Tersteegen Gerhard


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I. Vita e opere. T. nasce il 25 gennaio 1697 a Moers, cittadina del basso Reno. Giovane apprendista del mestiere del padre commerciante, si converte a un'intensa vita di pietà. Dopo cinque anni di vita solitaria e di estrema povertà, sperimenta la sua " seconda conversione ", sigillandola, il 13 aprile 1724, la sera del giovedì santo, con il proprio sangue. Con la lettera a Gesù, suo Sposo di sangue, scritta per consegnarsi incondizionatamente alla sua divina volontà, T. si pone nella lunga tradizione monastica medievale, ma s'inserisce, sebbene protestante, nella corrente cristocentrica post-tridentina della Chiesa cattolica.

T. continua a guadagnarsi la vita come povero tessitore di nastri di seta, vivendo in fraterna compagnia con Heinrich Sommer ( 1780 ca.), fino alla morte, avvenuta il 3 aprile 1769. Nei circoli dei pietisti, guidato da Wilhelm Hoffmann ( 1746), matura in lui la vocazione ad essere pastore d'anime. E ovunque ammirato per la sua feconda predicazione. In colloqui e in numerose lettere attualizza il suo compito di consigliere ricercato. Nel 1727 fonda una comunità di fratelli che scelgono di vivere in castità, povertà e obbedienza. Riassumendo le regole monastiche compone per loro una Forma vitae, basata su pratiche ascetiche, sulla preghiera, sull'impegno di santificazione. Nell'ardente desiderio di imitare Cristo nella sua passione, T. sopporta, con esemplare pazienza e abnegazione, continue malattie e depressioni.

La sua vita va interpretata alla luce della sua opera scritta, nella quale riecheggia il suo immenso desiderio di appartenere unicamente e per sempre a Dio. I suoi scritti dovevano servire come caldi inviti agli uomini per conoscere e amare Dio e vivere in intima unione con Cristo. Con questa intenzione nascono i suoi numerosi Canti spirituali, in cui il singolo e la comunità entrano nell'intimità divina. Questi scritti sono l'eco delle letture e delle traduzioni di T. di opere mistiche, della sua raccolta Auserlesene Lebensbeschreibungen Heiliger Seelen (in 3 voll.), di biografie e scritti di santi, in cui scopre " la vera storia della Chiesa " che intende mostrare ai fratelli protestanti per invitarli alla santificazione della vita e all'imitazione dell'amore di Dio praticato dalle anime elette. Gli sembra che tale impegno sia un dovere del cristiano come segno di riconoscenza per l'opera della giustificazione compiuta da Gesù sulla croce.

II. Dottrina mistica. T. concepisce la santificazione come impegno ad unirsi a Cristo nella fede, nell'amore e nella preghiera, come risposta al triplice amore di Cristo: amore di amicizia, amore materno e sponsale, il quale spinge l'uomo alla decisione di darsi a lui. Tale dono dell'uomo si esprime nella preghiera e nella carità verso il prossimo e presuppone opere di mortificazione, di annientamento, di riconoscimento del proprio nulla.

Sembra che T., la cui spiritualità esperienziale si presenta come mistica del nulla e del tutto, si sia ispirato prevalentemente alla mistica del Carmelo, da lui studiata sull'esempio di sette figure. Nel suo Kurzer Bericht von der Mystik (=Breve relazione sulla mistica) egli identifica la mistica con l'esperienza della presenza di Dio e della Parola che ha carattere dialogale. Con una ventina di citazioni bibliche T. mostra che si tratta non di un metodo (meditativo) bensì del vero contenuto della praxis pietatis, di una vita di pietà aperta a ricevere " l'infusione del soprannaturale ", che in T. si identifica con " mistico ".

La mistica, identificata con il " cristianesimo interiore ", è il termine di un cammino verso la beatitudine, un cammino valido anche alla luce della spiritualità ecumenica come teologia sperimentale.

Bibl. Opere: G. Tersteegen, Werke, a cura di W. Zeller et Al. I, Geistliche Reden, Göttingen-Zürich 1979; VIII, Briefe in niederländischer Sprache, Göttingen-Zürich 1982 (in corso di pubblicazione) - Weg der Wahrheit, Stuttgart (ristampa) 1968; Geistliches Blumengärtlein, Stuttgart 196916. Studi: C.P. van Andel, Gerhard Tersteegen. Leben und Werk, Neukirchen 1973; Giovanna della Croce, Gerhard Tersteegen. Neubelebung der Mystik als Ansatz einer kommenden Spiritualität, Bern 1979; Id., s.v., in DES III, 2502-2504; B. Jaspert, s.v., in DSAM XV, 260-271; H.G. Ludewig, Gebet und Gotteserfahrung bei Gerhard Tersteegen, Göttingen 1986; D. Meyer, s.v., in WMy, 483; W. Nigg, Heimliche Weisheit. Mystisches Leben in der evangelischen Christenheit, Zürich-München 19872, 293-316; G. Ruhbach, Gerhard Tersteegen, in G. Ruhbach - J. Sudbrack (cura di), Grandi mistici II, Bologna 1987, 169-190.




Autore: Giovanna della Croce
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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