Ugo di San Vittore


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I. Vita e opere. U. di San Vittore nasce probabilmente in Sassonia, nel 1100 ca. Certamente fa parte della comunità, recentemente fondata, dei canonici regolari di San Vittore di Parigi nel 1115 ca. Vive e insegna lì fino al 1141, anno della sua morte. E uno scrittore fecondo; molte delle sue opere sono ampiamente lette lungo tutto il Medioevo. E uno scrittore chiaro e raffinato, produce commenti biblici; importante è Il Didascalicon, una guida che prepara alla lettura della Bibbia; un commento sulla Gerarchia celeste di Dionigi Areopagita (PL 175.923A-1154C) e una importantissima summa teologica intitolata: De sacramentis, le cui due parti sono dedicate rispettivamente a due grandi opere di Dio, la creazione e la redenzione.

U. scrive anche un consistente numero di trattati spirituali.

II. Dottrina. In uno di questi trattati, il Soliloquium de arra animae, scritto alla fine della sua vita, descrive esperienze mistiche in termini che appaiono autobiografici: " Che cos'è questa dolcezza che spesso mi commuove quando penso a lui? Mi tocca così fortemente, persino soavemente, che mi sento totalmente tirato fuori da me stesso (abalienari)... Tutta la miseria dei dispiaceri del passato è dimenticata, il mio spirito esulta, le mie conoscenze crescono chiaramente, il mio cuore è illuminato, i miei desideri sono soddisfatti. Contemplo me stesso da qualche parte (non so dove); e stringo qualcosa nel mio animo in un abbraccio d'amore... Vorrei rimanere in questo stato per sempre. Che sia questo il mio amato? " (PL 176, 970 AB). Tale passo è tipico dell'uso del suo vocabolario tradizionale e dell'enfasi posta sulla presenza sia della comprensione che dell'amore nei momenti più intensi dell'esperienza mistica.

L'itinerario di tale esperienza attraversa un cammino d'amore che U. celebra in alcune brevi opere (per esempio, De laude caritatis: PL 176, 969D). La sua teologia dell'amore è fortemente influenzata da s. Agostino. L'amore è nutrito dalla lectio divina e da altri esercizi spirituali come la Meditatio et oratio. La meditazione è uno sforzo per comprendere e giungere alla contemplazione di un dato oggetto; la preghiera (oratio) è, nell'essenza, un atto di accorata devozione (devotio) (cf De virtute orandi: PL 176, 977A-988A). Nelle sue Omelie sull'Ecclesiaste, U. distingue tra cogitatio, meditatio e contemplatio. Quest'ultima è descritta come " la vigilanza della mente che trova tutto chiaro, lo afferra chiaramente con intera comprensione ". La contemplazione dei principianti si focalizza sulle creature; la maturità eleva la loro contemplazione al Creatore. Nel più alto stadio della contemplazione, " quando la verità è completamente svelata e la carità è perfetta, solo una cosa è cercata; nel puro fuoco dell'amore, nella più alta pace e beatitudine, l'anima è soavemente respinta. Poi, con tutto il cuore si volge al fuoco dell'amore, dove Dio è percepito come il tutto in tutto. E accolto con un amore così profondo che, vicino a lui, niente è lasciato al cuore umano, nulla perfino di se stesso " (PL 175, 116-118). Nel De arca Noe (PL=De arca Noe morali) e nel Libellus de formatione arche (PL=De arca Noe mystica) che è in appendice ad esso, l'arca è una specie di immagine mandala che aiuta a focalizzare la mente su Cristo, l'epicentro della salvezza. Questi trattati rendono chiaro che la via solita all'esperienza mistica include il mettere ordine nell'amore di sé coltivando le virtù e giungendo così al punto in cui si è un solo Spirito con Dio. Nel De arca Noe, U. adopera una metafora singolare per indicare questo processo di graduale purificazione e interiorizzazione. L'anima si trova spezzata e dispersa. I pezzi sono riuniti e fusi nel fuoco, finché diventano metallo fuso. L'anima è, dunque, coniata nuovamente e sigillata con l'immagine di Cristo (Libellus: PL 176. 697 AB).

Bibl. Opere: sono contenute in PL 175-177 (in 177 sono quasi tutte spurie); R. Baron (ed.), Six opuscules spirituels; V. Liccaro (cura di), Didascalicon, Milano 1987; P. Sicard (ed.), De archa Noe e il Libellus de formatione arche, (CCCM 161, Turnhout, Brepols) è il primo volume di una nuova edizione delle opere complete di Ugo. Studi: R. Baron, s.v., in DSAM VII1, 901-939; Id., Science et sagesse chez Hugues de Saint-Victor, Paris 1957; G. Dumeige, s.v., in DES III, 2567-2570; G. Evans, Hugh of Saint-Victor on History and the Meaning of Thing, in Studia Monastica, 25 (1983), 223-234; J.P. Kleinz, The Theory of Knowledge of Hugh of Saint-Victor, Washington 1944; J. Lanczkowski, s.v., in WMy, 240-241; E. Liccaro, Studi sulla visione del mondo di Ugo di San Vittore, Trieste 1970; L. Ott, Untersuchungen zur theologischen Briefliteratur der Frühscholastik, Münster 1937; J. Pedersen, La recherche de la sagesse d'après Hugues de Saint-Victor, in Classica et Medievalia, 16 (1955), 92-133; A. Piazzoni, Il " De unione spiritus et corporis " di Ugo di San Vittore, in Studi Medievali, 21 (1980), 861-888; H. Platelle, s.v., in BS XII, 775-777; P. Sicard, Diagrammes médievaux et exégèse visuelle. Le libellus de formatione arche de Hugues de Saint-Victor, Turnhout 1994 (contiene un'ampia bibliografia); F. Vernet, s.v., in DTC VII, 240-308; G.A. Zinn, De gradibus ascensionum. The Stages of Contemplative Ascent in Two Treatises on Noah's Ark of Hugh of St. Victor, in Studies in Medieval Culture, V, J.R. Sommerfeldt ed., Kalamazoo 1975, 61-80; Id., Mandala Symbolism and the Use in the Mysticism of Hugh of Saint-Victor, in History of Religions, 12 (1973), 317-341.



Autore: H. Feiss
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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