Stolz Anselm


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I. Vita e opere. Nasce a Erkrath, in Germania, nel 1900, entra nell'abbazia benedettina di Gerleve (Westfalia) nel 1918, è professore all'Anselmianum di Roma dal 1928 alla sua morte avvenuta il 19 ottobre 1942. Nei suoi due libri principali, L'ascesi cristiana (Brescia 1943) e soprattutto Theologie der Mystik (Regensburg 1939), il suo insegnamento è segnato dall'importanza che egli accorda alla spiritualità patristica e ai temi biblici utilizzati per esporla, all'unità che egli mantiene tra Sacra Scrittura, liturgia, teologia, vita di preghiera e pratica dell'ascesi.

II. Insegnamento dottrinale. Per lui, la mistica è un cogliere, a livello esperienziale, la presenza di Dio e la sua azione nell'anima. I fenomeni straordinari come rivelazioni, visioni, locuzioni, stimmate non sono essenziali alla mistica. Di questa, S. propone l'interpretazione partendo dall'antropologia teologica, dalla redenzione e dal mistero della Chiesa. Mediante un'esperienza, come quella di s. Paolo, rapito al terzo cielo (cf 2 Cor 12,1-5), l'anima è come trasferita in paradiso, pur restando sulla terra. Ogni cristiano che partecipa, mediante il battesimo all'opera redentrice del Cristo, è chiamato a questo intero spiegamento della grazia, che è come una sorta di anticipazione della visione beatifica. Questa unione con Dio giunge alla sua piena realizzazione nell'Eucaristia. Perché essa diventi " mistica ", occorre che uno spiegamento di forze nuove faccia " sperimentare " la realtà di Dio. Ciò suppone una purificazione che è preparata dall'ascesi ed è effetto dei doni dello Spirito Santo. Questa grazia si manifesta nella psiche della persona, ma la supera e non si riduce ad essa. Questa unione col Padre nel Cristo e mediante lo Spirito suppone l'appartenenza alla Chiesa. Le grazie mistiche non sono solo date a titolo personale, ma comportano sempre una chiamata a servire Cristo nella Chiesa. In questa prospettiva, propriamente parlando non esiste mistica naturale né esperienza mistica al di fuori della Chiesa. Reazioni psicologiche simili a quelle dell'esperienza mistica possono ritrovarsi in altre religioni, ma solo quelli che vivono nella solidarietà con il Cristo giungono a questa pienezza dell'essere-cristiano. E questa è possibile solo quando la " grazia della croce " permette al cristiano, mediante la mortificazione ed il distacco, di prepararsi a ricevere questa unione totale con Dio che è come l'inizio della beatitudine. Tale concezione della mistica è essenzialmente trinitaria. Alcuni punti particolari della sua giustificazione dottrinale e soprattutto della sua applicazione pratica sono stati oggetto di critiche. Essa era un po' in reazione contro le posizioni di certi autori che davano, secondo S., un'importanza eccessiva alla psicologia.

La morte prematura non ha permesso a questo teologo di sviluppare ampiamente il suo insegnamento, almeno quanto ai suoi fondamenti dogmatici. Tuttavia per i temi tradizionali grazie ai quali egli li ha formulati, la sua dottrina ha conservato valore ed esercitato una grande influenza.

Bibl. B. Calati, Sapienza monastica, Roma 1994, 140-172; A. Lipari, Dottrina spirituale teologico-simbolica in A. Stolz, Palermo 1975; B. Neunheuser, s.v., in DES III, 2419-2420; E. Salmann, (cura di), La dottrina mistico-sapienzale di Anselmo Stolz, Roma 1988; G. Switek, s.v., in DSAM XIV, 1252-1257.



Autore: J. Leclercq
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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