1970.

Bibl. R. Maritain, I grandi amici, Milano 19825. T.H-M. Van Schaik, s.v., in DSAM XVI, 241-245.




Autore: M.T. Huber
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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