Taulero Giovanni


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I. Vita ed opere. Nato nel 1300 ca. a Strasburgo, da famiglia benestante, entra nell'Ordine domenicano (1315 ca.), studia - come prescritto - per otto anni, a quanto pare senza recarsi a Colonia, e si dà presto alla predicazione e al lavoro pastorale. L'interdetto papale che colpisce Strasburgo (1329-1353) e l'Editto di Ludovico il Bavaro ( 1347) costringono i domenicani all'esilio a Basilea (1338-1343). Da qui T., negli anni successivi, si reca diverse volte a Colonia; stringe contatti con gli Amici di Dio e s'impegna, fino alla morte, avvenuta il 16 giugno 1361, nella direzione spirituale delle religiose domenicane. Difende il movimento delle beghine distinguendolo dai Fratelli del Libero Spirito.

Di T. sono pervenute fino a noi ottantaquattro Prediche (Sermoni e Lezioni) scritte dagli ascoltatori, che riflettono il suo cammino interiore a partire dalla " seconda conversione " (1339 o 1346) con forti richiami al rientro in se stessi per scoprire il proprio io più profondo al cospetto di Dio.

II. Insegnamento spirituale. La conoscenza di sé - del proprio nulla - è posta all'inizio della mistagogia tauleriana e conduce all'esperienza dei limiti esistenziali. Di qui nascono immensi desideri di Dio, di sentirsi liberati, elevati, trasformati, mentre c'è il richiamo, al tempo stesso, ad un serio esercizio di pratiche ascetiche e all'impegno di tutte le facoltà spirituali. Occorre purificare il " fondo " interiore (l'anima) perché s'accenda in esso la scintilla (fünkelin) - l'essere spirituale dell'anima nella sua tensione trascendente ad annientarsi in Dio - e l'uomo possa accogliere la comunicazione di Dio. " Questa scintilla vola così in alto che la capacità conoscitiva (dell'uomo) non è in grado di seguirla, perché non ha riposo finché non raggiunge l'abisso (di Dio), da cui proviene e in cui si trovava prima della creazione " (Pred. 53).

Alla conoscenza di se stessi si collega in T. la necessità di controllare le attività dell'intelletto, della volontà e soprattutto del gemüt, la parte migliore dell'anima che tende dinamicamente, in modo semplice, formale ed essenziale verso Dio. Il gemüt è distinto dal fondo - la parte ricettiva dell'anima - ma richiede la continua sorveglianza per smascherare gli ostacoli interiori all'elevazione a Dio. Fondo e gemüt compongono l'anima spirituale (mens), ma l'unione con Dio, essendo dono della grazia e dell'amore divino, avviene soltanto nel fondo più interiore. Per raggiungerla, l'uomo percorre le " tre vie " nella povertà spirituale e nella gelazenheit (l'umile abbandono a Dio). Per praticare il distacco e il raccoglimento interiore, l'uomo deve inoltrarsi nel deserto interiore, seguendo Gesù Cristo (storico) e la sua passione. In Cristo, figura normativa della vita spirituale, l'uomo subisce la trasformazione in Dio e sperimenta, nel fondo dell'anima, la nascita del Verbo. Più l'uomo s'immerge nell'annientamento del Crocifisso, più il suo spirito creato viene trasformato nello spirito increato di Dio. In questa trasformazione l'uomo sperimenta l'essere uno con Dio e si sente inserito nella vita trinitaria di Dio, anticipazione della beatitudine eterna. L'uomo ritorna, così, alla sua origine eterna (principio dell'emanazione neoplatonica).

T. vede nell'unione trasformante il fine del cammino " normale " del cristiano. Tuttavia, l'esperienza di essa è transitoria e privilegio di pochi, non necessaria alla salvezza. La forza della dottrina di T. consiste nell'aver indicato la via per raggiungerla. In base alla sua esperienza personale, meno nell'esposizione sistematica, che talvolta viene a mancare, spesso con l'aiuto di passi biblici e metafore, T. sviluppa una teologia mistica in rapporto alla vita quotidiana che valorizza il vissuto come luogo dell'incontro con Dio.

Bibl. Opere: Opera omnia, tr. lat. di L. Surius, Colonia 1548 (ristampa Hildesheim, ecc. 1985); B. Giovanni Tauler, Opere, a cura di B. De Blasio, Alba (CN) 1977; Giovanni Taulero, I Sermoni, a cura di M. Vannini, Milano 1997; Id., Il fondo dell'anima, a cura di M. Vannini, Casale Monferrato (AL) 1997. Studi: Aa.Vv., Un mystique. Jean Tauler, in VieSp 58 (1976), 485; D. Abbrescia - Giovanna della Croce, s.v., in DES III, 2439-2442; L. Cognet, Introduzione ai mistici renano-fiamminghi, Cinisello Balsamo (MI) 1991; E. Filthaut (ed.), Johannes Tauler. Ein deutscher Mystiker, Essen 1961; L. Gnädinger, s.v., in DSAM XV, 57-79; Ead., Giovanni Taulero. Ambiente di vita e dottrina mistica, Cinisello Balsamo (MI) 1977; A. Haas, Sermo mysticus, Freiburg 1979; D. Mieth, Die Einheit von vita activa und vita contemplativa... bei Johann Tauler, Regensburg 1969; W. Nigg, Das mystische Dreigestirn, Zürich 1988; F. Vandenbroucke, La spiritualità del Medioevo, 4B, Bologna 1991.




Autore: Giovanna della Croce
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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