Sessualità


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Premessa. E un dato di recente acquisizione la considerazione dei dinamismi biologici e psicologici che sottostanno alla differenziazione dei sessi. Anche se si ritrova nel mondo animale, la s. è soltanto umana. Per s. s'intende, pertanto, la reciproca attrazione tra uomo e donna ai vari livelli. La genitalità è l'unione degli organi maschili e femminili predisposti per l'esercizio dell'amplesso delle due corporeità. Attraverso questo esercizio si pongono in essere i dinamismi idonei alla generazione. Non sempre questo esercizio è voluto consapevolmente, ma può essere posto in essere anche incoscientemente (in stato di ubriachezza). Ciò nonostante raggiunge la sua finalità, cioè il concepimento.

I. La s. propriamente detta è " il mondo " dei rapporti interpersonali, tra persone di sesso diverso, che hanno una serie articolata di espressioni sentimentali e corporee: sguardi, pensieri, ricordi, profumi, colori, carezze, baci, abbracci, effusioni di tenerezza. Tutto ciò significa " calore umano " che ha un suo punto di riferimento nell'amore. La " figura " più universale di amore umano è la madre con un bambino al seno. Da questo punto di vista tutto il " mondo " è " sessuale " perché le strutture elementari dell'esistenza cioè " il coniugale " (rapporto uomo-donna) e il " parentale " (rapporto genitori-figlio) sono interdipendenti e dinamiche.

E stato merito della psicanalisi l'aver portato a livello cosciente quei meccanismi inconsci distruttivi che si accomunano ai dinamismi della generazione: il padre genera il figlio, il figlio uccide il padre. Ciò è servito a porre in luce che il rapporto inter-umano è profondamente conflittuale e che questa conflittualità è presente perfino nei comportamenti sessuali (J.P. Sartre). Pertanto, se è vero che le pulsioni di vita e di morte sono alla pari, è anche vero che esiste un dinamismo di autotrascendimento che può essere spiegato soltanto in forza di una intenzionalità. Siamo, pertanto, al terzo livello, quello intenzionale che investe tutta la sfera della s. L'intenzionalità rende il gesto sessuale di una qualificazione tale che esso non può essere paragonato a nessun altro gesto. La sua potenza creativa è di tale intensità che coincide con l'esistenza e con le forme più elevate di essa: è l'ispirazione in poesia, musica, pittura, scultura, danza.

II. Nell'esperienza religiosa. In questo contesto si comprende come anche l'esperienza religiosa, nelle sue forme superiori, sia un'esistenza relazionale " caricata " di altissime intenzioni e creatività. Dante parlando di Maria dice: " Nel ventre tuo si raccese l'amore per lo cui caldo nell'eterna pace così è germinato questo fiore ".1 Tale relazionalità esprime un uscire da sé che, pertanto, introduce in una situazione estatica erotica che può spiegare perché la stessa estasi mistica, talvolta, sia descritta in termini di voluttà in cui lo smarrimento dell'io può diventare un confondersi dell'io con il tu. Il mistico trova, spesso, che l'unione erotica estatica esprime bene, simbolicamente, il suo immergersi e smarrirsi nell'oceanico amore divino. Hadewych d'Anversa, ad esempio, in Minne, così descrive il suo amore mistico verso il Cristo: " Venne lui stesso a me e mi prese tutta fra le sue braccia e mi strinse contro di sé e tutte le mie membra sentivano il contatto delle sue, così completamente quanto, seguendo il mio cuore, la mia persona l'aveva desiderato. Così esteriormente fui soddisfatta e saziata (...) Una sensazione esterna come quella dell'amante con l'amata, che si danno l'una all'altra nel pieno compiacimento di guardare, di sentire e di mescolarsi ".

Questa esperienza è superiore al sesso ed è esaltata in pagine stupende e intense del Cantico dei Cantici, per esempio i cc. 4,5 e 7, e si conclude con le parole della sposa: " Il mio amato è mio e io sono sua " (2,16; 6,3).

La mistica, pertanto, può diventare lo sbocco ultimo della s. coinvolgendo in sé tutte le tensioni positive e negative dell'animo, del corpo e dello spirito umano: questa triade viene unificata nell'intenzione superiore che non appartiene più all'uomo, ma è dono di Dio. Di questo dono è costituito il sacramento del matrimonio che è il luogo sessuale interno (madre-figlio; padre-madre; figlia-padre) che rispecchia il mistero trinitario e avvalora la sintesi teologica: " Deus charitas est " (1 Gv 4,8). Questo Dio-carità rende l'uomo capace di qualcosa di più alto: l'amore che va oltre sesso ed eros raggiungendo il vertice della donazione: " Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici " (cf Gv 15,13).

Vanno ricordate, purtroppo, molte degenerazioni (perversioni sessuali) che costituiscono l'ambito delle tensioni irrisolte e delle aspirazioni irrealizzate. Sono le " forme fissative " dei dinamismi psicologici traumatizzati che creano una molteplicità di istanze oscure e morbose, delle quali il soggetto, più vittima che protagonista, non riesce a integrarsi se non con l'aiuto della psicoterapia e con una intensa vita di grazia. Resta tuttavia questa spina nella carne (cf 2 Cor 12,7) che, nella crocifiggente esperienza del limite, può costituire anche un luogo salvifico in cui, recuperando la sua originale radice, l'uomo si protende a Dio per immergersi in lui e attraverso il riordino e la purificazione delle pulsioni, in un contesto di amore mistico, riesce ad esprimere la sua esperienza caritativa nello spirito del Cristo.

Note: 1 Paradiso XXXIII.

Bibl. Aa.Vv., Mystique et continence, Bruges 1952; Ch.-A. Bernard, Conoscenza e amore nella vita mistica, in La Mistica II, 253-294; A. Chapelle, Sexualité et sainteté, Bruxelles 1977; A. Cuvelier, Sensualità, sessualità e vita spirituale, Roma 1978; Frère Daniel-Ange, Il tuo corpo creato per l'amore. Sessualità e fede cristiana, Roma 1996; Giovanni Paolo II, Uomo e donna lo creò. Catechesi sull'amore umano, Città del Vaticano 1985; F. Giunchedi, Eros e norma. Saggi di sessualità e bioetica, Roma 1994; T. Goffi, s.v., in NDS, 1443-1462; Id., s.v., in DES III, 2306-2308; B. Häring, Liberi e fedeli in Cristo, II, Roma 1980, 587-679; A. Nygren, Eros e Agape. La nozione cristiana dell'amore e sue trasformazioni, Bologna 1971; M. Pochet, Sessualità in positivo, Roma 1990; J. Robinson, Il corpo. Studio sulla teologia di s. Paolo, Torino 1967.




Autore: B. Marra
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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