Simone il nuovo teologo


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I. Vita e opere. Nasce a Galata di Paflagonia nel 949 da una famiglia aristocratica. A ventisette anni entra come novizio nel monastero costantinopolitano di Studio, dove rimane qualche tempo prima di trasferirsi nel monastero di San Mamas, di cui diviene presto abate. Dopo essere stato coinvolto in un'estenuante polemica con l'arcivescovo dimissionario di Nicomedia, Stefano, viene esiliato a Crisopoli sul Bosforo dove fonda un'altra comunità monastica. Muore nel 1022.

L'esperienza mistica di S., e i suoi insegnamenti ci sono stati tramandati dalle numerose opere di carattere ascetico da lui composte, indirizzate ai suoi monaci e redatte con un linguaggio prettamente letterario e squisitamente poetico. Fra di esse le più importanti sono le Catechesi, i Capitoli pratici, gnostici e teologici e gli Inni.

II. Dottrina mistica. La dottrina mistica di S. presuppone che coloro che intraprendono il cammino della perfezione cristiana debbano percorrere le tre fasi tradizionali insegnate dai Padri del deserto: quella della purificazione, dell'illuminazione e dell'unione. All'inizio del suo itinerario, il principiante, secondo l'autore, deve interiormente convertirsi con la forza della fede, perché grazie ad essa egli mantiene viva nel cuore la tensione e la speranza escatologica. Il monaco deve rinunciare alla propria volontà e sottoporsi eroicamente all'obbedienza e alla potestà del proprio padre spirituale, rinnegando il mondo e le sue illusioni, e rinnovare su se stesso la vivificate passione di Cristo. La conversione crea interiormente, nel cuore e nella mente dell'asceta, uno stato di compunzione (metanoia) da cui scaturiscono, in maniera sensibile, le catartiche lacrime del pentimento che cancellano dall'anima le impronte del peccato. Secondo S., quando termina la fase della purificazione, le lacrime del pentimento, originate dal timor di Dio e dalla paura del castigo eterno, si trasformano in lacrime di gioia, segno reale dell'imminente avvicinarsi dei doni della contemplazione (theorìa). L'asceta, una volta acquisita l'umiltà e realizzate le virtù teologali - fede, speranza e carità -, perviene alla perfezione del divino e riveste l'abito nuziale per accedere al banchetto celeste, avendo reso luminosa la sua immagine divina dopo aver definitivamente sconfitto le passioni carnali. In tale condizione, il monaco assume il medesimo volto di Cristo circondato dalla sua gloria e, così cristificato, vive immerso nella tranquillità interiore, nell'apàtheia, ricompensa dovuta al servo fedele per le impietose lotte ascetiche superate. In questo stato, l'asceta vive beato e gode perennemente della presenza di Dio attraverso la contemplazione e l'unione (henosis) divina, manifestazione sensibile dell'energia deificante con cui la Sovraessenzialità svela la sua potenza. Per questo motivo, S. sostiene che " colui che ha raggiunto la pienezza della perfezione è morto senza esserlo, poiché vive in Dio e a lui è unito come se non vivesse più per se stesso ".

A S. viene attribuita da Gregorio il Sinaita la composizione di un opuscolo intitolato Metodo della preghiera e dell'attenzione nel quale l'autore espone, in maniera dettagliata, la tecnica psicofisica della preghiera del cuore. S., con la sua mistica essenzialmente cristocentrica, pone in primo piano, con energia, l'" evento spirituale ", cioè lo spirito profetico del deserto in opposizione a certe istituzioni ecclesiastiche, motivo per cui viene considerato uno dei più grandi mistici del Medioevo bizantino. L'attributo di teologo vuole indicare, secondo la tradizione orientale, la sua estrema " confidenza " con Dio attraverso la preghiera, il digiuno e la veglia.

Bibl. Alcune opere di Simeone il Nuovo Teologo sono state pubblicate in Filocalia III, Torino 1985, 347-389 e nell'antologia intitolata La visione della luce, Padova 1992; Syméon le nouveau théologien, Prière mystique, Paris 1974; Simeone il Nuovo Teologo, Inni e preghiere, Autobiografia mistica, a cura di U. Neri, Roma 1996. Studi: H.M. Biedermann, Simeone il Nuovo Teologo (949-1022), in Grandi Mistici I, G. Ruhbach - J. Sudbrack (cura di), Bologna 1987, 115-131; H.D. Egan, Simeone il Nuovo Teologo, in Id., I mistici e la mistica, Città del Vaticano 1995, 173-181; B. Krivochéine, La Personalité spirituelle de St. Syméon le Nouveau Théologien, in Id., Catécheses I, Paris 1963, 15-54; Id., Dans la lumière du Christ. St. Syméon le Nouveau Théologien. Vie. Spiritualité. Doctrine, Chevetogne 1980; M. Paparozzi, L'esperienza di Dio in Simeone il Nuovo Teologo, in Ren 12 (1977), 296-323, T. Spidlík, s.v., in DSAM XIV, 1387-1401; G. Stiernon, s.v., in BS XI, 1104-1114; C. Wagenaar, s.v., in WMy, 476-477.



Autore: R. D'Antiga
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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