Suso(ne) Enrico


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I. Vita ed opere. Susone Enrico (in ted. Seuse), nato a Costanza (o Überlingen), il 21 marzo 1295, a tredici anni entra nell'Ordine domenicano. Perfezionati gli studi a Colonia, presto diventa lettore e priore a Costanza. Nel 1330, accusato (al Capitolo Generale di Maastricht) di aver difeso la dottrina (eterodossa) di Eckhart, è costretto a ritirarsi dall'insegnamento e si dedica a opere pastorali, specialmente alla direzione spirituale delle domenicane. Ne fanno eco trentotto lettere in forma di istruzioni spirituali. Allo scatenarsi della lotta di Ludovico il Bavaro ( 1347) contro il papa, ripara con la comunità domenicana a Diessenhofen (1339-13467). Tornato a Costanza, è di nuovo priore, ma in seguito a gravi diffamazioni si trasferisce a Ulma, dove procede alla redazione delle sue opere principali, raccolte nell'Esemplare: la Vita o Autobiografia spirituale, che risale in gran parte a Elisabetta Stagel, sua figlia spirituale e monaca di Toess, ma da lui rielaborata; il Libretto della verità (1328) e il Libretto dell'Eterna Sapienza (1331, nel 1334 anche in lat.: Horologium Sapientiae), entrambi in forma di dialogo tra la Sapienza e il discepolo, e le Lettere. Muore a Ulma il 25 gennaio 1366.

II. Dottrina mistica. " L'ultimo poeta dell'amore ", come S. è stato definito, è " il più amabile dei mistici tedeschi " (Walz, Aumann). Una profonda esperienza estatica della Sapienza divina (21 gennaio 1314) decide sull'orientamento della sua vita interiore. Ricordandosi degli amanti del mondo che portano scritto sul petto il nome dell'amata, incide sul cuore il nome di Gesù e si dona all'Amore divino. Nell'Autobiografia, S. è il cavaliere che coraggiosamente combatte per possedere l'amata Sposa, il cavaliere spirituale che passa per le diverse tappe (le tre vie) richieste dal servizio della Minne (=Amore). Questo cammino si trova alla base dell'insegnamento di S. e viene presentato alla luce della Scrittura; fondato sulla dottrina tomistica ed eckhartiana, è spesso sviluppato sul piano psicologico che tiene conto della fragilità umana.

S. parte dall'uomo che, per raggiungere l'unione con Dio, ha bisogno di essere " de-formato " (entbildet) dalle creature, " conformato " a Cristo e " trasformato " in Cristo. Ciò esige il passare attraverso le purificazioni (passive), per le quali è indispensabile la piena accettazione delle sofferenze, nella ferma volontà di partecipare alla passione di Cristo. Ciò presuppone il distacco radicale (abegeschiedenheit), l'abbandono perfetto (gelazenheit) e una profonda interiorità (ingezogenheit), temi ascetici caratteristici del Medioevo tedesco. Al tempo stesso esige l'assidua meditazione dei patimenti di Cristo, fino a giungere a una profonda " compassione " e imitazione esistenziale, insegnata nel Libretto dell'Eterna Sapienza (p. I), con l'impegno di iniziare il lettore alla pratica (p. II), per esempio all'arte di morire. S. cerca di suscitare nell'anima del credente sentimenti di caldo affetto verso Cristo che gli consentono di penetrare nel mistero contemplato e al tempo stesso permettono che il mistero entri nell'anima capace, ormai, di coglierne gli echi. Alla luce di tali esperienze si forma la personalità " mistica " dell'uomo. La pratica assidua della " compassione " con Cristo, che si appella all'impegno di tutte le dimensioni di interiorità, diventa in S. il punto di partenza dell'autentica esperienza mistica, nella quale l'esistenza umana trova il suo ultimo compimento.

Bibl. Opere: K. Bihlmeyer, Heinrich Seuse. Deutsche Schriften, ed critica Frankfurt a.M. 1961 (ristampa del 1907); L. Surius, Henrici Susonis Opera..., vers. lat., Coloniae 1555ss.; B. E. Suso, Opere spirituali, a cura di B. De Blasio, Alba (CN) 1971; E. Suso, Libretto dell'Eterna Sapienza, a cura di Giovanna della Croce, Milano 1992; Enrico Suso, Il libretto dell'amore e altri scritti, a cura di T. Giuggia, Milano 1997. Studi: J.-A. Bizet, s.v., in DSAM VII1, 234-257; J. Buhlmann, Christuslehre und Christusmystik des Heinrich Seuse, Luzern 1942; L. Cognet, Introduzione ai mistici renano-fiamminghi, Cinisello Balsamo (MI) 1991; O. Davies, Nell'incontro con Dio. La mistica nella tradizione nord-europea, Roma 1991; H.D. Egan, Enrico Suso, in Id., I mistici e la mistica, Città del Vaticano 1995, 370-381; E. Filthaut (ed.), Heinrich Seuse. Studien zum 600. Todestaq, Köln 1966; Giovanna della Croce, s.v., in DES III, 2432-2436; Id., Il Cristo nella dottrina e nella esperienza religiosa di Enrico Susone, in ScuCat 95 (1967), 124-145; A.M. Haas, Sermo Mystycus: Studien zur Theologie und Sprache der deutschen Mystik, Freiburg i. Br. 1979; Id., Kunst rechter Gelassenheit, Bern-Berlin-FrankfurtM.-New York-Paris-Wien 1995; W. Nigg, Das mystische Dreigestirn. Eckhart, Tauler, Seuse. Zürich-München 1988; P. Ochsenbein, s.v., in WMy, 459-461; F. Vandenbroucke, La spiritualità del Medioevo, 4B, Bologna 1991, 283-287.




Autore: Giovanna della Croce
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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