Tentazione


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I. Il termine t. ha per noi il significato di occasione, sollecitazione a commettere il male. Nella Bibbia, invece, i termini che si riferiscono alla t. significano fondamentalmente prova o mettere alla prova, cercare di sondare, scrutare a fondo il cuore, la libertà, la fedeltà dell'uomo; poi, di conseguenza, il desiderio, l'insidia, la passione che spingono al peccato.

Nel primo significato può essere Dio stesso che mette alla prova l'uomo per saggiarne la fedeltà nell'amore, la speranza nel ritardo dell'adempimento delle promesse, la fede nel momento del pericolo, dell'abbandono, della sofferenza.

Non è l'uomo che deve mettere alla prova Dio, ma è Dio che deve scrutare le disposizioni dell'uomo. Per questa creatura chiamata a vivere in alleanza con Dio, la prova è il passaggio obbligato per esercitare la libertà con cui esprime la fede, l'attaccamento a Dio: sono esemplari i casi di Abramo, di Giobbe, dello stesso Gesù. Pure la figura di satana nell'AT, prima di definirsi chiaramente come istigatore al male, appare come un essere che mette alla prova l'uomo e poi l'accusa davanti a Dio.

Naturalmente, a cominciare dall'Eden, la t. (o il tentatore) assume anche il compito di invitare al peccato. Però l'apostolo assicura: " Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze " (1 Cor 10,13). E può persino venir proclamata la beatitudine dell'uomo tentato: " Beato l'uomo che sopporta la t., perché una volta superata la prova riceverà la corona della vita che il Signore ha promesso a coloro che lo amano " (Gc 1,12).

II. Per quanto riguarda la tradizione cristiana, è nel monachesimo che, in modo particolare, vengono esaminati il valore e i dinamismi delle t. e il modo per combatterle.

La t. fa parte del cammino di perfezione: " La forza del giusto non sarebbe lodevole se egli vincesse senza essere tentato: non vi può essere, infatti, vittoria senza guerra contro l'avversario".1 Anzi, " più l'anima progredisce, più forti sono gli antagonisti che si succedono contro di essa ".2

Vengono attentamente considerate le fasi della t. Giovanni Climaco distingue tra la suggestione o primo impulso (probole); il legame (sindyasmos) che consiste nel discutere con la t.; il consenso (sigkatathesis), ossia l'accettazione e dilettazione; la prigionia (aichmalosia), il rimanere schiavi della t.3

Per vincere, s. Benedetto consiglia: " Distruggere subito, scagliandoli contro Cristo, i cattivi pensieri che vengono nel cuore e manifestarli al padre spirituale ".4

Nella vita dei mistici il tema della prova è immancabile. L'anima a volte soffre di terribili t. di bestemmia, di impurità, di avversione... Sono pure presenti le prove esteriori, come malattie, vessazioni diaboliche, avversità varie, specialmente da parte del prossimo. Ma le prove più dolorose vengono dalle " notti " in cui le anime provano sofferenze indicibili nell'aridità, nell'oscurità, nella desolazione, nel senso di abbandono e di rifiuto da parte di Dio, nella coscienza bruciante della propria miseria.

Attraverso queste prove, Dio purifica l'anima nella fede, la esercita nella pazienza e nella speranza, la libera da ogni attaccamento, la stabilisce nell'umiltà, predisponendola così all'unione trasformante.

Si vede bene come la " passività " dell'esperienza mistica riguardi il fatto che solo Dio può stabilire l'anima in questi stati: in realtà, la persona esercita nel grado più alto la libertà nell'affrontare le prove più radicali.

Note: 1 G. Cassiano, Conf. 18,13; 2 Evagrio Pontico, Praktikos, 59; 3 G. Climaco, Scala, 15,107; 4S. Benedetto, Regola, 4.

Bibl. Aa.Vv., s.v., in DSAM XV, 193-251; Aa.Vv., s.v., in DT III, 461-470; R. Bouillard, s.v., in DTC XV, 116-127; F.W. Faber, Il progresso dell'anima nella vita spirituale, Torino 1926; W. Molinski, s.v., in K. Rahmer (cura di) Sacramentum mundi, VIII, Brescia 1977, 190-196; J. Navone, s.v., in NDS, 1583-1597; U. Rocco, s.v., in DES III, 2464-2466; T. _pidlík, La spiritualità dell'Oriente cristiano, Cinisello Balsamo (MI) 1995; Tommaso d'Aquino, STh I, q. 48, a. 5 ad 3; q. 114; II-II, q. 97; III, q. 41.



Autore: U. Occhialini
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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