Teresa de los Andes


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I. Vita e opere. Juanita Fernández Solar nasce a Santiago del Cile il 13 luglio 1900. I suoi genitori, Miguel Fernández e Lucia Solar, insieme ai loro sei figli, formano una famiglia profondamente cristiana ed economicamente agiata.

Fin da bambina, T. comincia ad avere un rapporto molto intimo con Gesù e Maria. Già nel 1906 scrive nel suo Diario: " Gesù inizia a prendere il mio cuore per sé ". Il giorno della prima Comunione segna una traccia indelebile nella sua anima e diventa un punto di partenza per un' amicizia sempre più intima con Gesù.

Compie i suoi studi nel Collegio del S. Cuore (1907-1918). E una brava alunna e s'interessa dei bambini, degli anziani e del personale del collegio, soprattutto quando si ammala.

Nel 1914 comincia a leggere s. Teresa del Bambin Gesù e ne resta molto colpita. Più avanti, legge Teresa d'Avila ed Elisabetta della Trinità con le quali si trova in perfetta sintonia e s'impegna a vivere con Gesù nell'intimo di se stessa. L'8 dicembre 1915 fa voto di castità e promette: " Non avrò altro sposo che Gesù Cristo ".

Nell'aprile 1916, rivela a sua sorella Rebecca che diventerà carmelitana e prende le seguenti risoluzioni: dimenticare se stessa, fare la felicità degli altri, vivere con Gesù nell'intimo e amare la virtù. S'impone sacrifici e offre la sua vita per la conversione di varie persone.

Il 7 settembre 1918 scrive alla priora del Carmelo di Los Andes chiedendo di entrare in monastero, ove fa l'ingresso il 7 maggio 1919, con il desiderio di essere accanto a Cristo come vittima, per intercedere soprattutto per i sacerdoti. Sceglie proprio quel Carmelo perché è tanto povero da non aver neppure l'elettricità né l'acqua corrente.

Cambia il suo nome in Teresa di Gesù ed esercita un intenso apostolato sia con la misteriosa fecondità del sacrificio e dell'orazione sia anche con le sue lettere, che invia a familiari ed amici che contagia con il suo amore a Cristo attraverso una profonda gioia e felicità, perché per lei " Dio è gioia infinita " e Gesù Cristo è questo pazzo d'amore che l'ha resa pazza, molto " pazza... ", come ella stessa si definisce. In monastero trasmette la sua passione per Gesù, per l'Eucaristia e per la SS.ma Vergine; parla dell'abbandono fiducioso nelle mani del Padre, dell'orazione e dell'abnegazione evangelica. Il 14 ottobre comincia il suo noviziato e dirada la sua corrispondenza epistolare.

I primi giorni del mese di marzo del 1920 confida al suo confessore che morirà presto. Difatti, il 2 aprile, venerdì santo, si ammala gravemente di tifo. Vista la gravità della malattia si decide di farle emettere la professione il 6 aprile. Sei giorni dopo muore. Ha appena diciannove anni di età e undici mesi di vita carmelitana.

II. Esperienza mistica. Al di là dei fenomeni mistici che T. potette sperimentare, è la profonda unione con Dio, che cercò di raggiungere, che la rende una vera mistica.

T. fu favorita da profonde comunicazioni interiori. Ricorda che il giorno della sua prima Comunione ebbe la sensazione che Gesù le parlasse ed era convinta che tutti nella comunione eucaristica sperimentassero tale fenomeno. Ogni volta che si comunicava provava la stessa cosa: Gesù le parlava.

I testimoni affermano che T. era favorita anche da estasi. Si ricorda che un giorno fu vista sollevata da terra, in cappella, con lo sguardo fisso sul tabernacolo. Nel suo Diario, ella stessa riferisce di aver sperimentato l'inabitazione trinitaria nella sua anima: " Nostro Signore mi disse che desiderava che vivessi con lui in una comunione perenne... poi mi disse che la SS.ma Trinità stava nella mia anima... immediatamente essa restò molto raccolta, la contemplò e mi sembrava fosse piena di luce ". T. fu un'autentica contemplativa. Secondo il suo confessore, ella avrebbe raggiunto il matrimonio mistico con tutti gli effetti di illuminazione e di amore per Dio e per la Chiesa.

La sua profonda vita mistica era sostenuta dalle virtù teologali, dall'impegno nel conformarsi a Cristo, dalla fedeltà e dal servizio agli altri nella vita quotidiana. La sua notevole maturità spirituale, nonostante la giovane età, le permise di coniugare armonicamente la dimensione umana e divina.

Bibl. Opere: Pensieri, Roma 1987; Diario y Cartas. Introducción, revisión del texto y notas del P. M. Purroy, Santiago 1993. Studi: F. Caraffa, s.v., in BS, Appendice I, 483; Centro Interprovinciale ocd (cura di), Teresa de Los Andes: la " santina americana ", Roma 1993; E. Gil De Muro, Cada vez que mire al mar. Teresa de los Andes, Burgos 1993; M. Purroy, Dal Cile una giovane santa per il mondo, Roma 1986.



Autore: S. Mendoza Osorio
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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