Tommaso d'Aquino (Santo)


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I. Cenni biografici. Tommaso d'Aquino nasce nel 1225 nel Castello di Roccasecca (oggi provincia di Frosinone). Inizia gli studi presso i monaci di Montecassino e li prosegue all'Università di Napoli. Nel 1244 entra nell'Ordine domenicano e prosegue gli studi teologici sotto la guida di Alberto Magno. A Parigi consegue il dottorato in teologia il 15 agosto 1257, contemporaneamente a s. Bonaventura. Da quel momento in poi si dedica fino alla morte, avvenuta nel 1274, all'insegnamento della teologia.

L'origine delle sue personali esperienze mistiche va fatta risalire al periodo di circa trent'anni che T. trascorre nell'ambito della comunità domenicana, a partire dal 1244. Le parole pronunciate da T. prima di ricevere la santa Eucaristia per l'ultima volta rivelano il suo grande amore per Gesù Cristo: " Ricevo te che sei il prezzo della mia redenzione e il nutrimento per il mio ultimo viaggio. Te io ho amato, per te ho studiato, vegliato e lottato; te, o Gesù, ho predicato e insegnato ".1

Anche se concetti, come " esperienza religiosa " e " comunità ", messi in particolare evidenza dai moderni autori di mistica, non sono i concetti-chiave nelle opere di T., sia gli scritti teologici che quelli filosofici offrono una documentazione assai ricca sull'esperienza umana trascendente e sulla stretta unione del santo con Dio. L'insegnamento mistico di T., che si evince dalle sue opere, si configura secondo una triplice suddivisione: 1. la mistica dell'essere; 2. la mistica delle nozze; 3. la mistica della conoscenza.

II. Mistica dell'Essere. Secondo il teologo tedesco contemporaneo J. Pieper, un appellativo adeguato per l'Aquinate avrebbe dovuto essere " frate Tommaso della creazione ". Secondo quanto riferito dallo stesso T., tutte le sue azioni sono improntate ad un amore senza riserve per il Figlio di Dio fatto uomo. La sovrabbondante ricchezza del Cristo lo spinse sempre a trarre fuori tutte le varie implicanze teologiche delle parole di s. Paolo ai Romani, dove si dice: " Infatti, dalla creazione del mondo in poi, le sue perfezioni invisibili possono essere contemplate con l'intelletto nelle opere da lui compiute, come la sua eterna potenza e divinità " (1,20). La fede cattolica insegna che l'ordine vigente nel creato costituisce una testimonianza dell'esistenza di Dio, l'Essere che oltrepassa tutto ciò che è finito e contingente (cf DV 3). Per T. l'esperienza trascendente dell'uomo si basa sulle relazioni casuali che legano la creatura al suo Creatore. Facendo ricorso alla distinzione reale, che si trova nelle creature, tra identità specifica (essentia) ed esistenza fattuale (esse), T. esclude ogni forma di panteismo o panenteismo. Descrive l'ordine che c'è tra le creature dotate d'intelletto e Dio: su tale ordine si fonda quel principio di giustizia per cui gli esseri umani, che vogliono obbedire ai dettami della religione, devono guardare con riverenza e sottomissione al Dio totalmente trascendente. Naturalmente, il riconoscere che la virtù religiosa si può acquisire non pregiudica per nulla il fatto che l'unico culto perfetto sia quello rivelato da Cristo e praticato nell'ambito della Chiesa tramite la fede e i sacramenti. A fondamento di tutta la mistica dell'Essere, T. pone la valutazione positiva del creato in quanto punto di partenza di una conoscenza per analogia dell'ordine soprannaturale. Di tale mistica, lo studioso più celebre rimane tuttora il domenicano tedesco Eckhart che nella predicazione e negli scritti spirituali riprese, ampliandolo, questo tema metafisico.

III. Mistica nuziale. A buon diritto l'Aquinate avrebbe potuto essere soprannominato anche " frate Tommaso dell'Incarnazione ", in quanto il suo discorso sulla metafisica dell'Incarnazione, commento agli scritti relativi alla divinità di Cristo, si situa tra le riflessioni cristologiche più elevate. E nell'unione ipostatica che T. colloca il momento più alto dell'alleanza tra Dio e l'uomo. La natura umana si unisce nel Logos (il Figlio) con quella divina, senza che nessuna delle due si mescoli o si frantumi. Alla stregua delle primitive nozze tra il Creatore e l'umanità, l'Incarnazione rende possibile la relazione personale tra Dio e l'essere umano. Solo nel Figlio fatto uomo ogni appartenente alla stirpe umana diviene figlio adottivo di Dio. La mistica nuziale pone l'accento su questo intimo legame con il divino, che la missione di Cristo ha reso possibile per ogni uomo. Così, se l'essere umano in generale si avvicina al Creatore in spirito di riverenza e sottomissione, soltanto i figli in Cristo possono rivolgersi a lui chiamandolo familiarmente " Abbà, Padre ". Tutte le chiarificazioni che T. fornisce riguardo alla persona e alla vita del Cristo, alla sua morte salvifica, alla verginità di Maria, alla Chiesa come Corpo mistico e ai sacramenti contribuiscono ad illustrare questa forma privilegiata di comunione con Dio, ed il suo processo di sviluppo nel credente. Come sappiamo anche dall'ultima preghiera pronunciata da T. sul letto di morte, è soprattutto nell'Eucaristia che si concretizza questa forma di misticismo basata sull'Incarnazione. Nel momento della santa Comunione, infatti, avviene l'unione effettiva del cristiano con Cristo presente nei segni sacramentali del pane e del vino. Una efficace rappresentazione di questo misticismo è fornita da Caterina da Siena, che all'atto della Comunione riceve il mistico anello, simbolo della particolare unione spirituale che la santa instaura con il Cristo. La sua difesa incrollabile del Corpo mistico di Cristo evidenzia, inoltre, l'aspetto ecclesiale della communio che T. pone alla base di tutto il misticismo cristiano.

IV. Mistica della conoscenza. Per T., la fede in quanto virtù teologale è innanzitutto, una perfezione della mente umana. Con l'intervento della grazia, Dio induce la volontà dell'uomo ad accettare verità che oltrepassano le facoltà intellettive, il cui garante e la cui fonte è solo Dio. Ma anche la fede, da un punto di vista teologico, può instaurare un'unione tra Dio e l'uomo. In una breve opera dal titolo Expositio primae decretalis ad Archidiaconum Tudertinum, si trova la citazione biblica " ti fidanzerò con me nella fedeltà " (Os 2,22), che sottolinea la dimensione mistica della fede cristiana. Per T., questa non soltanto porta l'uomo ad una percezione cognitiva della verità rivelata, ma anche all'esperienza autentica delle Persone divine che tali verità rappresentano. La trasformazione dell'intelletto che la fede opera è l'inizio della vita nuova che la carità instaura nella persona. E quest'ultima a far sì che nella bontà divina l'uomo si volga ad amare Dio raggiungendo la perfezione terrena in quella percezione affettiva del Padre che T. definisce " contemplazione ". La preghiera contemplativa forma effettivamente parte dell'ordinaria dinamica della mistica cristiana. Lo spiritualismo elitario tipico di certi mistici europei del sec. XVII, come il sacerdote spagnolo Miguel Molinos e la mistica francese M.me Guyon, non può non trovare le sue fonti nelle opere di T. Diversamente, come appare chiaro dal suo insegnamento riguardo ai doni dello Spirito Santo, la vita teologale basata su fede e carità sviluppa, al contrario, una connaturalità che diviene poi abituale; esso rende, inoltre, l'esperienza della divinità un fatto relativamente agevole e fonte di grande gioia, come illustrato impeccabilmente, appunto, nella mistica della conoscenza. Nel 1273, poco prima di morire, T. avverte un senso di vuoto nella sua pur vasta produzione letteraria e confessa al suo segretario: " Non posso più scrivere perché tutto quello che ho scritto è soltanto una pagliuzza paragonato a ciò che ho visto ".2

E forse proprio dalla biografia dell'Aquinate più che dalle opere sulla vita cristiana, che si evince chiaramente la sua personale esperienza mistica.

Note: 1 Processus Canonizationis in Fontes Vitae S. Thomae Aquinatis notis historicis et criticis illustrati, ed. D. Prümmer et M.-H. Laurent, Toulouse, [s.d.], 80, 379; 2 Processus Canonizationis..., o.c., 79, 376-77.

Bibl. Fonti: Fontes vitae S. Thomae Aquinatis notis historicis et criticis illustrati, D. Prümmer - M.H. Laurent (edd.), Tolosa, [s.d.], contiene il processo di canonizzazione svoltosi a Napoli; Tommaso d'Aquino, Fede e Opere. Testi ascetici e mistici, a cura di E.M. Sonzini, Roma 1981. Studi: G. Bedouelle, Ad immagine di san Domenico, Milano 1994; M. Caprioli, s.v., in DES III, 2526-2535; R. Garrigou-Lagrange, Contemplation. École dominicaine, in DSAM II, 2067-2080; Id., Perfezione e contemplazione, Torino 1933; J. Pieper, Philosofia negativa, Zwei Versuche über Thomas von Aquin, Münich 1953; W.A. Principe, Thomas Aquinas's Spirituality, Toronto 1984; R. Roy, Lumière et sagesse. La grâce mystique dans la théologie de saint Thomas d'Aquin, Montréal 1948; E. Salman s.v., in WMy, 493-494; J.P. Torrell, Thomas d'Aquin, in DSAM XV, 718-773; Id., Initiation saint Thomas d'Aquin, Paris-Fribourg 1993; G. Turbessi, La vita contemplativa. Dottrina tomistica e sua relazione alle fonti, Roma 1944; F. Vandenbroucke, Notes sur la théologie mystique de saint Thomas d'Aquin, in Ephemerides Theologicae Lovanienses, 27 (1951), 483-492.




Autore: R. Cessario
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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