Scupoli Lorenzo


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I. Vita e opere. Nasce ad Otranto verso il 1530; è battezzato con il nome di Francesco. Nel 1569 è ammesso tra i teatini di Napoli, dove il 25 gennaio 1571 fa la professione con il nome di Lorenzo. Ordinato sacerdote nel 1577, esercita il ministero a Piacenza e a Milano insieme a s. Andrea Avellino ( 1608), suo maestro di noviziato. Nel 1581 è destinato alla casa di Genova. Calunniato di grave colpa rimasta ignota, è condannato al carcere per un anno e sospeso " a divinis " dal Capitolo generale del suo Ordine nel 1585. S. si sottomette così esemplarmente alla dura pena da acquistare grande fama di singolare virtù. Soltanto nel 1610 sarà pienamente riabilitato. Nel 1588 è trasferito alla casa di Venezia. Qui, nel 1589, esce anonima la prima edizione del suo libro Combattimento spirituale, attribuito a " un servo di Dio ", in ventiquattro capitoli. Nello stesso anno, ancora a Venezia, appare la seconda edizione, di trentatré capitoli. Un ulteriore aumento di ventisette capitoli si trova nell'edizione di Napoli del 1599. L'anonimato cessa, dopo oltre cinquanta edizioni, con l'edizione di Bologna del 1610, che esce con il nome dell'autore, Lorenzo Scupoli, subito dopo la sua morte, avvenuta a Napoli il 28 novembre dello stesso anno. Il testo più conosciuto è quello di sessantasei capitoli, pubblicato la prima volta nell'ed. di Roma del 1657, a cura del teatino Carlo De Palma sul manoscritto dello S. e sulle migliori edizioni precedenti.

II. La dottrina. L'opera dello S. è stata definita " un corso di strategia spirituale " (P. Pourrat). In essa, infatti, troviamo esposto un piano metodico di lotta interiore contro se stessi e contro le passioni per " accostarsi sempre più a Dio e diventare uno stesso spirito con lui " (c.1). Per riuscire in questa che è " la più grande e nobile impresa " si propone l'uso di quattro " armi sicurissime e necessarissime ": la diffidenza di sé (c.2), la confidenza in Dio (c.3-6), l'esercizio (c.7-43), l'orazione (c.44-60). Per lo S. l'evangelica abnegazione di sé (Mt 16,24) si concretizza e si attua in un agonismo interiore che tende a " regolare talmente la volontà da renderla in tutto conforme al compiacimento divino " (c.10). Un programma intenso e pratico, che prende l'uomo nella sua totalità: intelletto (c.7-9) e volontà (c.10-11), passioni e appetiti (c.12-18), sensi e sentimenti (c.19-26). Tutto dev'essere " conquistato " (c.33-43) e offerto, in un sacrificio di puro amore a Dio in Cristo (c.58). E un esercizio interiore che scava in profondità e che " va fatto con fortezza d'animo ", per seguire e imitare Cristo " divin capitano, in onore del quale si combatte " (c.15). Il desiderio di questa sequela e di questa imitazione muove l'anima a unirsi ai sentimenti più intimi di Gesù, in un rapporto vitale e trasformante che ha il suo centro e il suo apice nella comunione eucaristica (c.53-59). L'orazione, fatta di meditazione, di contemplazione, di colloqui, di giaculatorie, deve permeare tutta la vita, portarla ad una esperienza forte di Dio e arrivare alla semplicità e alla quiete di uno sguardo pieno di puro amore, nel quale, senza nulla dire, " io miro e rimiro tale Signore " (c.45). Lungo il trattato si evidenziano non solo l'aspetto ascetico della vita mistica, ma anche quello dell'amore e della pura amicizia con Dio, per fare in tutto solo quello che a lui è gradito (c.55). Per lo S., pertanto, l'ascesi esposta è il passaggio obbligato per giungere all'unione mistica.

Lo stile denso, chiaro e preciso, e spesso diretto, dimostra che l'autore aveva assimilato e vissuto sperimentalmente la dottrina che propone.

Il Combattimento spirituale è come una conclusione sintetica e un frutto delle idee e delle correnti spirituali che caratterizzarono il sec. XVI, principalmente in Italia, e che si manifestarono specialmente nei Chierici regolari. Il libro è come un autoritratto spirituale non solo dell'uomo che ne fu l'autore, ma anche di tutta la sua età.

Bibl. F. Andreu, s.v., in EC XI, 203-204; E.M. Lajeunie, S. François de Sales. L'homme, la pensée, l'action, Paris 1966, 165-174; B. Mas, s.v., in DES III, 2276-2278; Id., s.v., in DSAM XIV, 467-484; I. Mercier, s.v., in DTC XIV, 1745-1746; W.V. Mudon, Theatine Spirituality. Selected Writings, New York 1996, 1-63; M. Petrocchi, Storia della spiritualità italiana (secc. XIII-XX), Roma 1984, 221-223; A. Portaluppi, Dottrine spirituali, Alba (CN) 1943, 170-171, 174-176; P. Pourrat, La spiritualité chrétienne, III, Paris 1926, 358-368; I. Silos, Historiarum Clericorum Regularium, Pars II, Roma 1655, 77-279, Pars III, Palermo 1666, 606; A.F. Vezzosi, I Scrittori de' Cherici Regolari detti Teatini, II, Roma 1780, 276-301. Cf Le introduzioni alle edizioni più recenti del Combattimento spirituale, come quelle di New York 1978, Milano 1985, Cinisello Balsamo (MI) 1992, Madrid 1996.



Autore: B. Mas
Fonte: Dizionario di Mistica (L. Borriello - E. Caruana M.R. Del Genio - N. Suffi)


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