Solidarietà


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I. Il valore della s. si radica in una dimensione antropologica fondamentale: l'uomo è un essere relazionale e " l'altro " è essenziale allo stabilirsi dell'identità personale. Ogni uomo è un volto e un nome, ma sia il volto (in greco prosopon, " ciò che sta davanti allo sguardo di un altro ") che il nome (che è ricevuto e con cui si è chiamati da altri) sono rimando all'altro e alla relazione con lui come costitutivi dell'identità personale. Scrive il filosofo E. Lévinas: " Tu amerai il tuo prossimo: è questo il tuo te stesso ".

II. La rivelazione biblica. Il vocabolo è estraneo alla Scrittura, ma non la realtà a cui esso rimanda. Il popolo d'Israele testimonia nell'AT una s. a livello etnico-biologico (famiglia, clan, tribù, il popolo formato dalle dodici tribù) che si manifesta anche in istituzioni di s.: la " vendetta del sangue ", il " levirato ", ecc. Tale s. veicola certamente interessi economici, sociali e politici comuni, ma in definitiva è fondata sull'elezione e sulla vocazione comune da parte di JHWH, Dio unico. L'alleanza, struttura teologica centrale nell'AT, unisce i membri del popolo in una s., il cui fondamento è in JHWH stesso. Egli è il partner dell'alleanza che ne stabilisce le clausole e ne pone le esigenze. Si può così parlare, per l'Israele dell'AT, di " s. critica " (J.A. Soggin), contrassegnata da un elevato ed esigente livello etico richiesto al popolo. Il Deuteronomio propugna l'ideale del popolo di Dio come " fraternità " in cui la s. arrivi a togliere l'indigenza (cf Dt 15,4; At 4,24). Caratteristica è la concezione di " personalità corporativa " che contrassegna il popolo d'Israele come legato strettamente a un suo " capo " (ad esempio, il re) o altra figura che ne diviene rappresentante nella sua stessa persona. La figura isaiana del Servo rientra in questa concezione. Egli dilata la s. con il popolo fino all'assunzione della colpa di questi (cf Is 52,13-53,12).

Il NT testimonia l'Incarnazione come l'evento con cui Dio, in Cristo - Verbo fatto carne (cf Gv 1,14) -, si è fatto solidale con l'umanità tutta per renderla partecipe della sua divinità (cf 2 Pt 1,4). Inviato dal Padre, il Figlio diviene partecipe (verbo: metéchein: Eb 2,14) di carne e sangue con gli uomini, in una piena fraternità con loro (cf Eb 2,11; Rm 8,29). Egli, dunque, condivide totalmente la condizione umana " eccetto il peccato " (cf Eb 4,15). Infatti, essendo il peccato rottura di s., il Cristo, non commettendo peccato, ha vissuto la s. più radicale con gli uomini e l'ha potuta offrire loro come salvezza. La s. di Gesù con i peccatori al battesimo nel Giordano, con pubblicani e peccatori durante il suo ministero, con i briganti crocifissi con lui sul Calvario, diviene così evangelo in atto: è l'offerta della salvezza di Dio a tutti gli uomini! La comunità della nuova alleanza, la Chiesa nata dall'evento pasquale e dallo Spirito effuso a Pentecoste, è dunque chiamata a essere spazio profetico in cui " non c'è più né giudeo né greco, né schiavo né libero, né maschio né femmina, poiché voi siete uno in Cristo Gesù " (Gal 3,28). Le logiche etniche e nazionalistiche, le discriminazioni razziali e sessuali sono così bandite dallo spazio ecclesiale! Le collette interecclesiali (cf 1 Cor 16,1-3) e la condivisione intra-ecclesiale dei beni materiali e spirituali (cf At 2,42-48) sono manifestazioni dell'amore (agape: Gv 13,34-35) reciproco e della comunione (koinonia) di tutti e di ciascuno in Cristo. Ormai nella Chiesa, Corpo di Cristo, vigono tra i credenti i criteri della compagnia (syn-: con-soffrire, con-pregare, con-lavorare ecc.) e della reciprocità (allélon: pregare gli uni per gli altri, portare i pesi gli uni degli altri, amarsi gli uni gli altri, ecc.) e sono esclusi i criteri dell'essere o agire gli uni contro o senza o sopra gli altri. I cristiani, infatti, sono membra dello stesso Corpo di Cristo. La s. cristiana, dunque, tanto nel suo aspetto ad intra quanto in quello ad extra, universale, nei confronti di ogni uomo, non è anzitutto atteggiamento etico-filantropico, ma ha un fondamento rivelativo, è espressione della vita in Cristo e riflesso del dinamismo della carità del Padre manifestata nel Figlio e comunicata ai credenti dallo Spirito. Alla radice vi è lo scambio, il commercium con cui Dio ha manifestato la sua comunione agli uomini.

III. La s. nella Chiesa. Negli ultimi decenni i documenti magisteriali sono particolarmente attenti al tema della s. civile (cf l'Enciclica Mater et Magistra di Giovanni XXIII e la Populorum progressio di Paolo VI; la Costituzione Gaudium et Spes del Vaticano II, soprattutto al n. 32: " Il Verbo incarnato e la s. umana "; molti testi e discorsi dell'attuale Pontefice), per cui la s. è il nuovo nome della fraternità.

Esiste, però, un altro tipo di s. che si colloca su un piano propriamente spirituale: è quella derivante dalla presenza dei giusti nel mondo intero e che può fermare, come rivela la Scrittura, la " collera di Dio ", o ancora più, può far circolare nel Corpo mistico un'energia spirituale vitale per cui il bene operato torna a beneficio dell'intero Corpo ed ha capacità di salvezza per tutti. La vita di Teresa di Lisieux ne è un insegnamento per tutti. Ogni cristiano, pertanto, ovunque sia, con il suo atteggiamento e le sue scelte, esprime una s. mistica intorno all'uomo Dio solidale con l'umanità fino a subire la stessa sorte per riscattarla e condurla alla comunione di vita trinitaria.

Infine, anche il dialogo ecumenico e interreligioso trova uno spazio di lavoro comune nell'impegno di s. per i più poveri e gli sfruttati, sui temi della giustizia e della pace. Il laicato, soprattutto giovanile, attraverso il fenomeno del volontariato, si impegna ardentemente in atti di s. Ma è solo il su menzionato fondamento rivelativo e di fede che fa della s. cristiana un gesto profetico e una testimonianza della salvezza offerta da Dio all'uomo.

Bibl. Aa.Vv., s.v., in Chr 78 (1973), tutto il numero; Aa.Vv., La solidarietà nella Bibbia, in Parole di vita, 3 (1985), tutto il numero; G. Baum - R. Ellsberg (edd.), The Logic of Solidarity, New York 1989; R. Coste, s.v., in DSAM XV, 999-1006.




Autore: E. Bianchi
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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